«Il progetto rispetta il Ppr e migliora Funtanazza»

Via libera dell’Ufficio tutela del paesaggio. Ora la parola al Comune di Arbus

SASSARI. Il progetto di recupero dell’ex colonia di Funtanazza non si è arenato negli uffici dell’assessorato regionale all’Urbanistica, finendo contro le secche del Ppr. Anzi: il progetto è sempre in pista e proprio dal Servizio tutela del paesaggio è arrivato nei giorni scorsi un via libera che va in direzione opposta alle notizie che si erano diffuse.

L’ufficio regionale ha dato parere favorevole al progetto, ovviamente sul piano paesaggistico: al Comune di Arbus il compito di «accertare la rispondenza dell’intervento alle vigenti disposizioni in materia edilizia e urbanistica, anche con riferimento alle norme tecniche di attuazione del Ppr».

In sostanza il parere paesaggistico dell’ufficio regionale non è un via libera definitivo al progetto, ma, viste le polemiche dei giorni scorsi, è un elemento che fa chiarezza anche su un aspetto etico e politico della vicenda. Il progetto per il recupero dell’ex colonia marina di Funtanazza è stato presentato dalla società Riva di Scivu srl. Una società di cui è proprietario l’ex presidente della Regione, Renato Soru, considerato il padre del Piano paesaggistico regionale.

Era apparsa quindi ghiotta la narrazione di un progetto presentato dal padre del Ppr e bocciato perché in contrasto con quello stesso Ppr.

Ma la notizia di una bocciatura del progetto da parte del Servizio tutela del paesaggio ha raccontato (come appare evidente dal pronunciamento dello stesso ufficio del 22 giugno) una parte della storia: l’ufficio regionale aveva infatti sollevato alcune eccezioni procedurali. Sulla sostanza del progetto, invece, non sembrano esserci dubbi né, tantomeno, elementi di contrasto con il Ppr.

I tecnici della Regione, infatti, hanno giudicato gli aspetti paesaggistico-architettonici del progetto e su quelli ha espresso un parere favorevole «in quanto l’opera risulta migliorativa dello stato attuale, operando la demolizione del rudere e prevedendo la costruzione di un nuovo corpo il cui progetto, a parità di volume e preservando il carattere storico dell’edificio, prevede operazioni di miglioramento dell’opera».

L’intera porzione di fronte al mare verrebbe eliminata e spostata sul retro dell’edificio principale. Dello stesso edificio principale sarebbe poi ridotta l’altezza e la facciata verrebbe realizzata con pareti vetrate.

Renato Soru incassa dunque il risultato, ma soprattutto smonta la teoria di un progetto in contrasto con il Ppr da lui stesso voluto: «Era una sciocchezza», dice l’ex presidente della Regione, che invece rivendica la bontà di quel piano che l’attuale maggioranza alla guida della Regione vorrebbe modificare: «Sono orgoglioso di aver promosso prima e di aver poi contribuito, insieme ad altri, all’approvazione del Ppr».

Il progetto per Funtanazza, però, non ha certo esaurito il proprio percorso di autorizzazioni. Il servizio tutela del paesaggio ha invitato il Comune di Arbus, nel cui territorio ricade la struttura, a valutare l’eventuale necessità di altri adempimenti amministrativi.

Renato Soru continua a essere convinto del rispetto delle norme del Ppr: «Nessuno può immaginare che ristrutturare e diminuire la cubatura di un vecchio edificio possa andare contro i principi del Ppr. La filosofia del Ppr era proprio questa: non consumare altro suolo, ma riusare, recuperare a partire proprio dalle zone minerarie. E il progetto è in piena sintonia con quello che abbiamo sempre detto».

L’ex presidente della Regione ricorda anche di essere stato accusato di aver comprato Funtanazza quando era in campagna elettorale: «Una critica di questo genere è assolutamente in malafede e serve solo per impressionare qualche credulone. Chiunque abbia comprato un appartamento sa che prima si discute, poi si fa un preliminare, poi servono mesi per sistemare le carte. Ed è quello che è capitato: il contratto è stato chiuso nel dicembre 2003, ma il preliminare risale a circa un anno prima. C’è voluto del tempo per perfezionare alcuni aspetti della precedente vendita da Snam agli imprenditori milanesi dai quali poi ho acquistato».

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