Mascherina e igienizzante al via l’esame di Maturità
di Silvia Sanna
Oggi iniziano con le regole Covid le prove per quasi tredicimila studenti nell’isola Il colloquio orale durerà circa un’ora, al termine vietata la stretta di mano
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SASSARI. Mascherina sino all’ingresso in aula, gel igienizzante a volontà sulle mani, niente guanti. Il conforto di una presenza familiare – un amico, un parente – a pochi metri di distanza. Un colloquio di un’ora senza stretta di mano finale e poi via verso l’uscita, dalla parte opposta rispetto all’ingresso: si chiude così il ciclo delle scuole superiori per i maturandi del 2020, l’anno del coronavirus che ha stravolto l’esistenza di tutti. Con i ragazzi dell’ultimo anno protagonisti di un esame speciale e candidato a restare un unicum nella storia della scuola. Sono poco di tredicimila gli studenti sardi chiamati all’appello: questa mattina si parte.
Via agli esami. Tutto è diverso, dal tipo di esame al numero di prove previste sino alla composizione della commissione: i professori saranno tutti interni, dunque conosciuti dai ragazzi. Nessun problema nell’isola, a differenza di quanto accaduto in molte altre regioni italiane: i prof si sono messi a disposizione e non c’è stato bisogno di precettare nessuno. Gli unici volti sconosciuti ai ragazzi saranno quelli dei presidenti della commissione, scelti tra i docenti della scuola secondaria di primo grado (le ex Medie). Le parole d’ordine di questo esame atipico saranno due: sicurezza e serenità. La prima dovrà essere garantita attraverso il rispetto rigidissimo delle regole stabilite dal Ministero, la seconda verrà da sola, come assicura Anna Maria Maullu, dirigente dell’Istituto Pertini di Cagliari e presidente regionale dell’Anp, associazione nazionale presidi: «I docenti cercheranno di mettere i ragazzi a loro agio, sappiamo bene quanto siano stati difficili gli ultimi mesi per loro, tra la didattica a distanza e l’impossibilità di confrontarsi faccia a faccia con gli insegnanti e i compagni: non vediamo i ragazzi dal 4 marzo, faremo tutti il massimo perché l’esame si svolga in un clima disteso e positivo».
La prova. Il candidato entrerà nell’aula con la mascherina sul viso ma potrà toglierla durante l’esame: la indosseranno per l’intera durata della prova invece i commissari e l’accompagnatore. Per sciogliere il ghiaccio «si inizia con l’elaborato preparato dai ragazzi su un tema indicato dagli insegnanti della disciplina d’indirizzo, per esempio un testo di greco al Classico, una formula matematica allo Scientifico o anche una collezione di pezzi ispirata a Dior – come abiti, scarpe o borsetta – prova richiesta all’indirizzo tessile-sartoriale del Pertini». Si prosegue con l’analisi di un testo d’italiano e poi si passa al simil quizzone: un anno fa c’era l’estrazione a sorte fra tre buste, il Covid suggerisce clemenza e allora il colloquio multidisciplinare prenderà spunto dalla materia in cui il candidato è più preparato. «Per esempio una poesia in inglese se il ragazzo ha voti alti in quella materia, oppure un grafico in fisica». Resta il fattore sorpresa ma rispetto a un’estrazione al buio il vantaggio è notevole. Si chiude con una chiacchierata sulla esperienza di alternanza scuola-lavoro e un paio di domande su cittadinanza e Costituzione. A quel punto un’ora è trascorsa e l’esame di maturità è finito. Il candidato si alza dalla sedia e frena l’istinto di stringere la mano ai commissari: «È vietato e ci dispiace tantissimo», spiega Anna Maria Maullu. Niente da fare neanche per la gomitata di commiato: meglio mantenere le distanze «ma augureremo lo stesso ai ragazzi tanta fortuna». Quando il candidato va via la postazione viene sanificata e la commissione stabilisce il voto. «Quest’anno possiamo aggiungere crediti a chi non ha raggiunto quota 50 durante il percorso scolastico, sino a un massimo di 5». Dopo qualche giorno, quando gli esami di quella classe saranno conclusi, saranno comunicati i risultati: addio ai quadri, il voto viaggia on line. Nessuna rimpatriata con il cuore in gola davanti agli elenchi alle pareti.
