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I bagnanti: «L’ex pm qui è di casa ma non lo vediamo da due anni»

I bagnanti: «L’ex pm qui è di casa ma non lo vediamo da due anni»

OLBIA. «Palamara? È due anni che non lo vediamo in questa spiaggia. L’estate scorsa non è venuto, c’erano solo la moglie con i figli. Negli anni passati, sì. Solitamente stava lì, di fronte al mare,...

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OLBIA. «Palamara? È due anni che non lo vediamo in questa spiaggia. L’estate scorsa non è venuto, c’erano solo la moglie con i figli. Negli anni passati, sì. Solitamente stava lì, di fronte al mare, dove c’è la concessione di ombrelloni e sdraio...Qui veniva a prendere qualche caffè..».

Al “Kando Istana Beach”, quella di ieri, sembrava essere una normalissima giornata d’estate. Con una spiaggia affollata di bagnanti come se il Covid 19 non fosse mai passato da queste parti. E neppure la bufera giudiziaria che ha travolto il magistrato romano ed ex componente del Csm, e che, volente o nolente per chi in quella struttura ci lavora, ha puntato il faro anche sul chiosco che si affaccia nel mare limpido di Porto Istana. O meglio, sulla società che la gestisce e sui rapporti col magistrato romano indagato per corruzione.

I dipendenti del bar, con la mascherina davanti alla bocca, si affannano, gentilissimi, dietro al bancone a servire i clienti in costume da bagno e sudatissimi, in una giornata di luglio afosa: caffè, gelati, qualcuno sceglie i panini per pranzo. Nessuna traccia dei quotidiani sui tavolini. Nessun commento sulla vicenda giudiziaria che ha provocato un terremoto nella magistratura e in particolare nel suo organo di autogoverno, gettando un’ombra sulle nomine del Csm.

Dell’inchiesta di Perugia per corruzione nulla sanno. E neppure del ruolo svolto – secondo gli inquirenti umbri – dietro le quinte, da Palamara nella gestione del chiosco bianco in legno, che da anni opera nel lido olbiese che guarda verso Tavolara.

Per loro, l’ex presidente dell’ Associazione nazionale magistrati (da cui è stato espulso per gravi e reiterate violazioni del codice etico dei magistrati), è un cliente come un altro. Così sembra di capire, dalla brevissima conversazione intavolata con una dipendente che coordina gli altri colleghi, nel continuo via vai di bagnanti.

«Sì, l’abbiamo visto spesso in questa spiaggia nelle anni passati. Veniva a bere qualche caffè. Ma l’anno scorso, non c’era», si limita a dire.

Andrea De Giorgio, Federico Aureli e un terzo socio (che non figura nei messaggi di Palamara), sono i loro titolari e gli unici punti di riferimento per i lavoratori del Kando Istana Beach.

Andiamo per parlare con uno di loro. Ma né l’amico fraterno di Palamara, De Giorgio, né Aureli, sono presenti nel chiosco bar. Forse, non sono neanche in Sardegna. Naufraga anche la possibilità di parlarci per telefono. «Non sono interessato a nessuna intervista», manda a dire al cronista, Aureli. (t.s.)

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