Aeroporti senza un euro e il traffico cola a picco
di Silvia Sanna
I manager delle società di gestione: dalla Regione soltanto promesse
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SASSARI. Il nulla oltre le chiacchiere. Grandi sorrisi e massima disponibilità a collaborare ma poi il deserto. Cioé, neanche un euro per provare a dare la scossa a un comparto – quello dei trasporti aerei – messo in ginocchio dall’emergenza Covid e al quale si lega l’intero piano di rilancio della stagione turistica e dell’economia dell’isola. «Perché i viaggiatori innanzitutto in Sardegna devono arrivare, per poi ripopolare gli hotel, i ristoranti e le spiagge. È ovvio che se non riusciamo a portarli qui crolla l’intero sistema». Renato Branca, amministratore delegato della Soager, la società di gestione dell’aeroporto “Mario Mameli” di Cagliari-Elmas, scorre il calendario all’indietro. «A metà aprile, ancora in pieno lockdown, abbiamo chiesto alla Regione un sostegno economico. All’inizio di maggio, quando si parlava di fase 2, abbiamo ribadito l’istanza. In ogni occasione siamo stati rassicurati ma non è successo nulla. I tre scali sardi non hanno ricevuto alcun incentivo economico per fronteggiare i costi e per favorire la ripresa del traffico aereo. Altre regioni, come la Toscana e la Sicilia, hanno stanziato rispettivamente 20 e 25 milioni di euro: la Sardegna zero. E le spese per noi, in una situazione finanziaria già delicatissima, sono aumentate». Branca fa subito un esempio: «Parliamo del controllo della temperatura ai passeggeri. Inizialmente il compito era affidato al personale della Protezione civile, l’ultima ordinanza ha stabilito invece che spetta agli operatori dello scalo. Per questo abbiamo dovuto richiamare dalla cassa integrazione un certo numero di lavoratori. Per non parlare della strumentazione che è stato necessario acquistare». A Branca fa eco Silvio Pippobello, amministratore delegato della Geasar, la società di gestione dell’aeroporto “Costa Smeralda” di Olbia: «Il nostro scalo è rimasto chiuso quattro mesi per via dei lavori di restyling prima del lockdown. Le conseguenze finanziarie sono state pesantissime. In una situazione profondamente caotica per via dell’incertezza delle regole e della differenza tra norme nazionali e regionali, non abbiamo ricevuto alcun sostegno, non sono arrivati gli aiuti che aspettavamo. C’è da dire che a proposito di regole di sicurezza, siamo bravi a farci del male da soli: per esempio dobbiamo misurare la temperatura ai passeggeri due volte, prima al controllo bagagli e poi al gate, come se dopo un paio di minuti e una distanza di 50-100 metri la temperatura potesse salire all’improvviso...»
Traffico a picco. I collegamenti sono ridotti all’osso, giugno 2020 probabilmente resterà nella storia come il mese peggiore per il trasporto aereo. Renato Branca della Sogaer fa una premessa, prima di fornire alcune cifre e percentuali da brivido: «Leggo che Alitalia ha aumentato i voli in continuità territoriale solo da Cagliari e non su Alghero e Olbia. È una mezza verità, perché sono stati aggiunti al massimo 1 o 2 voli al giorno: in realtà manca all’appello il 70% dei collegamenti verso Roma e Milano, che dovrebbero essere 21 al giorno». E poi: «C’è una riduzione generale del traffico aereo che corrisponde a circa l’85% in meno rispetto al giugno scorso. Sabato abbiamo trasportato 2600 passeggeri, 17mila in meno rispetto alla stessa data del 2019. I vettori devono ripartire, la ripresa ci sarà da luglio ma comunque sarà graduale. Troppo graduale per pensare di sovvertire le previsioni che annunciano -50% a luglio. Il nostro scalo l’anno scorso aveva raggiunto quota 4.7 milioni di passeggeri, nel 2020 se saremo fortunati sfioreremo 2 milioni. Ecco perché ribadisco l’appello alla Regione: deve intervenire, con le chiacchiere non si va lontano». E la stessa Regione, aggiunge Silvio Pippobello, deve avviare subito una campagna di comunicazione chiara: «I turisti non