La Nuova Sardegna

Ppr con meno vincoli il via libera questa mattina

di Umberto Aime
Ppr con meno vincoli il via libera questa mattina

Il centrodestra corregge il Piano: stop all’intesa con il Governo sulle coste e in agro Le opposizioni: siete dei cementificatori, questa legge è un mostro giuridico 

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CAGLIARI. Nella notte di mercoledì il centrodestra ha mostrato i muscoli. Con un bel po’ di vantaggio, nella conta dei voti, è riuscito a imporre quello che voleva: correggere in corsa il Piano paesaggistico regionale, liberandosi dall’obbligo di concordare con il Governo vecchi e nuovi vincoli nella fascia costiera, nell’agro e intorno ai beni identitari. È quell’interpretazione autentica, sempre secondo la maggioranza, che da oggi in poi dovrebbe far girare, a favore della Regione, il contenzioso giudiziario col ministero ai beni culturali per i cantieri bloccati della Sassari-Alghero e della statale Olbia-Arzachena. Nella maratona, cominciata nel primo pomeriggio e conclusa quasi all’alba, le opposizioni hanno provato in tutti i modi a fermare – così l’hanno chiamata – «l’avanzata della coalizione che ama e sostiene il cemento». Centrosinistra e Movimento Cinque stelle sono scesi in campo prima con un filotto di venti interventi e subito dopo hanno schierato l’artiglieria pesante: oltre mille emendamenti. Però, nonostante il passare delle ore, il muro del centrodestra ha retto fino all’ultimo agli attacchi frontali e all’ostruzionismo.

Il malore. S’è premuto il petto con le mani, l’assessore all’urbanistica, Quirico Sanna, poco dopo aver difeso, in logudorese, le «nostre correzioni al Ppr». Nell’aula del Consiglio, in quell’attimo, è calato il silenzio. Sono stati vissuti secondi di panico, ma poco dopo l’assessore s’è ripreso, ritornando al suo posto fra gli applausi di tutti i consiglieri. Poco prima, con un discorso appassionato, aveva detto: «Amiamo troppo questa terra per riempirla di cemento. È un’accusa ingiusta. Da parte nostra non ci sono retropensieri e neanche scorciatoie improvvise: questa legge serve solo ad evitare che il Governo blocchi due opere pubbliche fondamentali per lo sviluppo del Nord Sardegna». All’inizio della seduta, invece era stato il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, a dire: «Non vogliamo riesumare questo o quel progetto edilizio. Non è nostra intenzione scardinare il Ppr con i grimaldelli. Quando decideremo di cambiarlo, il Piano, lo faremo alla luce del sole». Del centrodestra poi non ha parlato più nessuno, a parte il tentativo di Stefano Tunis, Sardegna 20.Venti, nel proporre un armistizio alle opposizioni, che lo hanno respinto.

L’attacco. La minoranza ha messo in campo tutti gli effettivi. A cominciare da Maria Laura Orrù dei Progressisti: «Anche noi vogliamo aggiornare il Ppr dopo 14 anni – ha detto – ma quella delle strade è oggi solo un pretesto per cancellare, a colpi di maggioranza, quello che vi impedisce di avere le mani libere». Piero Comandini, Giuseppe Meloni, Salvatore Corrias, Cesare Moriconi e Valter Piscedda del Pd hanno denunciato: «I vostri sono solo trucchi maldestri. Questa legge sarà impugnata dal Governo». Perché «è un mostro giuridico», ha aggiunto il capogruppo Gianfranco Ganau. I Progressisti hanno ripreso ad attaccare con Massimo Zedda, «questo è l’ennesimo grande inganno del centrodestra», Francesco Agus, Diego Loi, Gian Franco Satta, Antonio Piu e Laura Caddeo. Poi è stata la volta di Leu con Eugenio Lai e Daniele Cocco: «Avreste dovuto almeno aspettare il parere del Governo sulla Sassari Olbia – è previsto oggi – e invece, come al solito, preferite agire in modo scomposto». Infine, i 5 stelle con Desirè Manca, Alessandro Solinas, Michele Ciusa e soprattutto Roberto Li Gioi, che rivolto alla maggioranza, ha tuonato: «Voi sostenete solo gli interessi dei costruttori. Ma a fermare questo vostro scempio sarà per fortuna il governo Conte».

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