Turismo/stagione nera
I Cinque stelle: «Le low cost cancellano i voli per la Sardegna»
CAGLIARI. «Purtroppo la Sardegna è diventata una meta quasi impossibile da raggiungere per tutti quei turisti che hanno acquistato biglietti low cost. Alcune compagnie aeree, infatti, continuano ad...
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CAGLIARI. «Purtroppo la Sardegna è diventata una meta quasi impossibile da raggiungere per tutti quei turisti che hanno acquistato biglietti low cost. Alcune compagnie aeree, infatti, continuano ad annullare i voli senza fornire nessuna spiegazione sul perché stia voltando le spalle alla Sardegna». È questo l’atto d’accusa del consigliere regionale Roberto Li Gioi del Movimento Cinque stelle. Ma – secondo la sua ricostruzione – non è solo delle compagnie aeree. «Era giugno – scrive – quando denunciai quale sarebbe stato il vero scenario, mentre il governatore continuava a sostenere che in Sardegna sarebbero arrivati 3 milioni di turisti. Ora che siamo quasi a metà luglio, abbiamo purtroppo la conferma di un crollo degli arrivi negli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia. Ma la Giunta continua a non far nulla per provare almeno a raddrizzare una stagione disgraziata»
Il bollettino. «Pur desiderando trascorrere le vacanze in Sardegna – scrive Li Gioi – i turisti europei non riescono a raggiungere l’isola perché i costi dei voli sono folli, mentre le compagnie low cost, come era scontato che fosse, non stanno dando alcuna garanzia sulle partenze e stanno addirittura annullando i voli, perché a causa della riduzione del numero dei passeggeri, gli stessi voli non sono più vantaggiosi economicamente».
Il crollo. «La filiera turistica–alberghiera, intanto, da Nord a Sud dell’isola, nonostante le rassicurazioni del governatore è sull’orlo del baratro. La stagione turistica è ormai inoltrata ma gli oltre tre milioni di turisti tanto attesi ancora non si vedono. A questo punto – conclude Li Gioi - la Regione ha il dovere di rimediare all’escalation di errori, in primo luogo di comunicazione, che è stata in grado collezionare dall’inizio dell’emergenza Covid sino a oggi».
La replica. Nei giorni scorsi l’assessore al turismo, Gianni Chessa, aveva replicato così alle previsioni negative di Federalbeghi e quindi sono buone anche per rispondere alle accuse dei Cinque stelle: «La pandemia c’è ancora e la gente ha paura di mettersi su una nave o su un aereo. Sono vuote Parigi, Firenze, Napoli, Venezia. In Trentino sono disperati. La Sardegna non è la regione con i numeri peggiori. C’è un calo mondiale. Non resta che aspettare. Forse la Russia riapre il primo agosto, l’America invece no. Dobbiamo puntare ai mesi di spalla per recuperare il calo che c’è stato in questi primi due mesi e siamo impegnati a centrare proprio questo obiettivo».
Il bollettino. «Pur desiderando trascorrere le vacanze in Sardegna – scrive Li Gioi – i turisti europei non riescono a raggiungere l’isola perché i costi dei voli sono folli, mentre le compagnie low cost, come era scontato che fosse, non stanno dando alcuna garanzia sulle partenze e stanno addirittura annullando i voli, perché a causa della riduzione del numero dei passeggeri, gli stessi voli non sono più vantaggiosi economicamente».
Il crollo. «La filiera turistica–alberghiera, intanto, da Nord a Sud dell’isola, nonostante le rassicurazioni del governatore è sull’orlo del baratro. La stagione turistica è ormai inoltrata ma gli oltre tre milioni di turisti tanto attesi ancora non si vedono. A questo punto – conclude Li Gioi - la Regione ha il dovere di rimediare all’escalation di errori, in primo luogo di comunicazione, che è stata in grado collezionare dall’inizio dell’emergenza Covid sino a oggi».
La replica. Nei giorni scorsi l’assessore al turismo, Gianni Chessa, aveva replicato così alle previsioni negative di Federalbeghi e quindi sono buone anche per rispondere alle accuse dei Cinque stelle: «La pandemia c’è ancora e la gente ha paura di mettersi su una nave o su un aereo. Sono vuote Parigi, Firenze, Napoli, Venezia. In Trentino sono disperati. La Sardegna non è la regione con i numeri peggiori. C’è un calo mondiale. Non resta che aspettare. Forse la Russia riapre il primo agosto, l’America invece no. Dobbiamo puntare ai mesi di spalla per recuperare il calo che c’è stato in questi primi due mesi e siamo impegnati a centrare proprio questo obiettivo».
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