La Nuova Sardegna

Piano casa, è scontro 1500 emendamenti dell’opposizione

Piano casa, è scontro 1500 emendamenti dell’opposizione

La minoranza: niente proroga, il Ppr deve essere salvato La maggioranza: non vogliamo cementificare la Sardegna 

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La proroga del Piano casa, fino a dicembre, doveva essere una formalità. Non lo sarà. Cominciato a maggio, lo scontro fra la maggioranza di centrodestra e l’opposizione è esploso. Il centrosinistra e i Cinque stelle hanno presentato 1.500 emendamenti per fermare – sostengono – una leggina che smantellerebbe di fatto buona parte del Piano paesaggistico del 2006. «Con appena tre articoli – ribadisce la consigliera regionale Maria Laura Orrù dei Progressisti – chi governa vorrebbe spazzare via alcune regole fondamentali. Una su tutte: escludere per sempre il ministero ai beni culturali dal confronto, invece obbligatorio, su quanto ha intenzione di far costruire nella fascia costiera e in campagna. Ma è un abuso e noi faremo tutto il possibile per difendere il Piano paesaggistico da questo ennesimo attacco». La replica del centrodestra, con in testa il presidente della commissione urbanistica, Giuseppe Talanas di Forza Italia, è stata immediata: «Con la legge, non vogliamo cementificare la Sardegna, ma solo riconquistare un’altra fetta di autonomia. Noi, con questa interpretazione autentica delle norme di attuazione del Ppr, sosteniamo invece che, in alcuni casi specifici, la co-pianificazione col ministero non è più necessaria. Dalla nostra parte tra l’altro ci sono diverse sentenze del Tar e anche una sollecitazione in tal senso da parte dell’Avvocatura dello Stato, che è una nostra controparte».

Lo scontro. È cominciato in commissione e andrà avanti fino a quando la proposta di legge non arriverà nell’aula del Consiglio regionale. Per la maggioranza di centrodestra il cammino dei tre articoli sarebbe dovuto essere molto veloce. Fino a tal punto, come denunciato da Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, che «con un colpo di mano, non si è voluto neanche convocare i Comuni e le associazioni ambientaliste per sapere il loro parere sulla legge». Di fronte a tanta arroganza, sempre secondo le opposizioni, è scattato il fuoco di sbarramento con i 1.500 emendamenti. «Non cadremo in questa provocazione – ha ribattuto Franco Mula, capogruppo del Psd’Az – e in aula presenteremo una legge che ci restituirà il pieno diritto di decidere sul nostro futuro». Ma far scattare l’allarme sono stati anche gli ambientalisti, In un recente comunicato, hanno scritto: «Non si capisce come una legge regionale possa modificare il Piano paesaggistico, che è invece una norma di rango costituzionale. È un abuso».

Punti d’incontro. Escluso l’articolo contestato, maggioranza e opposizione sono invece d’accordo sulla proroga del Piano casa da giugno a dicembre e che continuino i lavori nei cantieri delle strade statali Sassari-Alghero e Olbia-Palau. Anche se con qualche distinguo. «Se continuerà a esserci l’obbligo del confronto con il ministero, quegli investimenti non andranno avanti», ha fatto sapere il centrodestra. Le opposizioni hanno replicato: «Su quei progetti siamo d’accordo, ma non c’è a alcun bisogno di usarli come leva per far saltare il Ppr, perché risalgono a prima del 2006». (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative