La ministra dei Trasporti: «Modello spagnolo per la continuità territoriale in Sardegna»

Intervista con Paola De Micheli che cerca di far ripartire il gracile sistema isolano

SASSARI. Mette ancora a punto la cura per il grande malato. La ministra Paola De Micheli cerca la ricetta per far ripartire il gracile sistema dei trasporti isolano. La Sardegna si avvia ad avere un doppio monopolio, Tirrenia sui mari e Alitalia sui cieli. A questo si deve aggiungere lo tsunami coronavirus che ha spazzato via il sistema dei trasporti. E in Sardegna l’effetto è stato ancora più devastante con milioni di passeggeri persi. L’ulteriore ostacolo è la doppia continuità in scadenza. La marittima è stata prorogata fino a metà del 2021, ma già da ora si deve mettere a punto il nuovo sistema. Quella aerea è in regime di proroga da anni e il rischio è che la nuova Ct1 non veda la luce in tempi brevi. L’ultimo tassello di questo mosaico del caos dei cieli è Air Italy, il cui futuro sembra sempre più cupo.

A che punto è la nuova continuità territoriale aerea? Riuscirete a farla partire in autunno come previsto o il Covid farà slittare i tempi?

«La Regione Sardegna ha affidato uno studio per una valutazione puntuale delle esigenze di continuità territoriale in conformità con quanto richiesto dalla Commissione Europea. Confidiamo che la nuova continuità possa entrare in vigore al più presto e in ogni caso stiamo garantendo anche in questa fase di transizione e di ripresa dopo l’emergenza Covid19 il regime di continuità territoriale esistente».

Air Italy è scomparsa, lei ha parlato della possibilità di farla rientrare nel pacchetto di Alitalia, ma ha escluso la fusione. Ci può spiegare meglio qual è la strada che il ministero vuole seguire. Anche perché ha chiesto una collaborazione della Regione. Può anche chiarire quale dovrebbe essere il ruolo della Regione?

«Dobbiamo prendere atto che l’epidemia e le sue conseguenze sulla mobilità hanno reso il 2020 come una sorta di “anno zero” per il sistema del trasporto aereo in tutta Europa. Una crisi deve anche diventare un’opportunità per ripartire. Sono convinta che alcuni degli asset di Air Italy, oggi in liquidazione, per il tipo di strategia e di mandato che daremo al management della newco Alitalia, potrebbero diventare interessanti. Spetterà alla nuova dirigenza fare le valutazioni sulle possibili integrazioni. Per quanto riguarda il contributo delle due Regioni, Sardegna e Lombardia hanno a suo tempo dichiarato interesse per una compartecipazione alla risoluzione della crisi. Siamo fiduciosi che a questi intenti corrispondano azioni concrete al momento opportuno».

E sempre su Air Italy sarà possibile mantenere i livelli occupazionali? Sembra difficile pensare a una compagnia più piccola con 1500 dipendenti.

«L’impegno e l’attenzione del Governo sono massimi e per questo abbiamo coinvolto i Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico per garantire gli ammortizzatori sociali dentro una giusta prospettiva temporale ai lavoratori».

Il coronavirus condizionerà in modo pesante il sistema degli aeroporti sardo. Gli scali hanno già preventivato un crollo degli arrivi e degli incassi, il ministero ha un piano paracadute per evitare il default di queste aziende e la perdita di preziosi posti di lavoro?

«Nel 2019 in Italia abbiamo avuto 191 milioni di passeggeri, con la previsione di superare i 200 milioni nel corso di quest’anno. A causa dell’emergenza Covid19, abbiamo rivisto la previsione a circa 82 milioni come massimo obiettivo raggiungibile nel 2020. Stiamo parlando di uno scenario senza precedenti che richiede la definizione di un nuovo modello di intervento da parte dello Stato. Il settore aereo e, più in generale quello delle infrastrutture, sono elementi fondamentali e trainanti per il rilancio del sistema paese. Sono state mobilitate importanti risorse nei Decreti già adottati e anche una quota di quelle comunitarie potranno essere impiegate per il settore aereo».

E più in generale non si corre il rischio di portare avanti politiche di sviluppo dei trasporti aerei con numeri che a causa del coronavirus non ci sono più?

«Stiamo mettendo mano all’unica risposta all’altezza della crisi, una vera riforma complessiva del trasporto aereo nel nostro Paese. Non soltanto con una nuova compagnia di bandiera in grado di svolgere un ruolo geopolitico per l’Italia nel mondo, ma anche con nuove regole, un mercato più attrattivo e più giusto per le “low fares”, e il nuovo piano nazionale aereoporti. Nei giorni scorsi ho avuto da Enac una prima bozza delle linee guida per la costruzione di un percorso condiviso di questo piano che preveda il potenziamento infrastrutturale degli scali per garantire collegamenti migliori in tutta la Penisola».

I trasporti tra la Sardegna e la penisola sono garantiti in regime di continuità da due aziende, Alitalia e Tirrenia, che mostrano difficoltà nei loro conti e il cui futuro è incerto. Non teme che si rischi di isolare la Sardegna dal resto dell’Europa?

«No. Le nostre politiche consentiranno alla Sardegna qualità della continuità territoriale e giusta risposta ai fabbisogni di sviluppo, esattamente come stiamo facendo per collegare meglio anche tante aree del nostro Paese. La Sardegna ha potenzialità di crescita e grandi risorse: un sistema di trasporti più moderno e adeguato alle esigenze di residenti e turisti è parte fondamentale della nostra strategia».

È stata prorogata anche la continuità marittima per un anno. Ma non si sa nulla della nuova Continuità. Su quale modello si sta lavorando?

«Stiamo lavorando nel solco delle norme comunitarie e delle raccomandazioni dell’Autorità per la Regolazione dei Trasporti. Abbiamo attivato una consultazione pubblica, rivolta agli operatori, ai cittadini utenti e alle imprese di trasporto con la quale dovremmo riuscire a comprendere le reali necessità di trasporto e quindi andare a verificare se e dove le sono pienamente soddisfatte e dove, invece, debba intervenire lo Stato con delle compensazioni.Queste saranno le basi della riforma».

Quello in vigore ora non è riuscito a garantire prezzi convenienti per chi viaggia in traghetto. Il caro carburante non può essere invocato per le maxi tariffe, ha un sistema per garantire un prezzo equo per chi viaggia?

«Sono in corso di valutazione diversi modelli di continuità. In particolar modo, sto studiando il modello spagnolo. Cercheremo di attuare le soluzioni migliori per la tutela dei viaggiatori e quindi della loro mobilità».

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