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Una comunità distrutta dal dolore «Stefania era innamorata della vita»

Una comunità distrutta dal dolore «Stefania era innamorata della vita»

NORBELLO. Era bella, Stefania. Di una bellezza che si declinava nell’impegno, nella sensibilità, nell’amore verso il prossimo, nella passione per la storia della sua comunità. Tutto questo, e molto...

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NORBELLO. Era bella, Stefania. Di una bellezza che si declinava nell’impegno, nella sensibilità, nell’amore verso il prossimo, nella passione per la storia della sua comunità. Tutto questo, e molto altro era Stefania Piras, e le parole di chi l’ha conosciuta e riesce tra le lacrime a ricordarla possono solo tratteggiare di una vita vissuta per gli altri, divisa tra famiglia, parrocchia, sport e studio.

Le parole del sindaco di Norbello, Matteo Manca provano a raccontare Stefania a chi non ha fatto in tempo a conoscerla. «Stefania è stata tra le persone che più hanno contribuito, nella storia della nostra comunità ad accrescere il livello culturale. Due giorni fa mi aveva telefonato, piena di entusiasmo per l’imminente laboratorio culturale rivolto a tutte le età, che avrebbe dovuto dirigere. Ora è il momento dello sconforto, dell’angoscia e della tristezza, ma col tempo resterà di lei un ricordo importante e il modo migliore per onorare la sua memoria sarà quello di dar vita a tante attività culturali e di aggregazione. Lo dobbiamo a lei e alla sua famiglia».

Stefania Piras era sposata con Gian Battista, operaio qualificato in una coop verde di Ghilarza, ed era sorella di Maria Chiara, consigliera comunale a Norbello. Era attiva sia in parrocchia che nella Caritas diocesana come nell’Azione Cattolica provinciale di cui era vicepresidente del settore adulti. Dall’associazione parole di dolore e di rimpianto per una vita mancata improvvisamente. «Ti ricorderemo per la tua bontà, il meraviglioso sorriso, la creatività. Eri e sarai sempre una persona speciale, un vero raggio di sole».

L’impegno di Stefania non toccava solo l’associazionismo cattolica. Solo pochi giorni prima il parroco don Mario Cuscusa aveva incontrato la ragazza, impegnata in un’altra delle sue passioni: la storia. Stefania stava aiutando una ragazza a cercare del materiale per una tesi sul paese. E lei, che aveva scritto un libro con decine di testimonianze del passato dedicate del suo paese “Raccontando Norbello”, uscito per i tipi di Editoriale Documenta, aveva accolto la richiesta della laureanda con la solita passione, mettendo a disposizione le sue ricerche. L'ex vicesindaco, Antonello Medde, vicino di casa della vittima, la ricorda con le lacrime agli occhi. «L'ho vista crescere, Stefania era una bella persona. Ha dato tanto alla nostra comunità e in tante occasioni si è messa al servizio del paese e del Comune. Per il paese la sua scomparsa è una perdita enorme». Anche dal suo ex insegnante di religione, don Ignazio Serra parole cariche di commozione. «Cara Stefania, mai avrei immaginato che ci lasciassi così presto. Eri innamorata della vita e di Gesù. Piena di progetti e di passione per realizzarli. Una preghiera per te, per la tua famiglia». La storia, l’impegno verso gli altri, e infine lo sport. Stefania ha fatto parte della dirigenza del Norbello Calcio e l’attuale dirigenza la ricorda con affetto e tristezza. Un affetto che si testimonierà con un intero paese stretto intorno ai suoi per l’ultimo mesto saluto. (g.cen.)

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