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Aule, studenti e distanze la scuola prende le misure

Aule, studenti e distanze la scuola prende le misure

Gli istituti dell’isola dovranno adeguarsi alle nuove regole di sicurezza La radiografia è in corso, Biancareddu: serviranno risorse e insegnanti 

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SASSARI. La radiografia delle scuole dell’isola è attesa per la prossima settimana. Sarà una fotografia dettagliata frutto dell’incrocio di tre dati: le planimetrie degli edifici e delle singole aule, il numero di studenti per istituto e il vademecum sulle distanze da rispettare stabilite dal ministero in vista della riapertura post Covid. Le planimetrie – con aule, laboratori, spazi mensa, palestre e aree comuni – sono state inviate dall’assessorato regionale alla Pubblica istruzione al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani e al viceministro Anna Ascani. «A breve sapremo quale spazio avremo a disposizione e quanto dovremo ricavarne per garantire a tutti i ragazzi un rientro a scuola in sicurezza – dice l’assessore Andrea Biancareddu – sulla base delle indicazioni ricevute. La distanza di un metro tra gli alunni ritengo che in moltissimi casi non sarà un ostacolo insuperabile, in altri bisognerà intervenire per ricavare nuove aule. È importante conoscere anche l’esatta distribuzione degli spazi, che potrebbero essere maggiori nei piccoli centri: ma è chiaro che ragazzi che studiano in città non potranno essere trasferiti in altre realtà senza prima valutare altre soluzioni più consone alle loro esigenze». Il discorso aule si incrocia con quello degli insegnanti: «Considerato che non ci saranno più, e meno male, le cosiddette classi pollaio, è chiaro che servirà un numero superiore di docenti: la ministra Azzolina ha annunciato 50mila assunzioni, aspettiamo per capire quale sarà il fabbisogno dell’isola». Così come dovrà essere ripartito il miliardo di euro per il rilancio della scuola: «Un tema fondamentale quello delle risorse – aggiunge Biancareddu – come ho fatto presente in occasione dell’ultima videoconferenza delle Regioni al presidente Stefano Bonaccini. Senza fondi nessuna ripartenza sarà possibile». La speranza dell’assessore è garantire il ritorno in aula con lezioni frontali per tutti «ma forse non sarà possibile al 100 per cento. Per questo non si possono escludere i doppi turni, anche in questo caso attraverso un numero adeguato di insegnanti. La didattica a distanza invece spero rimanga un ricordo del periodo di lockdown, una costrizione legata all’emergenza – conclude l’assessore – a cui non ricorrere più perché non garantisce livelli adeguati di formazione né e annulla la socialità». (si. sa.)

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