Sant’Efisio, prima sfilata in solitudine
A Cagliari il rito per pochi. Anche a Olbia niente folla per San Simplicio
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SASSARI. L’ordinanza di Solinas sembra dare il via libera alle grandi manifestazioni religiose che ogni anno richiamano nelle città dell’isola migliaia di fedeli e visitatori. Ma se Sassari e Nuoro potrebbero dunque mettere in salvo le edizioni 2020 della discesa dei Candelieri la prima e della festa del Redentore la seconda, c’è chi invece ha dovuto rinunciare a organizzare l’evento in pompa magna. Parliamo della sagra di Sant’Efisio a Cagliari e della processione di San Simplicio a Olbia, che - svolgendosi a maggio quando ancora l’emergenza sanitaria non era rientrata - si sono tenute in una versione molto minimal. Davvero per pochi eletti.
Sant’Efisio ha dovuto rinunciare al bagno di folla che tutti gli anni, il 1 maggio, lo accompagna nella sua processione da Cagliari a Nora. Il santo guerriero - causa Covid - si è dovuto accontentare di una festa molto più sobria e, soprattutto, senza fedeli. Il simulacro - per la prima volta il 3 maggio anziché il 1 - è stato sistemato sul cassone scoperto di una camionetta militare, è arrivato a Nora e da lì è poi ritornato a Cagliari. È stata la prima volta che la città ha dovuto rinunciare alla processione e alla grande sfilata “laica” che, da sempre, dà il via alla sua lunga stagione estiva. Niente costumi, niente tribune davanti al municipio, niente balli e canti.
Stesso scenario quindici giorni dopo a Olbia, con il patrono San Simplicio vestito di fiori bianchi e rossi che ha dovuto attraversare le vie della città in solitaria. A bordo di un furgone scoperto è stato accolto comunque con calore ed emozione dalle persone che lo aspettavano sulla strada o alla finestra e lanciavano petali di rosa. Con il suono delle sirene della polizia locale a rendere ancora più surreale la processione del martire a cui Olbia e l’intera diocesi sono devote. E con il vescovo Sebastiano Sanguinetti, su un altro mezzo, rigorosamente in mascherina.
Sant’Efisio ha dovuto rinunciare al bagno di folla che tutti gli anni, il 1 maggio, lo accompagna nella sua processione da Cagliari a Nora. Il santo guerriero - causa Covid - si è dovuto accontentare di una festa molto più sobria e, soprattutto, senza fedeli. Il simulacro - per la prima volta il 3 maggio anziché il 1 - è stato sistemato sul cassone scoperto di una camionetta militare, è arrivato a Nora e da lì è poi ritornato a Cagliari. È stata la prima volta che la città ha dovuto rinunciare alla processione e alla grande sfilata “laica” che, da sempre, dà il via alla sua lunga stagione estiva. Niente costumi, niente tribune davanti al municipio, niente balli e canti.
Stesso scenario quindici giorni dopo a Olbia, con il patrono San Simplicio vestito di fiori bianchi e rossi che ha dovuto attraversare le vie della città in solitaria. A bordo di un furgone scoperto è stato accolto comunque con calore ed emozione dalle persone che lo aspettavano sulla strada o alla finestra e lanciavano petali di rosa. Con il suono delle sirene della polizia locale a rendere ancora più surreale la processione del martire a cui Olbia e l’intera diocesi sono devote. E con il vescovo Sebastiano Sanguinetti, su un altro mezzo, rigorosamente in mascherina.
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