La Nuova Sardegna

Regole anti Covid i controllori: vietato abbassare la guardia

di Silvia Sanna
Regole anti Covid i controllori: vietato abbassare la guardia

Primo bilancio positivo ma l’attenzione si sta allentando Sanzionato un supermercato: niente gel né mascherine

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SASSARI. Bravi quasi tutti, con alcune punte d’eccellenza e pochissimi indisciplinati. Ma la sensazione è che la fase 3 non sarà, come la fase 2, all’insegna della prevenzione e del rispetto delle regole. Quelle da seguire per arginare il rischio di diffusione di nuovi focolai di Covid 19. «Innanzitutto la distanza interpersonale che resta la misura più importante. Invece stiamo notando la presenza di assembramenti e l’assenza di file per garantire ingressi contingentati all’ingresso di attività commerciali molto frequentate come i supermercati. Allentare l’attenzione è un grave errore – dice Eugenio Annicchiarico, direttore dell’Ispettorato del lavoro di Cagliari e Oristano – perché l’allarme sanitario, nonostante la Sardegna abbia avuto una diffusione molto bassa, non è cessato». Ecco allora il richiamo al rispetto delle regole da parte della task force di controllori istituita nelle prefetture, di cui fanno parte ispettori del lavoro e rappresentanti delle forze dell’ordine: «Lo stesso rispetto emerso in questa prima fase di controlli – sottolinea Annicchiarico – con circa 600 attività ispezionate e 1 solo esito totalmente negativo, con conseguente segnalazione alla prefettura». Dietro la lavagna è finito un supermercato nell’hinterland cagliaritano, dunque una attività che non ha mai chiuso i battenti durante il lockdown e che quindi almeno in teoria doveva avere già fatto un lungo periodo di rodaggio con le misure di sicurezza. Al contrario, non era rispettata neanche la più basilare «cioè la presenza di un gel disinfettante all’ingresso con utilizzo obbligatorio da parte dei clienti. Come se non bastasse, il datore di lavoro non aveva fornito ai dipendenti i dispositivi di protezione individuali certificati, per cui quasi tutti giravano con mascherine fai da te non a norma. Inoltre l’attività non era stata sottoposta ad alcun intervento di sanificazione e i detergenti presenti si sono rivelati non idonei». Insomma un lunghissimo elenco di irregolarità di fronte alle quali il titolare dell’attività non è stato capace di fornire alcuna giustificazione: un comportamento scorretto e pericoloso il suo che sarà pesantemente sanzionato. I controllori hanno infatti un mandato preciso: non si fanno sconti a nessuno e sinché le regole resteranno in vigore tutti saranno chiamate a rispettarle. «Ora partiranno i controlli nelle attività che hanno aperto in un secondo momento – dice Annicchiarico – come bar e ristoranti. E andranno avanti quelli nei cantieri edili, dove spesso notiamo una certa “leggerezza”. Ricordiamo che le mascherine vanno indossate, portarle appese a un orecchio o tenerle al polso non ha alcun senso e non tutela dalle sanzioni». A rispondere dei cattivi comportamenti è innanzitutto il titolare dell’attività: «Se in un bar i clienti stanno accalcati sul bancone la responsabilità ricade su di lui». In seconda battuta, sono sanzionabili anche i dipendenti «quando per esempio hanno la mascherina in dotazione e non la usano. Soprattutto chi sta a contatto con il pubblico deve rispettare le prescrizioni alla lettera».

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