Medici, da 34 a 192 borse di studio in Sardegna
Via libera bipartisan all’aumento del 600% dei posti nelle scuole di specializzazione di Sassari e Cagliari
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CAGLIARI. Da 34 a 192: saranno i posti riservati ai laureati sardi in medicina che s’iscriveranno alle scuole di specializzazione a Sassari e a Cagliari. È questo il senso della legge trasversale, approvata dal Consiglio, che dovrebbe colmare il vuoto di anestesisti, chirurghi e non solo nel sistema sanitario regionale. In questi mesi l’emergenza Covid-19 ha messo ancora più in evidenza le carenze che da sempre ci sono nell’organico di tutti gli ospedali. Per tutti i partiti di maggioranza e opposizione «questa legge servirà a dare una svolta», hanno sottolineato Giorgio Oppi dell’Udc e dai banchi dell’opposizione Francesco Agus, Progressisti, i primi a firmare la proposta di legge. Non però per Roberto Deriu del Pd, che è stato l’unico a votare contro: «Stiamo tirando fuori solo una soluzione temporanea – ha detto – I problemi enormi della sanità non si risolvono con questi pannicelli caldi». Ma a essere soddisfatti, dopo il voto, sono stati i rappresentanti delle varie associazioni – non tutte per la verità di giovani medici. «Dopo mesi e mesi è arrivato finalmente il via libera a una legge che aumenta il numero delle borse di studio riservate ai sardi. La crescita sarà del 600 per cento rispetto all’anno precedente», è stato il commento di Fabio Vitiello, portavoce di Farmacia politica.
I criteri. Rispetto alla prima bozza, bocciata ad aprile dal Governo, nella nuova legge è cambiato molto. Ad esempio le borse di studio della Regione saranno assegnate ai laureati che risiedono in Sardegna da almeno 5 anni, mentre in passato sarebbero dovuto essere 10. La seconda correzione, invece, è questa: i futuri specializzandi dovranno impegnarsi a lavorare per il sistema sanitario sardo per 3 anni, 2 in meno rispetto al passato.
Il finanziamento. Per tre anni e fino al 2023, tanto dura una specializzazione, la Regione trasferirà in tutto 15 milioni alle università di Sassari e Cagliari. Però in prospettiva, come si legge in un ordine del giorno, il contributo raddoppierà anno dopo anno, per permettere l’iscrizione dei medici sardi anche ai successivi trienni.
I tempi. Entro il 22 luglio le università di Cagliari e Sassari pubblicheranno i bandi per le oltre 190 borse di studio riservate solo ai giovani medici sardi. Tra l’altro all’assegnazione potranno partecipare anche gli oltre 500 medici sardi finora esclusi perché i posti erano insufficienti.
Fronte comune. Sono state le associazioni Dipartimento medico, Als, Anaao giovani, Mgs, Unica 2.0, Udu Sassari. Uniss e Progetto studenti a salutare con entusiasmo l’approvazione della legge. «Da oggi la Sardegna comincia a investire sui medici sardi ed è un segnale importante», hanno detto Pietro Ennas, Valerio Argiolas e Giuseppe Esposito. Da questo fronte comune, invece, è rimasta esclusa l’associazione Méigos, che avrebbe voluto criteri ancora più stringenti.
I criteri. Rispetto alla prima bozza, bocciata ad aprile dal Governo, nella nuova legge è cambiato molto. Ad esempio le borse di studio della Regione saranno assegnate ai laureati che risiedono in Sardegna da almeno 5 anni, mentre in passato sarebbero dovuto essere 10. La seconda correzione, invece, è questa: i futuri specializzandi dovranno impegnarsi a lavorare per il sistema sanitario sardo per 3 anni, 2 in meno rispetto al passato.
Il finanziamento. Per tre anni e fino al 2023, tanto dura una specializzazione, la Regione trasferirà in tutto 15 milioni alle università di Sassari e Cagliari. Però in prospettiva, come si legge in un ordine del giorno, il contributo raddoppierà anno dopo anno, per permettere l’iscrizione dei medici sardi anche ai successivi trienni.
I tempi. Entro il 22 luglio le università di Cagliari e Sassari pubblicheranno i bandi per le oltre 190 borse di studio riservate solo ai giovani medici sardi. Tra l’altro all’assegnazione potranno partecipare anche gli oltre 500 medici sardi finora esclusi perché i posti erano insufficienti.
Fronte comune. Sono state le associazioni Dipartimento medico, Als, Anaao giovani, Mgs, Unica 2.0, Udu Sassari. Uniss e Progetto studenti a salutare con entusiasmo l’approvazione della legge. «Da oggi la Sardegna comincia a investire sui medici sardi ed è un segnale importante», hanno detto Pietro Ennas, Valerio Argiolas e Giuseppe Esposito. Da questo fronte comune, invece, è rimasta esclusa l’associazione Méigos, che avrebbe voluto criteri ancora più stringenti.
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