Salva Sardegna da rifare: 160 milioni ancora bloccati
di Umberto Aime
L’impianto della legge che dovrebbe sostenere le imprese isolane non va bene Spetterà a una sottocommissione del Consiglio riscriverla completamente
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CAGLIARI. La legge Salva Sardegna, che vale da sola 160 milioni, sarà riscritta dal primo all’ultimo articolo. Sono state troppe, in queste settimane, le contestazioni arrivate dai sindacati e dalle imprese, al pacchetto anti-Covid, per non pensare che non ci sarebbe stata una seconda edizione. A correggere i 30 articoli sarà una sottocommissione del Consiglio regionale, composta dalla maggioranza di centrodestra e dall’opposizione, insieme agli assessori Giuseppe Fasolino (bilancio) e Alessandra Zedda (lavoro).
Nuove tensioni. Nel frattempo, è accaduto anche dell’altro, con un nuovo scossone nella coalizione di governo. Convocata per discutere altri quattro interventi urgenti per fronteggiare gli effetti della crisi, la commissione bilancio è stata rinviata a data da destinarsi dopo essere stata disertata da quasi tutti i patiti di maggioranza. Con in coda anche questa denuncia pubblica del capogruppo della Lega: «È da un mese che l’assessore Fasolino non mi risponde neanche al telefono. La Giunta non può decidere da sola. Le leggi vanno prima condivise in maggioranza», ha detto Dario Giagoni prima di abbandonare anche lui i lavori della commissione. Avrà o no qualche effetto collaterale quest’ennesima fibrillazione nel centrodestra? Chissà. Anche se poi, com’è accaduto finora, tutte le ultime baruffe – da Abbanoa all’urbanistica – il giorno dopo dallo stesso centrodestra sono state sempre ridimensionate: «Non sono nulla di preoccupante. Per noi sono solo delle semplici incomprensioni personali».
Seconda bozza. Considerata l’ammiraglia, nella strategia di rilancio dopo l’emergenza coronavirus, la «Salva Sardegna» non ha avuto vita facile sin dall’inizio. Approvata dalla Giunta ad aprile, ma trasmessa al Consiglio solo all’inizio di giugno, di fatto non ha superato neanche il primo tagliando. A bocciarla sul nascere sono stati i sindacati e le imprese, definendola «confusa e contraddittoria». Fino a tal punto da obbligare diversi assessori ad ammettere lo stesso giorno: «Saranno necessarie un bel po’ di correzioni». Da oggi in poi a riscrivere il testo sarà la sottocommissione, che è stata nominata dai presidenti delle commissioni lavoro, Alfonso Marras, e Piero Maieli, attività produttive. Entro l’inizio della settimana prossima il nuovo testo dovrà essere pronto, per essere poi ridiscusso dai commissari. Solo a metà luglio, quindi, dovrebbe essere discusso in Aula. In sostanza, i 160 milioni – sono tutti quelli a disposizione – cominceranno a circolare solo fra un bel po’ di settimane.
Prima infanzia. La Giunta, con una delibera, ha stanziato 14 milioni a sostegno della prima infanzia. «Vogliamo fare in modo – è stato il commento del governatore Christian Solinas – che tutti i sardi possano entrare al meglio nella fase 3». In questo caso, l’ultimo finanziamento servirà proprio a migliorare la qualità della vita ai più piccoli. Il contributo sarà trasferito ai Comuni, che dovranno«organizzare e gestire progetti di supporto educativo a favore delle famiglie».
Cassa depositi e prestiti. La cosiddetta banca di Stato, la Cdp appunto, ha fatto sapere che in Sardegna, grazie alla rinegoziazione dei mutui, 83 amministrazioni avranno di nuovo a disposizione 37 milioni. Sono soldi pubblici risparmiati che potranno essere spesi per la rinascita dopo il ciclone coronavirus.
Nuove tensioni. Nel frattempo, è accaduto anche dell’altro, con un nuovo scossone nella coalizione di governo. Convocata per discutere altri quattro interventi urgenti per fronteggiare gli effetti della crisi, la commissione bilancio è stata rinviata a data da destinarsi dopo essere stata disertata da quasi tutti i patiti di maggioranza. Con in coda anche questa denuncia pubblica del capogruppo della Lega: «È da un mese che l’assessore Fasolino non mi risponde neanche al telefono. La Giunta non può decidere da sola. Le leggi vanno prima condivise in maggioranza», ha detto Dario Giagoni prima di abbandonare anche lui i lavori della commissione. Avrà o no qualche effetto collaterale quest’ennesima fibrillazione nel centrodestra? Chissà. Anche se poi, com’è accaduto finora, tutte le ultime baruffe – da Abbanoa all’urbanistica – il giorno dopo dallo stesso centrodestra sono state sempre ridimensionate: «Non sono nulla di preoccupante. Per noi sono solo delle semplici incomprensioni personali».
Seconda bozza. Considerata l’ammiraglia, nella strategia di rilancio dopo l’emergenza coronavirus, la «Salva Sardegna» non ha avuto vita facile sin dall’inizio. Approvata dalla Giunta ad aprile, ma trasmessa al Consiglio solo all’inizio di giugno, di fatto non ha superato neanche il primo tagliando. A bocciarla sul nascere sono stati i sindacati e le imprese, definendola «confusa e contraddittoria». Fino a tal punto da obbligare diversi assessori ad ammettere lo stesso giorno: «Saranno necessarie un bel po’ di correzioni». Da oggi in poi a riscrivere il testo sarà la sottocommissione, che è stata nominata dai presidenti delle commissioni lavoro, Alfonso Marras, e Piero Maieli, attività produttive. Entro l’inizio della settimana prossima il nuovo testo dovrà essere pronto, per essere poi ridiscusso dai commissari. Solo a metà luglio, quindi, dovrebbe essere discusso in Aula. In sostanza, i 160 milioni – sono tutti quelli a disposizione – cominceranno a circolare solo fra un bel po’ di settimane.
Prima infanzia. La Giunta, con una delibera, ha stanziato 14 milioni a sostegno della prima infanzia. «Vogliamo fare in modo – è stato il commento del governatore Christian Solinas – che tutti i sardi possano entrare al meglio nella fase 3». In questo caso, l’ultimo finanziamento servirà proprio a migliorare la qualità della vita ai più piccoli. Il contributo sarà trasferito ai Comuni, che dovranno«organizzare e gestire progetti di supporto educativo a favore delle famiglie».
Cassa depositi e prestiti. La cosiddetta banca di Stato, la Cdp appunto, ha fatto sapere che in Sardegna, grazie alla rinegoziazione dei mutui, 83 amministrazioni avranno di nuovo a disposizione 37 milioni. Sono soldi pubblici risparmiati che potranno essere spesi per la rinascita dopo il ciclone coronavirus.
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