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Riapre il pub di Carlone la vittima più giovane La moglie: mi guida lui

Riapre il pub di Carlone la vittima più giovane La moglie: mi guida lui

Tivinio, 42 anni, è stato anche il primo a perdere la vita Cagliaritano, era appena rientrato da una fiera a Rimini

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CAGLIARI. Una folla di amici davanti al Lima-Lima, una folla che ha celebrato la scorsa settimana lo storico locale di via Iglesias nel giorno della riapertura ufficiale. Lui, Carlone Tivinio, l’amatissimo gestore e titolare, non c’era: l’ha stroncato, all’età di 42 anni, il coronavirus, prima vittima ufficiale della pandemia in Sardegna, dopo una lunga e sofferta degenza nel reparto infettivi del Santissima Trinità. Era il 15 marzo e ancora non erano chiare le dimensioni del flagello che si sarebbe abbattuto sull’Italia e sul mondo. La vicenda è stata raccontata a suo tempo e non sempre con la delicatezza necessaria: rientrato da un viaggio di lavoro a Rimini, alla fiera della birra, una trasferta decisa e portata a termine prima che i rischi del contagio divenissero pane quotidiano per chiunque, prima che il Covid 19 mostrasse il suo volto reale. Carlone aveva accusato i sintomi dell’infezione alcuni giorni dopo il rientro e il suo stato di salute generale gli aveva impedito di superare una crisi apparsa subito grave.

Sembrava che con lui se ne fosse andato anche il locale, aperto trent’anni fa da un giovane campano, un piccolo gioiello di originalità e di accoglienza, da sempre alternativo alla monotonia dell’intrattenimento cagliaritano. Invece giovedì, grazie alla volontà della moglie Dasha Kuznetsova, dopo tre mesi di silenzio e di serrande tristemente abbassate, si è aperta una nuova pagina del vecchio Lima-Lima che contiene il futuro, il presente e soprattutto la memoria di chi incarnava con la simpatia e il sorriso il senso di un locale rivolto a giovani e meno giovani: «Riapre grazie a tutti voi che ci siete sempre stati, prima, durante e dopo, grazie al vostro amore e supporto. Sarà sicuramente un po’ diverso – ha scritto la giovane donna sulla pagina Facebook – la vita ormai è diversa, ma nulla ci toglierà dei cari ricordi dal cuore, li conserveremo gelosamente, e ci aiuteranno a crearne dei nuovi. Carlo ci guiderà. Grazie ancora a tutti gli amici per il tutto e ci vediamo al bancone».

Coi clienti più affezionati che si guardavano attorno a cercare riferimenti familiari, Dasha ha trascorso dietro al bancone la prima serata del nuovo corso. Mascherina sul volto, ha respinto con fermezza e cortesia qualsiasi cronista abbia provato a parlarle: «Grazie, ho detto no a tutti» la sua risposta invariabile. Una chiusura comprensibile, per quanto lei e la sua famiglia hanno dovuto subire mentre Carlo era in ospedale. Quell’amarezza sembra essere rimasta intatta nella famiglia Tivinio, insieme al dolore inaccettabile della perdita.

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