SANITà
La riforma in commissione Specializzandi: no alla legge
CAGLIARI. La riforma sanitaria dell’accoppiata Solinas-Nieddu piace o non piace all’opposizione? «L’azzeramento dell’Ats e il ritorno delle otto Aziende sanitarie per ora è solo fumo negli occhi – fa...
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La riforma sanitaria dell’accoppiata Solinas-Nieddu piace o non piace all’opposizione? «L’azzeramento dell’Ats e il ritorno delle otto Aziende sanitarie per ora è solo fumo negli occhi – fa sapere Daniele Cocco, capogruppo di Liberi e uguali in Consiglio regionale – L’esperienza della pandemia ha confermato che l’assistenza dev’essere il più possibile diffusa sul territorio e meno legata agli ospedali. Bene, di tutto questo non c’è traccia nella bozza della Giunta». E infatti domani le opposizioni presenteranno un bel po’ di emendamenti alla riforma proposta dal centrodestra. «Giovedì cominceremo il confronto in commissione dopo aver ascoltato i sindaci e tutte le parti sociali – sottolinea Domenico Gallus del gruppo Udc-Cambiamo e presidente del parlamentino che si occupa di sanità – I tempi saranno stretti e luglio sarà un mese decisivo». Sul tappeto c’è anche la proposta di legge presentata proprio dal gruppo Udc-Cambiamo, che esclude la nascita dell’Ares – è l’Azienda regionale destinata a prendere il posto dell’Ats – e prevede anche l’abolizione dell’Areus, l’attuale azienda per le emergenze-urgenze. Ma secondo la maggioranza di centrodestra «le due bozze, quella della Giunta e dell’Udc, non sono in conflitto ma cercheremo di integrarle».
Legge specializzandi. Dopo essere stata impugnata dal Governo, a fine aprile, domani ritornerà in Consiglio la legge che prevede le borse di studio della Regione per le scuole di specializzazione in medicina. Stando al testo, che porta come prima firma quella di Giorgo Oppi dell’Udc ma è condivisa da tutti i partiti. Le novità riguardano il periodo minimo di residenza in Sardegna, scende da 10 a 5 anni, e quello del contratto con il sistema sanitari regionale dopo la specializzazione, da 5 a 3 anni. Ma anche sulla seconda bozza i giovani medici iscritti all’associazione Mèigos hanno sollevato più di una perplessità. Hanno proposto diversi emendamenti per rendere più efficace la legge e soprattutto garantire che «gli specializzandi dopo la Scuola rimangano davvero in Sardegna, dove purtroppo continua a essere alta la carenza di medici».
Legge specializzandi. Dopo essere stata impugnata dal Governo, a fine aprile, domani ritornerà in Consiglio la legge che prevede le borse di studio della Regione per le scuole di specializzazione in medicina. Stando al testo, che porta come prima firma quella di Giorgo Oppi dell’Udc ma è condivisa da tutti i partiti. Le novità riguardano il periodo minimo di residenza in Sardegna, scende da 10 a 5 anni, e quello del contratto con il sistema sanitari regionale dopo la specializzazione, da 5 a 3 anni. Ma anche sulla seconda bozza i giovani medici iscritti all’associazione Mèigos hanno sollevato più di una perplessità. Hanno proposto diversi emendamenti per rendere più efficace la legge e soprattutto garantire che «gli specializzandi dopo la Scuola rimangano davvero in Sardegna, dove purtroppo continua a essere alta la carenza di medici».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
