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L’occasione che ha evitato l’irruzione dei Nocs

L’occasione che ha evitato l’irruzione dei Nocs

Il procuratore Basso: «Grande merito a uno dei due sequestrati che è riuscito a mantenere la lucidità»

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ORISTANO. Con la tempesta ormai alle spalle, il procuratore Ezio Domenico Basso, non solo mostra tutto il suo sollievo, ma riconosce un grande sangue freddo a Romano Tonello, uno dei due sequestrati: «È riuscito a mantenere la lucidità per così tante ore ed è stato anche decisivo nel momento in cui ci ha fatto passare la chiave dal suo balcone a quello dei vicini». Una mossa che poi ha consentito di effettuare il blitz in maniera più sicura. «Abbiamo anticipato l’intervento dei Nocs perché si è presentata un’occasione che non potevamo farci sfuggire – spiega ancora il procuratore –. Il fatto che in casa fosse presente una persona con una situazione di disabilità, ci ha costretto a intervenire al primo momento utile perché temevamo per la sua tenuta psicologica. Fortunatamente sembra aver superato l’episodio senza troppo patimento. Devo fare un elogio tutte le forze di polizia (a intervenire sono stati gli agenti della Squadra mobile, della Squadra volanti e del Reparto prevenzione crimine della polizia e i carabinieri del Comando Compagnia di Oristano, ndr) che hanno lavorato perché hanno mantenuto la massima freddezza e lucidità. Avevamo di fronte una persona ingestibile e, in una situazione del genere, il minimo errore può essere devastante».

Sono parole molto simili quelle che usa il questore Giusi Stellino: «Stavamo attendendo l’intervento dei Nocs, quando c’è stata l’occasione propizia e a quel punto si è deciso di agire di concerto con la procura. La persona con cui avevamo a che fare purtroppo non era gestibile, continuava a ripeterci di voler parlare con qualcuno, poi sistematicamente negava ogni possibilità di trattativa».

È così che è trascorso quasi tutto il pomeriggio e quello scampolo di sera prima del blitz. «Una delle cose fondamentali per tutte le persone impegnate nell’operazione – prosegue il questore – è stato l’aver tenuto i contatti con il signore sotto sequestro. Questo ci ha lasciato intendere che probabilmente non abbia mai palesato l’intenzione di usare violenza contro i due ostaggi o peggio di ucciderli. Però passavano le ore e non si sa mai che piega possano prendere gli eventi. Sapevamo di poter contare su persone preparate e con un alto grado di professionalità, per cui non ci siamo lasciati sfuggire l’attimo giusto per entrare in azione». (e.carta)

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