Da Olbia arrivano timidi segnali di ripresa
di Antonello Sechi
Confronto organizzato dalla Geasar, gestore dell’aeroporto: «Il traffico cresce in progressione»
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OLBIA. A differenza di rappresentanti delle imprese del turismo come Paolo Manca (Federalberghi), Nicola Monello (Confindustria) e Agostino Cicalò (Camera commercio Nuoro), all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia vogliono pensare positivo per questa disgraziata stagione turistica post-Covid. «I voli crescono in progressione, siamo ottimisti», ha spiegato ieri Silvio Pippobello, l’ad di Geasar, la società di gestione dello scalo, durante il convegno online “Olbia Airport Off-Block, Summer 2020 e scenari per il futuro” al quale hanno partecipato le compagnie aeree (Alitalia, Easyjet, Volotea ed S7), oltre a Enac, Università di Sassari, aziende e riviste del settore, e, ovviamente, i rappresentanti delle imprese ricettive sarde. Erano annunciati anche gli assessori regionali Gianni Chessa (turismo) e Giorgio Todde (trasporti) ma non si sono visti ed è stato un bene per loro perché, nella parte finale dell’incontro coordinato da Leonard Berberi del Corriere della sera, le imprese hanno messo la Regione sotto processo per come ha gestito la comunicazione e scoraggiato i turisti anziché richiamarli nell’isola. Se il turismo sardo perderà fino al 70% del fatturato, e sarà un colossale disastro è stato detto, l’aeroporto olbiese conta di chiudere il 2020 con un -50% che, viste le premesse – ovvero il -95% del trasporto aereo in tutto il mondo nei mesi della pandemia – può far tornare anche il sorriso. Basta non paragonarlo con il +7% di crescita annuo dell’ultimo lustro che, ricorda Mario Garau, il manager che gestisce lo sviluppo del network dell’aeroporto, ha portato il numero dei passeggeri a sfiorare i 3 milioni a fine 2019. «Il 2020 è un anno zero – spiega Garau – lo scenario è completamente nuovo. Ma siamo in progressione: oggi abbiamo 19 rotte attive, da metà luglio saremo ai livelli dell’anno scorso e ad agosto le rotte saranno 72». Easyjet, Alitalia e Volotea, che sono nell’ordine le principali compagnie dell’aeroporto – cresciuto con Alisarda diventata Meridiana e infine Air Italy ma ormai sparita e citata una sola volta nelle tre ore dell’incontro online – hanno garantito il loro programma di voli. Spiegando che ne vale la pena perché la Sardegna piace e nell’ultimo periodo c’è un’accelerazione delle prenotazioni confortante. Nonostante ritardi e sbagli della Regione. E nonostante l’Enac che impone obblighi che non facilitano il lavoro, come quello appena introdotto che vieta i bagagli a mano e fa spedire tutto in stiva con conseguenti code ai check in e al ritiro bagagli. Conferma, per ora, il suo volo dalla Russia anche S7. È una buona notizia, considerato il peso crescente dei russi nell’economia turistica del nord-est sardo. C’è un’incognita, però: la Russia è nella black list europea dei contagi, ma si spera che la situazione cambi. Anche perché a mancare di più, nel 2020, sarà proprio il turismo estero che negli scorsi anni è stato quello prevalente, il 60% del totale. Al Costa Smeralda arriveranno molti tedeschi, seguiti dai francesi. Ma i maggiori numeri li farà il turismo nazionale. In attesa del 2021 quando, si spera, Covid permettendo ci sarà la riscossa.
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