La Nuova Sardegna

Scuola, la Uil: la Regione faccia la sua parte

di Silvia Sanna
Scuola, la Uil: la Regione faccia la sua parte

Il sindacato: «Giusto il pressing di Biancareddu sul governo ma anche noi siamo in ritardo»

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SASSARI. Le linee guida sulla scuola arriveranno giovedì, questo l’annuncio del Ministero. Oggi, intanto, della riapertura a settembre (il 14) degli istituti chiusi dal 4 marzo per via del Covid, si continuerà a discutere nell’incontro convocato dall’assessore regionale all’Istruzione Andrea Biancareddu. Qualche giorno fa, in una intervista pubblicata sulla Nuova, l’esponente della giunta Solinas ha suonato la sveglia al governo e in particolare alla ministra Azzolina: «Le linee guida devono essere emanate subito – ha detto – perché siamo già in ritardo. Dobbiamo conoscere le regole, i criteri, in base ai quali sapremo quali e quanti spazi possiamo utilizzare e quanti dovremo ricavarne per accogliere gli studenti». Non solo: Biancareddu ha chiesto uno stanziamento ingente di risorse, perché serviranno «insegnanti, amministrativi, collaboratori». L’intervento di Biancareddu viene commentato positivamente dai segretari della Uil scuola Sassari e Gallura Alessandro Cherchi e Federico Fadda. «Siamo contenti che dopo un lungo silenzio, in questi ultimi giorni l’assessore regionale all’istruzione si sia nuovamente fatto sentire, sia sulla stampa che con un incontro nei giorni scorsi a Cagliari con sindacati, Anci, commissari delle province e città metropolitana. Abbiamo fatto un plauso a Biancareddu in occasione della querelle del dimensionamento scolastico, per aver preso posizione per la non chiusura dei plessi e di ulteriori scuole, ma dobbiamo dire che l’approccio attuale appare un po’ pilatesco». Cherchi e Fadda contestano il fatto che l’assessore demandi «la soluzione di tutti i problemi che si andranno ad affrontare, distanziamento sociale, igienizzazione dei locali, eventuali doppi turni, organici, ad azioni che dovrebbero essere messe in atto dal governo nazionale. Anche la Regione invece deve darsi da fare ed è in ritardo. Ad oggi – dicono – dovevano essere già operativi tavoli tecnico/politici in tutti i territori sotto una regia regionale; ad oggi doveva essere chiara la situazione logistica di tutti gli edifici utilizzabili per ospitare alunni, gli ipotetici interventi da fare. Aspettare linee guida ministeriali specifiche senza far nulla sarebbe deleterio e ci troverebbe, all’inizio dell’anno scolastico – concludono Cherchi e Fadda – fortemente impreparati».



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