Numero chiuso alla Pelosa: il ticket piace ai bagnanti

Primo giorno senza intoppi sulla spiaggia di Stintino: un migliaio i presenti Qualche mugugno per il biglietto ma quasi tutti approvano la scelta del Comune

INVIATO A STINTINO. Lavori in corso in paradiso. Parte al piccolo trotto il nuovo corso della Pelosa. Con il primo giorno di numero chiuso che incassa un migliaio di biglietti, una decina di musi lunghi, e qualche centinaio di sorrisi che i ragazzi e le ragazze della Vosma hanno distribuito a piene mani, destreggiandosi tra gli inevitabili problemi da risolvere al più presto. «Ce lo aspettavamo – spiega Luca Merella, responsabile della società cooperativa sociale per il “progetto Pelosa” –. Stiamo aprendo una strada nuova, la gente deve abituarsi. Noi dobbiamo capire come aiutare a farlo». Ha appena finito di fare la procedura di registrazione on line dal cellulare di una ragazza, dopo aver cercato pazientemente una zona dove ci fosse abbastanza campo. «Purtroppo era in un punto di pieno sole – sorride – dovrò comprarmi un cappellino».

E così, tra risate, scherzi e prevedibili tensioni, scorre la prima mattinata di blocco. «Con i primi bagnanti – racconta il direttore generale Vosma Corrado Ughi – che erano già in spiaggia quando siamo arrivati alle 8 del mattino. Siamo andati giù a informarli, alcuni ci aspettavano, altri hanno fatto tutto on line sul momento». Un approccio easy, che magari non sarà facilissimo da portare avanti in alta stagione, che vuole però essere la cifra del numero chiuso. «Cerchiamo di essere più invisibili possibile – spiega il vicesindaco di Stintino, Angelo Schiaffino, che dall’ingresso di una delle passerelle controlla il traffico dei bagnanti –. La gente viene qui per rilassarsi, per passare una giornata felice. E noi, proprio con il numero chiuso, cerchiamo di fare in modo che sia indimenticabile».

E dunque niente controllo agli accessi, con le persone che spontaneamente si avvicinano al box (il vecchio bar-edicola) per chiedere informazioni o, se avevano già prenotato, ritirare il braccialetto biodegradabile, che cambierà ogni giorno colore. E addetti Vosma e Barracelli che di tanto in tanto scendono in spiaggia a pescare i “distratti” e, amichevolmente, li rimandano su a fare il ticket da 3,5 euro. «Per qualche giorno andremo avanti così – spiega il tenente dei barracelli, Giovanna Ballone, di pattuglia insieme a Gavino Stacca –. Informazioni, sorrisi. La stessa tecnica usata per insegnare alla gente a usare le stuoie, e a rispettare il divieto di fumo, purtroppo uno dei vizi più duri da estirpare. Alla fine la gente capisce, apprezza, spesso aiuta. Poi, per chi fa finta di non capire, inizieranno le sanzioni».

Per ora non serve. Anche perché sono davvero tanti quelli (più di 500) che la prenotazione l’hanno fatta on line, prima di arrivare in spiaggia, e devono semplicemente mostrare il Qrcode e ritirare il braccialetto. «A me l’ha detto la mia padrona di casa a Porto Torres – racconta Gloria, in arrivo da Roma –. Per me è la prima volta a Stintino, e alla Pelosa. Penso che l’idea di fare un numero chiuso sia giusta. E il prezzo dell’ingresso assolutamente ragionevole. Soprattutto guardando che meraviglia è questa spiaggia». «Noi abbiamo fatto tutto con grande facilità – spiegano Massimo e Alessandra, marchigiani con casa a Costa Paradiso –. Sapevamo già delle nuove regole prima di venire, ne parlavano tantissimi siti e giornali nazionali e anche internazionali». «Bisogna studiare prima di arrivare nei posti – scherza Marcello, napoletano residente a Verona, prima volta in Sardegna con la famiglia –. Quando abbiamo deciso di venire nell’Isola ci siamo messi a caccia delle spiagge più belle. La Pelosa non poteva mancare, e abbiamo letto tanto sul numero chiuso e sui progetti di tutela. Giustissimo. Diamo volentieri il nostro contributo». «Noi stiamo a Porto Ferro – sorride Nicola, arrivato da Lucca insieme a Antonella –. Certo sentire parlare di Qrcode, braccialetti, smartphone, dopo aver vissuto la bellezza un po’ selvaggia di quella spiaggia, è un po’ strano. Ma capiamo, siamo d’accordo. E siamo felicissimi di poter godere di questo paradiso».

Certo, i mugugni non sono mancati (una decina di persone hanno girato i tacchi in malo modo). Per una cartellonistica più efficace da mettere in piedi al più presto, per la procedura di prenotazione e pagamento, facilissima da fare dal divano di casa, un po’ più disagevole in mezzo alla strada, sotto il sole cocente e con pochissimo campo per il cellulare. Per l’impossibilità, ma è una scelta da cui non si tornerà indietro, di pagare in contanti all’arrivo. «Faremo il punto dopo questi primi giorni – spiega Luca Merella – e studieremo in un tavolo tecnico con il Comune e con Abinsula, sviluppatore del sito, tutti i modi per rendere l’esperienza migliore possibile. Serve un po’ di pazienza, e un po’ di collaborazione da parte delle strutture e degli utenti, ma ne vale la pena». «Oggi – chiude il sindaco di Stintino Antonio Diana – con quasi mille persone che hanno potuto godere della Pelosa, si è aperta formalmente una vera e propria rivoluzione. Con il numero chiuso sino a fine settembre e la necessità di prenotare e pagare il contributo per fruire dell'arenile, il progetto di salvaguardia della spiaggia aggiunge un tassello in più. Stiamo preservando un gioiello della natura riconosciuto da tutti, la spiaggia è considerata tra le più belle d'Europa e la sua erosione, anche antropica, negli ultimi anni era diventata troppo pressante, tanto da metterla a rischio. Certo, forse oggi qualche piccolo disguido può esserci stato, e qualcuno ancora un po' distratto ha trovato questa novità. Le oltre 7mila prenotazioni registrate nei giorni scorsi, in poco tempo, ci fanno capire che in molti hanno capito l'importanza della nostra azione».

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