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Ppr, è muro contro muro l’approvazione slitta

Ppr, è muro contro muro l’approvazione slitta

Terzo tentativo a vuoto, restano ancora da discutere 500 emendamenti Per arrivare al via libera potrebbero essere necessarie due settimane

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CAGLIARI. Non c’è due senza tre. In Consiglio regionale è andato a vuoto anche il terzo tentativo di approvare l’interpretazione autentica del Piano paesaggistico, così come è stata proposta finora dal centrodestra. L’ostruzionismo del centrosinistra, schierato in difesa a oltranza dei vincoli del 2016, ha avuto ancora la meglio sulla maggioranza di governo, che quei divieti invece non li vorrebbe più almeno per i cantieri delle opere pubbliche. Dopo le 14 ore consecutive di giovedì, con la seduta chiusa alle 3.30, il muro contro muro è andato avanti per un’altra mezza giornata. La situazione di stallo è totale, con 500 emendamenti ancora da discutere, nonostante il centrodestra sia riuscito a tagliarne un centinaio con l’escamotage del controemendamento-canguro. È un tecnicismo parlamentare, studiato a tavolino, che serve a ridurre al minino gli interventi della minoranza in aula, ma in quest’occasione ha avuto meno effetti di quelli sperati. Di questo passo, calendario in una mano e calcolatrice nell’altra, per arrivare al voto finale potrebbe essere necessaria almeno un’altra settimana. Nel frattempo il resto dell’attività del Consiglio è bloccata: in questi tre giorni, monopolizzati dal dibattito sul Ppr, sono state rinviate tutte le commissioni e anche la Salva Sardegna, è la legge ammiraglia contro la crisi economica post pandemia, non ha fatto neanche mezzo passo avanti.

Come andrà a finire. Nella tarda serata di venerdì, sono stati diversi i tentativi di mediazione. Sono stati proposti da una fazione e dall’altra, ma alla fine neanche uno è andato in porto. È evidente che, a questo punto, servirebbero uno o due passi indietro, meglio se in contemporanea, da parte della maggioranza e delle opposizioni. Però, in questo frangente, nessuno pare disposto a fare la prima mossa.

Le vie d’uscita. Quali potrebbero essere? Una l’ha proposta Antonello Peru del gruppo Udc-Cambiamo e quindi della maggioranza. «Facciamo sì – ha detto – che questa legge dia il via libera solo alle opere pubbliche oggi sospese, a cominciare dall’ultimo lotto della quattro corsie Sassari-Alghero. Poi sul resto ritorneremo a discutere quando affronteremo la revisione complessiva del Piano paesaggistico. È una revisione che tutti, maggioranza e opposizione, abbiamo previsto e quindi rinviare gran parte dello scontro ad altra data». Ma su quest’ipotesi non tutto il centrodestra sarebbe d’accordo. Una seconda via d’uscita è stata proposta da Franco Stara, Italia Viva, partito d’opposizione: «Rimandiamo la legge sul Ppr in commissione e torniamo a occuparci della crisi. Se non lo faremo, verranno con i forconi sotto il Consiglio regionale». Ma anche questa soluzione è stata rigettata dal centrodestra. Infine, sempre dai banchi dell’opposizione, è arrivata l’offerta di spacchettare la legge, mettendo da parte gli articoli al centro dello scontro in atto e andare avanti con il resto.

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