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Salva Sardegna, la legge corre veloce

Salva Sardegna, la legge corre veloce

Primo confronto nelle commissioni del Consiglio per votarla in settimana

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CAGLIARI. La Salva Sardegna va avanti a tappe forzate in commissione. Nessuno, neanche l’opposizione, vuole mettere i bastoni fra le ruote alla legge ammiraglia per combattere la crisi economica scatenata dalla pandemia. «Ma la Giunta deve avere più coraggio nell’aumentare i finanziamenti, oppure gli effetti non saranno quelli invocati dai lavoratori e dalle imprese», è stato il commento di Piero Comandini del Pd al termine della prima seduta delle commissioni attività produttive e lavoro. La legge è stata riscritta una prima volta e lo sarà anche una seconda ancor prima di entrare in aula. Forse domani (è la data annunciata) o giovedì, anche se l’ultima parola spetterà ai capigruppo.

I tempi. Il centrosinistra e i Cinque stelle hanno presentato 180 emendamenti alla seconda bozza. Nell’aula delle due commissioni sono stati discussi finora solo otto articoli su 30, ma oggi dovrebbe esserci un’accelerata. La stessa maggioranza di centrodestra vuole chiudere in fretta il confronto: deve recuperare gran parte del tempo perduto nel preparare le diverse versioni della legge. Tant’è che oggi, alla vigilia della seconda giornata di lavori delle commissioni, la coalizione al governo ha convocato un vertice di maggioranza per serrare le fila. La minoranza è d’accordo sulla corsia preferenziale a favore della Salva Sardegna, ma su alcuni interventi ha sollecitato più chiarezza e una maggiore dotazione finanziaria.

Temi controversi. La legge ha una dotazione intorno ai 160 milioni ed è incentrata su tre filoni di contributi. Il primo è : a favore dei lavoratori, a cominciare dagli stagionali, rimasti senza stipendio a causa della pandemia. Poi gli altri due sono, a favore delle imprese turistiche e più ingenerale a sostegno del sistema economico entrato in crisi. Ad esempio, secondo le opposizioni, dovrebbe essere aumentato il tetto dei 18 milioni destinati a garantire un’indennità agli stagionali. La Cgil sull’argomento è stata chiara nelle richieste: «Se non ci saranno più soldi, il fondo rischia di evitare il tracollo solo a una minima parte dei lavoratori non riassunti in questi mesi». Un altro punto ancora da discutere è il fondo Resisto, destinato a rendere meno pesante il costo del lavoro alle imprese che non licenzieranno. Per le opposizioni i 65 milioni previsti dalla Giunta potrebbero non bastare a coprire le richieste delle aziende di contare su una nuova liquidità. L’ultimo punto, invece, riguarda il bando per i finanziamenti a tasso zero a favore del turismo. La dotazione iniziale, intorno ai 15 milioni, è andata esaurita in poche ore. È per questo motivo che le opposizioni hanno chiesto di far crescere ancora il monte delle risorse.

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