Il Pd e la metanizzazione light: «Rispettate gli accordi»
Dopo mesi di silenzio il partito interviene sul progetto e lo fa con una nota firmata dai deputati Manca, Mura e Frailis
CAGLIARI. Dopo mesi di silenzio il Pd interviene sul progetto metanizzazione e lo fa con una nota firmata dai deputati Manca, Mura e Frailis. Tra le righe la critica, chiaramente diplomatica, è alle prese di posizione dei direttori generali del Mise, che due giorni fa hanno rilanciato una “loro” idea di metanizzazione diversa da quella concordata tra Regione e governo. Ma non è detto che il vero obiettivo siano i tecnici del ministero. « Il ridimensionamento del progetto metanizzazione – scrivono i tre parlamentari, che nei prossimi giorni dovrebbero firmare una mozione dell’intero Pd alla Camera sulle infrastrutture per il sud – rappresenterebbe un danno economico e ambientale irreparabile per l’economia della Sardegna: è necessario convocare subito un tavolo di confronto tra tutte le parti istituzionali per scongiurare questo pericolo. Abbiamo letto con grande stupore le dichiarazioni dei vertici tecnici dello Sviluppo Economico: dalle loro parole sembrerebbe che il ministero si stia concentrando su una versione light del vecchio progetto integrato, che escluderebbe di fatto dai benefici le famiglie e la quasi totalità del tessuto produttivo regionale. Ora attendiamo che il governo prenda una posizione ufficiale, avviando i definitivi confronti istituzionali e politici anche in vista della messa a punto del piano strategico di rilancio del Paese su cui si ragiona in questi giorni».
Manca, Mura e Frailis definiscono «inspiegabile» la mancata realizzazione di questo punto dell’accordo Governo-Regione di quattro anni fa e rilanciano. «L’emergenza Covid, ha dimostrato quanto sia ancora più indispensabile puntare su un’economia sostenibile. In questi mesi abbiamo realizzato quanto la nostra isola paghi un ritardo importante rispetto al resto dell’Italia: i cittadini continuano a essere costretti ad alimentare il riscaldamento e a cucinare sfruttando in larga parte bombole di Gpl. Dobbiamo però adesso pensare al futuro. Nella nostra isola può partire il primo polo di sviluppo metano-idrogeno: siamo in prima fila in Italia e in Europa per cogliere le opportunità dell’idrogeno, della sua produzione da rinnovabili, del suo impiego diffuso per usi civili, industriali, termoelettrici e di mobilità. Tutto questo con un’idonea infrastruttura da realizzare subito. Il progetto di dorsale, ad oggi in fase autorizzativa e presto cantierabile, risulta già idoneo allo sviluppo dell’idrogeno e del suo impiego. Ciò permetterebbe alla Sardegna non solo di colmare un gap infrastrutturale ma di porsi all’avanguardia nella transizione energetica del Paese».(g.cen.)
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