Promossi e bocciati. Tutti bravi? No, bocciare si può. Succederà di rado perché l’anno è stato particolare. Ma di certo alcuni – quelli che non immaginavano neppure di essere ammessi all’esame – non si presenteranno alla prova. Altro che didattica a distanza, per loro l’anno è finito ufficialmente il 4 marzo.
Via agli esami. Tutto è diverso, dal tipo di esame al numero di prove previste sino alla composizione della commissione: i professori saranno tutti interni, dunque conosciuti dai ragazzi. Nessun problema nell’isola, a differenza di quanto accaduto in molte altre regioni italiane: i prof si sono messi a disposizione e non c’è stato bisogno di precettare nessuno. Gli unici volti sconosciuti ai ragazzi saranno quelli dei presidenti della commissione, scelti tra i docenti della scuola secondaria di primo grado (le ex Medie). Le parole d’ordine di questo esame atipico saranno due: sicurezza e serenità. La prima dovrà essere garantita attraverso il rispetto rigidissimo delle regole stabilite dal Ministero, la seconda verrà da sola, come assicura Anna Maria Maullu, dirigente dell’Istituto Pertini di Cagliari e presidente regionale dell’Anp, associazione nazionale presidi: «I docenti cercheranno di mettere i ragazzi a loro agio, sappiamo bene quanto siano stati difficili gli ultimi mesi per loro, tra la didattica a distanza e l’impossibilità di confrontarsi faccia a faccia con gli insegnanti e i compagni: non vediamo i ragazzi dal 4 marzo, faremo tutti il massimo perché l’esame si svolga in un clima disteso e positivo».
La prova. Il candidato entrerà nell’aula con la mascherina sul viso ma potrà toglierla durante l’esame: la indosseranno per l’intera durata della prova invece i commissari e l’accompagnatore. Per sciogliere il ghiaccio «si inizia con l’elaborato preparato dai ragazzi su un tema indicato dagli insegnanti della disciplina d’indirizzo, per esempio un testo di greco al Classico, una formula matematica allo Scientifico o anche una collezione di pezzi ispirata a Dior – come abiti, scarpe o borsetta – prova richiesta all’indirizzo tessile-sartoriale del Pertini». Si prosegue con l’analisi di un testo d’italiano e poi si passa al simil quizzone: un anno fa c’era l’estrazione a sorte fra tre buste, il Covid suggerisce clemenza e allora il colloquio multidisciplinare prenderà spunto dalla materia in cui il candidato è più preparato. «Per esempio una poesia in inglese se il ragazzo ha voti alti in quella materia, oppure un grafico in fisica». Resta il fattore sorpresa ma rispetto a un’estrazione al buio il vantaggio è notevole. Si chiude con una chiacchierata sulla esperienza di alternanza scuola-lavoro e un paio di domande su cittadinanza e Costituzione. A quel punto un’ora è trascorsa e l’esame di maturità è finito. Il candidato si alza dalla sedia e frena l’istinto di stringere la mano ai commissari: «È vietato e ci dispiace tantissimo», spiega Anna Maria Maullu. Niente da fare neanche per la gomitata di commiato: meglio mantenere le distanze «ma augureremo lo stesso ai ragazzi tanta fortuna». Quando il candidato va via la postazione viene sanificata e la commissione stabilisce il voto. «Quest’anno possiamo aggiungere crediti a chi non ha raggiunto quota 50 durante il percorso scolastico, sino a un massimo di 5». Dopo qualche giorno, quando gli esami di quella classe saranno conclusi, saranno comunicati i risultati: addio ai quadri, il voto viaggia on line. Nessuna rimpatriata con il cuore in gola davanti agli elenchi alle pareti.
Promossi e bocciati. Tutti bravi? No, bocciare si può. Succederà di rado perché l’anno è stato particolare. Ma di certo alcuni – quelli che non immaginavano neppure di essere ammessi all’esame – non si presenteranno alla prova. Altro che didattica a distanza, per loro l’anno è finito ufficialmente il 4 marzo.
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