La Nuova Sardegna

Dalla Uiltuc un appello ai politici sardi: «State attenti al fattore tempo»

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Dalla Uiltuc arriva un appello alla politica regionale affinchè intervenga per evitare che dall’addio al carbone, fissato in teoria al 2025 non derivino danni per l’economia e l’industria sarda. «Lo sviluppo energetico è un tema strategico e vitale per la nostra isola –

scrive il segretario generale della Uiltec Sardegna Pierluigi Loi – un

argomento delicato che fino a cinque mesi fa trovava spazio e priorità nell’agenda della politica regionale e nazionale. Da essa, infatti, dipende il destino dell’arrivo del metano in Sardegna, la conseguente realizzazione della dorsale ed il futuro delle due centrali elettriche sarde in relazione all’imminente phase out dal carbone del Paese, prevista anch’essa nel 2025. Inspiegabilmente e ingiustificatamente – evidenzia il segretario regionale Uiltec Sardegna – su tali temi è calato il più totale silenzio, a tal punto che lascia sgomenti il fatto che non si prenda più in considerazione il fattore tempo. L’ultimo segnale governativo palesato nell’incontro al Mise a fine gennaio, tramite la sottosegretaria Todde, tendeva ad una visione attendista e confusionaria, la quale escludeva l’arrivo del nuovo combustibile qui. Con il nuovo cavo Terna la Sardegna non deve ricoprire nel futuro il ruolo di regolatore della produzione energetica altrui, con il rischio reale di una fermata definitiva delle due centrali sarde. Tutto questo a discapito dei quasi 1000 lavoratori diretti e indiretti».(g.cen.)
 

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