Il Covid ferma taxi e bus: mille imprese in ginocchio
di Roberto Petretto
I dati di Confartigianato sulle ripercussioni della pandemia sul settore trasporti Quasi 5mila dipendenti in cassa integrazione, 50 milioni di euro di mancati ricavi
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SASSARI. Motori spenti, famiglie disperate: la pandemia ha messo in ginocchio circa 1.000 imprese sarde del settore trasporti. Bus, scuolabus, servizi navetta, taxi, noleggio con conducente hanno subito un contraccolpo durissimo dallo stop pressoché totale durato tre mesi. I dati dell’analisi di Confartigianato sono eloquenti e drammatici: quasi 5mila dipendenti in cassa integrazione, oltre 50 milioni di euro di mancati ricavi per i soli mesi di marzo, aprile e maggio. E le prospettive per l’immediato furnon sono migliori: il mercato dei trasporti rischia di subire conseguenze pesantissime almeno sino a fine anno.numeri del comparto del trasporto passeggeri in Sardegna è composto per l’82 per cento, da aziende artigiane. I dati emergono dal Dossier sul settore del trasporto terrestre di passeggeri nell'Isola, realizzato dall'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, sui dati Movimprese del primo trimestre 2020.
«Di queste quasi mille imprese - spiega Confartigianato - il 27,7 per cento sono del trasporto con taxi, il 54,8 del trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente e il 17,4 quelle che effettuano servizio autobus».
«La maggior parte dei mezzi rimangono fermi mentre corrono i costi, gli affitti, le assicurazioni con gravissimi problemi sulla cassa integrazione. Una situazione gravissima che non si è mai verificata in passato - denuncia Fabio Mereu, vicepresidente di Confartigianato Imprese Sardegna e imprenditore del trasporto persone - chi sta sopravvivendo lo fa solo grazie ai risparmi personali la maggior parte delle aziende è letteralmente ferma da più di 3 mesi e con prospettive insufficienti per il futuro. Una luce la vedono le aziende che con i servizi scolastici potranno, forse, riprendere a settembre. Ma tutte le altre, quelle più piccole, che vivevano principalmente dei viaggi organizzati o dal comparto turistico, hanno davanti un futuro davvero incerto».
In soli tre mesi gli imprenditori del settore sono stati investiti da una crisi senza precedenti che ha portato le Mpi e le imprese artigiane del settore a registrare in media nel mese di aprile, in pieno lockdown, un calo del fatturato dell'80,6 per cento e nel mese di maggio del -77,3.
«Il settore è devastato - ricorda Fabio mereu -: servizi scolastici fermi, gite ripartite solo da pochi giorni, eventi e manifestazioni interrotti, e quindi i veicoli adibiti al trasporto persone, tranne per alcuni casi in sostituzione dei treni, sono tutti nei piazzali. A ciò si aggiunge il blocco del lavoro delle agenzie viaggi che hanno registrato una marea di disdette. Tutto è legato a doppia mandata con il turismo – sottolinea il vicepresidente - e i viaggi si stanno riducendo al lumicino. Anche il trasporto d’affari e congressuale è al palo. Una situazione complicatissima che sta minando alle fondamenta un settore che viaggia con margini risicatissimi».
«Di queste quasi mille imprese - spiega Confartigianato - il 27,7 per cento sono del trasporto con taxi, il 54,8 del trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente e il 17,4 quelle che effettuano servizio autobus».
«La maggior parte dei mezzi rimangono fermi mentre corrono i costi, gli affitti, le assicurazioni con gravissimi problemi sulla cassa integrazione. Una situazione gravissima che non si è mai verificata in passato - denuncia Fabio Mereu, vicepresidente di Confartigianato Imprese Sardegna e imprenditore del trasporto persone - chi sta sopravvivendo lo fa solo grazie ai risparmi personali la maggior parte delle aziende è letteralmente ferma da più di 3 mesi e con prospettive insufficienti per il futuro. Una luce la vedono le aziende che con i servizi scolastici potranno, forse, riprendere a settembre. Ma tutte le altre, quelle più piccole, che vivevano principalmente dei viaggi organizzati o dal comparto turistico, hanno davanti un futuro davvero incerto».
In soli tre mesi gli imprenditori del settore sono stati investiti da una crisi senza precedenti che ha portato le Mpi e le imprese artigiane del settore a registrare in media nel mese di aprile, in pieno lockdown, un calo del fatturato dell'80,6 per cento e nel mese di maggio del -77,3.
«Il settore è devastato - ricorda Fabio mereu -: servizi scolastici fermi, gite ripartite solo da pochi giorni, eventi e manifestazioni interrotti, e quindi i veicoli adibiti al trasporto persone, tranne per alcuni casi in sostituzione dei treni, sono tutti nei piazzali. A ciò si aggiunge il blocco del lavoro delle agenzie viaggi che hanno registrato una marea di disdette. Tutto è legato a doppia mandata con il turismo – sottolinea il vicepresidente - e i viaggi si stanno riducendo al lumicino. Anche il trasporto d’affari e congressuale è al palo. Una situazione complicatissima che sta minando alle fondamenta un settore che viaggia con margini risicatissimi».
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