Salva Sardegna: è scontro la legge rischia il rinvio
L’opposizione potrebbe chiedere 10 giorni per studiare la legge
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CAGLIARI. La legge Salva Sardegna, che ha in pancia 160 milioni anti-Covid, dovrebbe essere discussa e approvata questo pomeriggio in Consiglio regionale. Dovrebbe, perché invece è ancora possibile un rinvio alla settimana prossima. Con sullo sfondo anche un sempre più probabile quarto scontro sull’interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale dopo l’improvviso stop di venerdì notte.
Salva Sardegna. Nonostante le commissioni lavoro e attività produttive abbiano licenziato i 30 articoli, con il solo voto della maggioranza di centrodestra, oggi le opposizioni, che si sono astenute, potrebbero chiedere i 10 giorni di rinvio previsti dal regolamento per la relazione di minoranza. «Decideremo stamattina come comportarci – fa sapere Cesare Moriconi del Pd - Sia chiaro non vogliamo fare ostruzionismo, mai l’abbiamo fatto sui contributi contro la crisi, perché siamo stati e continueremo a essere responsabili in questo frangente molto delicato per l’economia sarda. Ma questa ultima legge della Giunta e del centrodestra continua a essere fin troppo pasticciata. Per questo potremmo avere bisogno di più tempo per studiarla e provare a correggerla». Il possibile blocco di 10 giorni, però, finirebbe per aprire un nuovo fronte. «Il regolamento è una cosa – fa sapere Franco Mula, capogruppo del Psd’Az – Però i problemi reali dei sardi sono di sicuro più urgenti visto che tutti, lavoratori e imprese, si aspettano risposte concrete e immediate. Far slittare ancora il via libera definitivo alla legge, a questo punto, sarebbe per noi come minimo fuori luogo». Di certo è cominciata una trattativa per trovare un punto d’incontro. C’è stato un promo tentativo durante i lavori delle commissioni, ma non è andato a buon fine. Tutti i 180 emendamenti presentati dalle opposizioni sono stati respinti in blocco.
Punti di scontro. Le differenze fra maggioranza e opposizioni sono sempre le stesse da giorni. Il centrodestra sostiene che la Salva Sardegna è una legge semplice e molto efficace. «Rispetto alla prima bozza – secondo i capigruppo della coalizione al governo – l’abbiamo corretta in più parti. Di fatto, abbiamo ampliato la platea dei beneficiari e ridotto al minino la burocrazia per ottenere bonus e contributi». Non per l’opposizione di centrosinistra e i 5 stelle: «I soldi a disposizione per gli indennizzi ai lavoratori stagionali, 18 milioni, sono troppo pochi. Così come manca un’analisi su quante imprese potranno ottenere i contributi per abbattere il costo del lavoro. La Giunta ha previsto 65 milioni: basteranno oppure no? Sono queste le risposte che finora il centrodestra s’è rifiutato di darci, confermando la nostra prima impressione: la Salva Sardegna è solo una legge spot».
Il resto della battaglia. Sembra essere invece al sicuro la legge che ratifica l’accordo fra Regione e Banca europea degli investimenti per garantire, con 200 milioni, i prestiti a tasso zero a favore delle imprese. Oggi il testo sarà approvato all’unanimità. Infine, c’è il capitolo Piano paesaggistico. Le posizioni sono ancora molto lontane, ma anche su questo tema caldo è in corso una trattativa per evitare il ripetersi del muro contro muro andato in scena la settimana scorsa. (ua)
Salva Sardegna. Nonostante le commissioni lavoro e attività produttive abbiano licenziato i 30 articoli, con il solo voto della maggioranza di centrodestra, oggi le opposizioni, che si sono astenute, potrebbero chiedere i 10 giorni di rinvio previsti dal regolamento per la relazione di minoranza. «Decideremo stamattina come comportarci – fa sapere Cesare Moriconi del Pd - Sia chiaro non vogliamo fare ostruzionismo, mai l’abbiamo fatto sui contributi contro la crisi, perché siamo stati e continueremo a essere responsabili in questo frangente molto delicato per l’economia sarda. Ma questa ultima legge della Giunta e del centrodestra continua a essere fin troppo pasticciata. Per questo potremmo avere bisogno di più tempo per studiarla e provare a correggerla». Il possibile blocco di 10 giorni, però, finirebbe per aprire un nuovo fronte. «Il regolamento è una cosa – fa sapere Franco Mula, capogruppo del Psd’Az – Però i problemi reali dei sardi sono di sicuro più urgenti visto che tutti, lavoratori e imprese, si aspettano risposte concrete e immediate. Far slittare ancora il via libera definitivo alla legge, a questo punto, sarebbe per noi come minimo fuori luogo». Di certo è cominciata una trattativa per trovare un punto d’incontro. C’è stato un promo tentativo durante i lavori delle commissioni, ma non è andato a buon fine. Tutti i 180 emendamenti presentati dalle opposizioni sono stati respinti in blocco.
Punti di scontro. Le differenze fra maggioranza e opposizioni sono sempre le stesse da giorni. Il centrodestra sostiene che la Salva Sardegna è una legge semplice e molto efficace. «Rispetto alla prima bozza – secondo i capigruppo della coalizione al governo – l’abbiamo corretta in più parti. Di fatto, abbiamo ampliato la platea dei beneficiari e ridotto al minino la burocrazia per ottenere bonus e contributi». Non per l’opposizione di centrosinistra e i 5 stelle: «I soldi a disposizione per gli indennizzi ai lavoratori stagionali, 18 milioni, sono troppo pochi. Così come manca un’analisi su quante imprese potranno ottenere i contributi per abbattere il costo del lavoro. La Giunta ha previsto 65 milioni: basteranno oppure no? Sono queste le risposte che finora il centrodestra s’è rifiutato di darci, confermando la nostra prima impressione: la Salva Sardegna è solo una legge spot».
Il resto della battaglia. Sembra essere invece al sicuro la legge che ratifica l’accordo fra Regione e Banca europea degli investimenti per garantire, con 200 milioni, i prestiti a tasso zero a favore delle imprese. Oggi il testo sarà approvato all’unanimità. Infine, c’è il capitolo Piano paesaggistico. Le posizioni sono ancora molto lontane, ma anche su questo tema caldo è in corso una trattativa per evitare il ripetersi del muro contro muro andato in scena la settimana scorsa. (ua)
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