La Nuova Sardegna

No ai trolley in cabina i musicisti insorgono: «È una regola assurda»

di Claudio Zoccheddu
Paolo Fresu
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Paolo Fresu

L’Enac vieta l’uso delle cappelliere, i bagagli vanno in stiva Fresu: «Gli strumenti possono essere danneggiati o persi»

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SASSARI. Per spegnere la musica potrebbe bastare un cavillo. Non tutta però, solo quella dei professionisti costretti a viaggiare in aereo. E così il divieto di utilizzare le cappelliere diventa un filtro anti melodia, o perlomeno un rischio impossibile da calcolare per i musicisti costretti a imbarcare in stiva il loro strumento. La protezione amorevole spesso progettata attorno a un sax, o a una tromba, potrebbe non bastare. Perché non si rischia solo un’ammaccatura ma piuttosto un abbonamento vita natural durante agli uffici “lost and found” degli aeroporti, con il rischio che la risposta del front office sia quella che attende da anni il sassofonista nuorese Gavino Murgia: «Avevo imbarcato una valigia con alcuni flauti e strumentazione elettronica su un volo da Alghero su Casablanca passando per Roma. Non sono mai arrivati e non so che fine abbiano fatto. È stata l’ultima volta, non mi sono più fidato».

In aereo senza trolley. Eppure per il momento non ci sono soluzioni. L’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, ha vietato l’uso delle cappelliere a bordo degli aerei. Senza alternative. Il motivo è legato al rischio di creare un assembramento al momento del ritiro dei bagagli: «Per quanto concerne il bagaglio a mano, ai passeggeri è consentito di portare a bordo solo quello di dimensioni tali da essere posizionati sotto il sedile di fronte al posto assegnato. Per ragioni sanitarie non è consentito a nessun titolo l’utilizzo delle cappelliere», ha comunicato l’Enac. Tutto in stiva, quindi. Il che significa che l’assembramento potrebbe essere solo rinviato al nastro trasportatore che spinge le valigie sino all’area del ritiro bagagli. Per la verità lo si potrebbe fare anche a bordo, ma solo su un aereo straniero. Perché le norme anti assembramento valgono nelle cabine degli aerei italiani. E se nel resto dello Stivale ci sono alternative al volo, sui treni non ci sono limitazioni, in Sardegna immaginare di usare la nave per rispettare un calendario di concerti su scala nazionale è un’idea molto romantica ma per nulla pratica, oltre che costosa. Quindi trombe, sax, violini e flicorni fanno la fine dei trolley sfrattati dalla cabina e relegati nelle stive.

Le reazioni. Il problema è stato sollevato da Paolo Fresu, con un intervento su Repubblica: «Faccio il musicista e nonostante qualcuno pensi che il mio non sia un mestiere, per esercitarlo ho bisogno dei miei strumenti di lavoro. Questi sono una tromba e un flicorno che mi accompagnano da quarant’anni e che sono contenuti in un apposito trolley, dalle misure previste dalla legge del trasporto aereo, che li protegge. Viaggiano con me e in nessun altro modo perché sono la mia protesi, sono fragili e se si perdessero non riuscirei a fare il concerto per il quale sto viaggiando. Proprio ora che mi riapproprio della mia vita artistica e professionale non posso muovermi con i miei strumenti. Intanto ci si assembra agli aperitivi e alle feste delle partite di calcio». Anche il musicista algherese Enzo Favata è critico: «Volo da 30 anni e conosco bene l’imprevisto di perdere un bagaglio, di riceverlo dopo settimane, o di non trovarlo mai più. Detto questo è evidente che i musicisti sardi, ed isolani in genere, sono discriminati pesantemente. Ma anche chi verrà a suonare in Sardegna sarà penalizzato, con costi che ricadranno sugli organizzatori dei festival. Eppure basterebbe – conclude Favata – dichiarare al check in di avere come bagaglio a mano lo strumento per ragioni professionali. Una volta in aereo lo si affiderebbe al personale a bordo già preavvisato che lo potrebbe tranquillamente riporre nelle cappelliere vuote».

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