conoscono le regole, fanno confusione perché quelle nazionali impongono una autocertificazione cartacea – roba da Medioevo – mentre la Sardegna punta sulla app e comunque sull’online. È fondamentale unificare. E poi sinora è mancata una vera promozione della destinazione Sardegna». Pippobello va avanti: «Io capisco le difficoltà delle compagnie aeree, stanno patendo enormemente la situazione, alcune sono fallite, le altre cercano di barcamenarsi. . Per questo la debole ripresa che già si vede, con il tabellone dei voli che inizia a ripopolarsi, è già un piccolo miracolo. Fare previsioni in questo periodo è come giocare i numeri al lotto ma comunque ci provo: credo che perderemo circa il 20-30 per cento in estate, a livello annuale almeno il 50%». Numeri simili anche all’aeroporto Riviera del Corallo di Alghero-Fertilia, come spiega Fabio Gallo, Cfo e direttore commerciale della Sogeaal: «Stiamo viaggiando con un decimo dei passeggeri rispetto all’anno scorso, 500 al giorno a fronte di 5mila. Il mese di giugno è stato terribile, ora abbiamo un discreto numero di voli in programma per luglio e questo ci consente di nutrire un moderato ottimismo. Ma il quadro appare già abbastanza chiaro – conclude Gallo – chiuderemo l’anno con un calo del traffico almeno del 50 per cento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Traffico a picco. I collegamenti sono ridotti all’osso, giugno 2020 probabilmente resterà nella storia come il mese peggiore per il trasporto aereo. Renato Branca della Sogaer fa una premessa, prima di fornire alcune cifre e percentuali da brivido: «Leggo che Alitalia ha aumentato i voli in continuità territoriale solo da Cagliari e non su Alghero e Olbia. È una mezza verità, perché sono stati aggiunti al massimo 1 o 2 voli al giorno: in realtà manca all’appello il 70% dei collegamenti verso Roma e Milano, che dovrebbero essere 21 al giorno». E poi: «C’è una riduzione generale del traffico aereo che corrisponde a circa l’85% in meno rispetto al giugno scorso. Sabato abbiamo trasportato 2600 passeggeri, 17mila in meno rispetto alla stessa data del 2019. I vettori devono ripartire, la ripresa ci sarà da luglio ma comunque sarà graduale. Troppo graduale per pensare di sovvertire le previsioni che annunciano -50% a luglio. Il nostro scalo l’anno scorso aveva raggiunto quota 4.7 milioni di passeggeri, nel 2020 se saremo fortunati sfioreremo 2 milioni. Ecco perché ribadisco l’appello alla Regione: deve intervenire, con le chiacchiere non si va lontano». E la stessa Regione, aggiunge Silvio Pippobello, deve avviare subito una campagna di comunicazione chiara: «I turisti non conoscono le regole, fanno confusione perché quelle nazionali impongono una autocertificazione cartacea – roba da Medioevo – mentre la Sardegna punta sulla app e comunque sull’online. È fondamentale unificare. E poi sinora è mancata una vera promozione della destinazione Sardegna». Pippobello va avanti: «Io capisco le difficoltà delle compagnie aeree, stanno patendo enormemente la situazione, alcune sono fallite, le altre cercano di barcamenarsi. . Per questo la debole ripresa che già si vede, con il tabellone dei voli che inizia a ripopolarsi, è già un piccolo miracolo. Fare previsioni in questo periodo è come giocare i numeri al lotto ma comunque ci provo: credo che perderemo circa il 20-30 per cento in estate, a livello annuale almeno il 50%». Numeri simili anche all’aeroporto Riviera del Corallo di Alghero-Fertilia, come spiega Fabio Gallo, Cfo e direttore commerciale della Sogeaal: «Stiamo viaggiando con un decimo dei passeggeri rispetto all’anno scorso, 500 al giorno a fronte di 5mila. Il mese di giugno è stato terribile, ora abbiamo un discreto numero di voli in programma per luglio e questo ci consente di nutrire un moderato ottimismo. Ma il quadro appare già abbastanza chiaro – conclude Gallo – chiuderemo l’anno con un calo del traffico almeno del 50 per cento».
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