università di cagliari
A pranzo solo panini e crostatine gli studenti occupano la mensa
di Stefano Ambu
CAGLIARI. Ieri monoporzione di salame, più edamer, succo di frutta, crostatina di albicocca, acqua e due panini. Oggi tacchino monoporzione, scatoletta di carne, pera, creme caramel, acqua e panini....
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CAGLIARI. Ieri monoporzione di salame, più edamer, succo di frutta, crostatina di albicocca, acqua e due panini. Oggi tacchino monoporzione, scatoletta di carne, pera, creme caramel, acqua e panini. Box lunch da portare via con posate monouso, tovaglietta piegata. Questo il menù proposto dall’Ersu di Cagliari da mercoledì: una scelta legata all’emergenza sanitaria. Il gradimento degli studenti? Ieri per protesta hanno occupato la sala mensa di via Trentino. Non solo per quello. Tra le ragioni della accelerazione della mobilitazione con tanto di striscione anche la solidarietà con i lavoratori in crisi per l’emergenza Covid. «Siamo in attesa – si legge in una nota – che i vertici dell’Ersu approvino la riapertura delle cucine della casa dello studente e che il servizio mensa, quanto meno, tenga conto delle basilari esigenze primarie degli studenti che non possono campare di soli panini e meritano pasti dignitosi».
Una battaglia – spiegano gli universitari – per la difesa del diritto allo studio e del diritto al lavoro dei dipendenti delle mense e tutto il personale presente nelle strutture universitarie. L’associazione Unica 2.0 nei giorni scorsi aveva espresso un giudizio molto netto: «Leggendo il menù sembra quasi di trovarsi di fronte a un reperto della grande guerra – aveva spiegato in un comunicato – quel che viene offerto non è degno di essere chiamato pasto, al massimo derrata alimentare». La protesta degli studenti è diventa anche una rimostranza formale al presidente dell’Ersu e al Cda firmata dal consigliere d’amministrazione Gianluigi Piras. Menù nel mirino: «Oltre a violare le basilari condizioni per una sana alimentazione – denuncia Piras – risulta a tratti offensiva del buon senso, dei diritti degli studenti, della qualità e della proporzionalità al valore medio dei singoli pasti da sempre forniti dalle mense universitarie in capo all’Ersu di Cagliari». Chiesta la sospensione immediata della proposta in attesa di un incontro urgente del Cda. Intanto l’Ersu comunica che l’Ats ha espresso parere favorevole alla riapertura delle case dello studente nei termini del regolamento. Dunque si va verso il ritorno alla normalità dopo il lockdown, ma è ancora battaglia.
Una battaglia – spiegano gli universitari – per la difesa del diritto allo studio e del diritto al lavoro dei dipendenti delle mense e tutto il personale presente nelle strutture universitarie. L’associazione Unica 2.0 nei giorni scorsi aveva espresso un giudizio molto netto: «Leggendo il menù sembra quasi di trovarsi di fronte a un reperto della grande guerra – aveva spiegato in un comunicato – quel che viene offerto non è degno di essere chiamato pasto, al massimo derrata alimentare». La protesta degli studenti è diventa anche una rimostranza formale al presidente dell’Ersu e al Cda firmata dal consigliere d’amministrazione Gianluigi Piras. Menù nel mirino: «Oltre a violare le basilari condizioni per una sana alimentazione – denuncia Piras – risulta a tratti offensiva del buon senso, dei diritti degli studenti, della qualità e della proporzionalità al valore medio dei singoli pasti da sempre forniti dalle mense universitarie in capo all’Ersu di Cagliari». Chiesta la sospensione immediata della proposta in attesa di un incontro urgente del Cda. Intanto l’Ersu comunica che l’Ats ha espresso parere favorevole alla riapertura delle case dello studente nei termini del regolamento. Dunque si va verso il ritorno alla normalità dopo il lockdown, ma è ancora battaglia.
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