La Nuova Sardegna

Bellanova: il pecorino ha avuto 14 milioni

di Antonello Palmas
Bellanova: il pecorino ha avuto 14 milioni

La ministra: «Dop sarde nel bando indigenti». Palitta, Consorzio: quelli sono fondi per la vertenza latte, non per il Covid

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SASSARI. Si scaldano, e tanto, i toni dello scontro tra Consorzio del Pecorino romano e la ministra dell’agricoltura Bellanova, accusata di aver lasciato il pecorino romano fuori dal bando indigenti da 50 milioni per l’emergenza Covid. Nei giorni scorsi il presidente dell’organismo di tutela, Salvatore Palitta, anche a nome di Pecorino sardo e Fiore Sardo, non aveva nascosto il suo disappunto in una lettera alla ministra, aumentando la dose alla scoperta che al posto del prodotti sardo nell’isola verrà distribuito alle famiglie in difficoltà il friulano Montasio, mentre per altre regioni le tipologie di prodotto scelte sono locali.

Opere e omissioni. Ma la ministra non ci sta: «Non c'è stata alcuna esclusione delle produzioni sarde dal bando indigenti – attacca la Bellanova –. Affermarlo è una distorsione della realtà che non posso accettare», ricordando che «proprio in queste settimane stiamo distribuendo agli enti caritativi 7500 quintali di pecorino romano Dop a tutti gli indigenti di Italia per un valore di 7 milioni di euro. Ulteriori 7500 quintali per altri 7 milioni saranno acquistati da Agea e distribuiti tra ottobre e dicembre. Sono i fondi del decreto emergenze agricole 2019». E spiega: «Proprio in considerazione di questo fatto, che viene sistematicamente omesso da chi mi critica, nel bando appena uscito che vale 21 milioni di euro non sono presenti ulteriori prodotti sardi».

Distorsioni della realtà. Palitta replica dicendosi sorpreso dalle parole della ministra e rispedendo al mittente l’accusa di distorcere la realtà. Afferma che il bando per il quale ha sollevato la polemica «non c’entra assolutamente nulla con quello da 14 milioni da lei chiamato in causa, che riguarda la cosiddetta vertenza latte e avrebbe dovuto essere pubblicato fra agosto e settembre 2019. Oltre un anno di ritardo (con tanto di intervento del Consorzio per evitare che i fondi andassero persi) ha portato a una sovrapposizione col bando post Covid, ma di certo non per nostra responsabilità».

L’isola nei nuovi bandi. Qualche giorno prima dell’inizio della querelle la Bellanova fu ospite della festa online per i 40 anni del Consorzio ed è lei stessa a ricordare che in quella occasione «avevo già fatto presente che il Governo ha stanziato ulteriori 250 milioni di euro per affrontare l'emergenza alimentare e che, nell'ambito dei nuovi bandi sui formaggi che faremo nei prossimi mesi con consegne nel 2021, ci sarà attenzione anche per i prodotti sardi». «Ma davvero c'è la copertura finanziaria per un impegno del genere? – chiede Palitta – È giusto, anche in questo caso, conoscere la verità».E ancora: «Se la ministra intende far inserire le Dop sarde nel paniere ne saremmo felicissimi: renda però pubblico l’elenco, oggi a conoscenza di pochi eletti tra i Consorzi, per i restanti 29 milioni. Saremo ben contenti di chiedere scusa».

Trucchi. Dopo un’interrogazione ritorna sul tema anche il deputato Salvatore Deidda (FdI) specificando che «non si tratta di guerra di campanile» e chiedendo «marcia indietro su un trucco che sa tanto di marchetta elettorale viste le prossime scadenze». La Bellanova elenca tutte le iniziative a favore del settore: un bando da 30 milioni per il sostegno dei contratti di filiera e di distretto del latte ovino; gli oltre 7 milioni per chi alleva agnelli, con una prevalenza forte della Sardegna (fino a 9 euro a capo macellato tra marzo e aprile 2019). «E stiamo lavorando per rafforzare ancora gli strumenti di tutela del reddito degli allevatori azzerando i contributi previdenziali da pagare tra gennaio e giugno 2020».

Più fatti e meno lettere. «Questi sono i fatti – conclude la ministra – e alle critiche sono abituata. Non sfuggo mai al confronto, anche quando è acceso. Alle falsità, invece, proprio non riesco ad abituarmi, specie quando arrivano da persone che nei loro rispettivi ruoli avrebbero dovuto aiutare il sistema del latte ovino sardo a trovare equilibrio e futuro. Non mi pare che abbiano brillato in questi anni, forse si sono troppo dedicati alla scrittura di lettere e poco al bene di questa straordinaria filiera».

Non è troppo tardi. «È nostro dovere ristabilire la verità dei fatti» dice a sua volta Palitta, affermando che alla Bellanova sarebbe stato fornito un quadro errato della situazione. «Ma sono sicuro che non sia troppo tardi, se c’è la volontà di farlo, per trovare una soluzione che soddisfi tutti e aiuti l’economia sarda a reggere i contraccolpi di una crisi che si annuncia peggiore del previsto. Da parte nostra c’è la massima disponibilità al confronto, in qualunque momento». In serata Italia Viva, ha manifestato il proprio sostegno alla Bellanova affermando che «i prodotti sardi hanno avuto la giusta attenzione dal Mipaaf».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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