La Nuova Sardegna

Voli ridotti e a singhiozzo il turismo non decolla

di Alessandro Pirina
Voli ridotti e a singhiozzo il turismo non decolla

Federalberghi: a giugno meno 95 per cento, a rischio anche luglio e agosto

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il vantaggio di essere un’isola ai tempi del coronavirus si tramuta in un ostacolo non appena l’economia prova a raddrizzarsi. Tutta la narrazione sulla Sardegna covid free rischia di fare la fine della neve sotto il sole visto che anche trovare un aereo per raggiungere l’isola è diventata una missione quasi impossibile. Oggi è il solstizio d’estate, ma a guardare i numeri sembra di essere in bassissima stagione. Rispetto a un anno fa le presenze nell’isola sono calate del 95 per cento. Che giugno fosse ormai perso lo davano per scontato anche gli addetti ai lavori. Ma i numeri iniziano a essere preoccupanti anche per i mesi successivi. Colpa di un sistema di trasporti che sta facendo passare di nuovo quel vecchio messaggio dell’isola irraggiungibile. No voli no Sardegna.

A lanciare l’allarme è il presidente di Federalberghi, Paolo Manca, uno dei primi nei mesi scorsi a fare pressing sulle istituzioni per una ripartenza organizzata. Richieste perlopiù rimaste inascoltate. Due giorni fa lui ha aperto uno dei suoi hotel ad Arzachena. «Due camere occupate su 70 – racconta –. I numeri saliranno nei prossimi giorni, andrà sicuramente meglio di quel meno 95 per cento di giugno, ma sino a metà luglio i dati sono davvero molto bassi. Qualcosa di più importante comincerà ad arrivare dalla seconda metà del mese. Aerei permettendo». Sì, perché nell’estate del Covid - e dunque una stagione difficilissima sotto tutti i punti di vista - i collegamenti tra l’isola e il resto del mondo sembrano essere tornati a tempi più che dimenticabili. Air Italy non esiste più, e tutta la continuità è nelle mani di Alitalia, che però ha riportato a regime solo i voli su Cagliari, mentre su Alghero e Olbia continua a garantirne solo la metà. Questo nonostante il pressing della Regione, che anche due giorni fa ha chiesto un incremento dei collegamenti per non penalizzare la Sardegna come destinazione. Ma non è solo la compagnia di bandiera a ostacolare la ripartenza dell’isola. Molti altri vettori non sono in grado di garantire la programmazione. «Abbiamo un problema con le compagnie – ammette Manca –. Da una parte, c’è chi non trova posto perché i voli di Alitalia sono pochi, dall’altra, ci sono tanti turisti che hanno il biglietto ma qualche giorno prima della partenza il vettore lo cancella e non sempre riesce a riproteggere il passeggero. Per questo motivo stiamo assistendo a tantissime cancellazioni delle prenotazioni. Questa è una stagione che vivrà sul last minute, se continueranno a cancellare voli con questa frequenza la gente sceglierà altre mete. Su questo fronte c’è un caos generale che rischia di darci il colpo di grazia. Stiamo passando le giornate a rispondere ai turisti, anche perché non riescono a contattare i call center delle compagnie».

Non solo aerei, però. Il cortocircuito delle scorse settimane sull’apertura dell’isola ai turisti ha lasciato più di uno strascico. «La stagione è molto difficile – dice ancora Manca –. C’è la pandemia. Regione e Stato non hanno ancora erogato un euro. Di fronte a una situazione disastrosa abbiamo drenato tutta la liquidità che avevamo. Ma ancora. Zero prenotazioni per tre mesi. Non abbiamo le regole d’ingaggio qualora dovesse verificarsi un caso Covid. Non esiste promozione. Ma nonostante questo gli alberghi stanno comunque aprendo per non uscire dal mercato e per dare lavoro. In questo scenario – aggiunge – la situazione più protettiva suggeriva di restare chiusi. Abbiamo aperto ugualmente. Ma oggi ci troviamo in una condizione difficile a causa dei vettori aerei. I clienti ci dicono: non è possibile venire in Sardegna. Sta di nuovo passando quel messaggio negativo dell’isola irraggiungibile. Senza contare che stiamo ancora spiegando che non c’è il passaporto sanitario». In questo modo quel terzo del fatturato dello scorso anno auspicato per questa stagione all’insegna del Covid rischia di ridursi ulteriormente. «La mancanza di voli e l’assenza di promozione non ci aiutano. Rischiamo di non raggiungere neanche il 30 per cento del 2019, anche perché in base ai nostri piani a luglio e agosto avremmo dovuto raggiungere il 50. Ma per ora i numeri sono decisamente ridotti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative