Bruno aggredito in strada: «Ho pensato di morire»
di Gianni Bazzoni
Un 45enne tenta di strangolarlo, l’ex sindaco salvato da un rugbista
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ALGHERO. A un certo punto ha pensato di morire: «Non riuscivo più a parlare e a respirare, stavo perdendo le forze e quella stretta al collo non si allentava». Mario Bruno ex sindaco di Alghero ricorda così quei momenti drammatici di martedì sera in via Cagliari quando un uomo di 45 anni con diversi precedenti penali l’ha aggredito alle spalle e dopo avere pronunciato frasi senza senso ha cercato di andare avanti con il suo gesto. A bloccarlo è stato Ogert Paco, fisico prestante, giocatore di rugby: ancora pochi secondi e non ci sarebbe stato più niente da fare. Accompagnato al pronto soccorso Mario Bruno è stato visitato e ha avuto una prognosi di due settimane di cure. Ieri mattina è stato sottoposto a nuovi accertamenti per i traumi al collo e al polso destro. L’aggressore martedì sera è scappato a piedi, ma poco più tardi è stato identificato dai carabinieri della compagnia di Alghero: si tratta di Giuseppe Dettori, algherese, una sfilza di precedenti, anche specifici. Nel 2013 aveva aggredito e picchiato selvaggiamente il cognato Mariano Melis, allora consigliere comunale di Alghero, procurandogli gravi traumi. I militari guidati dal capitano Pietro Barrel l’hanno denunciato in stato di libertà per lesioni.
L’episodio si è verificato poco prima delle 19,30 in via Cagliari. «Ero insieme a delle persone – ha raccontato Mario Bruno, ancora visibilmente scosso per l’accaduto – a un certo punto un uomo che conosco di vista si è avvicinato alle spalle. Mi ha abbracciato, ho pensato a un gesto amichevole, tanto che ho risposto al saluto. A un certo punto ha iniziato a stringere con forza, mi ha spinto la testa verso il basso. Non respiravo e non riuscivo a chiedere aiuto. Ho tentato di afferrarlo per una gamba e farlo cadere, mi sono fatto male al polso. Lui ha continuato a stringere, io non potevo fare più niente, Pochi secondi e sarebbe stata finita».
A pochi metri Ogert Paco, era lì per caso. Per quelle dinamiche che a volte il destino riserva. «Ero appena stato in cartolibreria per ritirare la tesina di mia figlia che il giorno dopo (ieri, ndc) doveva sostenere l’esame – racconta il giocatore dell’Amatori Rugby Alghero – e ho notato Mario Bruno. C’erano delle persone accanto e quest’uomo che lo abbracciava da dietro. Ho pensato di avvicinarmi per salutarlo. A me risultava di spalle, non so perchè ma mi è sembrata una situazione strana. Nessuno faceva niente, non si erano accorti o pensavano a uno scherzo. Mario non parlava, sembrava in difficoltà». Così Ogert Paco ha deciso di intervenire. «Mi sono reso conto che l’uomo aveva il braccio attorno al collo di Mario Bruno e con la mano destra tirava con forza. Allora l’ho afferrato, e ho cominciato a stringere pure io, l’ho costretto a mollare la presa». L’ex sindaco è caduto a terra, respirava a fatica, non riusciva a rialzarsi. «Io quell’uomo non l’avevo mai visto prima, mi ha detto: io a te ti conosco, so chi sei. E io ho risposto: e allora se sai chi sono allontanati. Lui ha continuato: io sono un russo, te lo faccio vedere io. Ho continuato a tenerlo a distanza, e senza perdere di vista Mario Bruno. Avevo la preoccupazione c che era in grave difficoltà. Temevo che l’aggressore potesse avere qualcosa in tasca e non volevo farlo avvicinare troppo».
Poi una persona ha urlato: «Ho chiamato i carabinieri...». Così l’aggressore si è dato alla fuga a piedi. «A quel punto ho aiutato Mario a rialzarsi e l’ho accompagnato al pronto soccorso, ero preoccupato per le sue condizioni», ha detto ancora Paco.
Origini albanesi, Ogert è ad Alghero dal 2002, molto conosciuto e stimato, è arrivato per giocare a rugby e non se n’è più andato. «Mi trovo bene, ho tanti amici, mai un problema. Ho ricevuto messaggi di elogio e ringraziamento, ma non sono un eroe. Ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque: aiutare una persona in difficoltà. Spero che Mario Bruno recuperi in fretta, sono stati dei brutti momenti».
L’episodio si è verificato poco prima delle 19,30 in via Cagliari. «Ero insieme a delle persone – ha raccontato Mario Bruno, ancora visibilmente scosso per l’accaduto – a un certo punto un uomo che conosco di vista si è avvicinato alle spalle. Mi ha abbracciato, ho pensato a un gesto amichevole, tanto che ho risposto al saluto. A un certo punto ha iniziato a stringere con forza, mi ha spinto la testa verso il basso. Non respiravo e non riuscivo a chiedere aiuto. Ho tentato di afferrarlo per una gamba e farlo cadere, mi sono fatto male al polso. Lui ha continuato a stringere, io non potevo fare più niente, Pochi secondi e sarebbe stata finita».
A pochi metri Ogert Paco, era lì per caso. Per quelle dinamiche che a volte il destino riserva. «Ero appena stato in cartolibreria per ritirare la tesina di mia figlia che il giorno dopo (ieri, ndc) doveva sostenere l’esame – racconta il giocatore dell’Amatori Rugby Alghero – e ho notato Mario Bruno. C’erano delle persone accanto e quest’uomo che lo abbracciava da dietro. Ho pensato di avvicinarmi per salutarlo. A me risultava di spalle, non so perchè ma mi è sembrata una situazione strana. Nessuno faceva niente, non si erano accorti o pensavano a uno scherzo. Mario non parlava, sembrava in difficoltà». Così Ogert Paco ha deciso di intervenire. «Mi sono reso conto che l’uomo aveva il braccio attorno al collo di Mario Bruno e con la mano destra tirava con forza. Allora l’ho afferrato, e ho cominciato a stringere pure io, l’ho costretto a mollare la presa». L’ex sindaco è caduto a terra, respirava a fatica, non riusciva a rialzarsi. «Io quell’uomo non l’avevo mai visto prima, mi ha detto: io a te ti conosco, so chi sei. E io ho risposto: e allora se sai chi sono allontanati. Lui ha continuato: io sono un russo, te lo faccio vedere io. Ho continuato a tenerlo a distanza, e senza perdere di vista Mario Bruno. Avevo la preoccupazione c che era in grave difficoltà. Temevo che l’aggressore potesse avere qualcosa in tasca e non volevo farlo avvicinare troppo».
Poi una persona ha urlato: «Ho chiamato i carabinieri...». Così l’aggressore si è dato alla fuga a piedi. «A quel punto ho aiutato Mario a rialzarsi e l’ho accompagnato al pronto soccorso, ero preoccupato per le sue condizioni», ha detto ancora Paco.
Origini albanesi, Ogert è ad Alghero dal 2002, molto conosciuto e stimato, è arrivato per giocare a rugby e non se n’è più andato. «Mi trovo bene, ho tanti amici, mai un problema. Ho ricevuto messaggi di elogio e ringraziamento, ma non sono un eroe. Ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque: aiutare una persona in difficoltà. Spero che Mario Bruno recuperi in fretta, sono stati dei brutti momenti».
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