«Felice di rivedere gli istituti riaperti»
ROMA. C'è stato un momento in cui si è temuto che a scuola i ragazzi non sarebbero più tornati, nemmeno per l'esame di Stato, e che anche questo si sarebbe svolto a distanza, come gli ultimi 100...
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ROMA. C'è stato un momento in cui si è temuto che a scuola i ragazzi non sarebbero più tornati, nemmeno per l'esame di Stato, e che anche questo si sarebbe svolto a distanza, come gli ultimi 100 giorni di lezione. E invece ieri sono iniziati in presenza gli esami di maturità che riguarderanno complessivamente quasi 500mila ragazzi. Un colloquio orale, quello che hanno sostenuto i primi convocati, ieri, in base alla lettera dell'alfabeto estratta due giorni fa e che vedrà via via sfilare tutti davanti ai commissari, non per questo privo delle paure e delle emozioni che da sempre caratterizzano questo appuntamento. «Fare gli esami in presenza non era scontato - ha detto la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, che ha scelto di intervenire all'istituto Quarenghi di Bergamo (foto) - alcuni paesi europei li hanno cancellati. Questi esami non concludono l'anno scolastico ma fanno da collegamento con settembre. Sono molto felice di vedere oggi le scuole riaperte e di essere qui». La ministra ha annunciato che già dal 1 settembre le scuole saranno aperte per recuperare tutte le attività di apprendimento. Il premier Conte, dal canto suo, ha ricordato la sua maturità come un momento caratterizzato da «tanta apprensione e tanta concentrazione» ma poi nel momento della prova si è trovato «determinato e concentrato». Rigorose sono le regole di accesso alle scuole sia per i docenti che per i maturandi. Autocertificazioni, mascherine, sanificazioni dei locali, percorsi guidati, e in alcuni casi aule allestite in gazebo, palestre, aule magne e sale docenti. E la prevenzione ha reso necessaria a Ladispoli di far slittare l'esame di due giorni: un commissario ha accusato sintomi riconducibili al Covid ma ieri il test negativo ha allontanato questo sospetto.
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