Giallo in porto a Olbia: quattro cavalli morti dopo la traversata
di Barbara Mastino
Avrebbero dovuto correre a Chilivani. Accuse alla compagnia Per l’autorità marittima il decesso non è avvenuto a bordo
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OZIERI. Si tinge di giallo la morte di quattro cavalli purosangue avvenuta ieri mattina dopo lo sbarco nel porto di Olbia. I puledri viaggiavano da Civitavecchia chiusi nei van della scuderia Clodia di Roma diretti all’ippodromo di Chilivani per partecipare alle gare internazionali. È certo che i poveri animali sono morti di caldo, diverse e opposte le versioni su dove è avvenuto il decesso: dopo lo sbarco e fuori dal porto, sostiene la compagnia di navigazione Moby. A bordo della nave, accusa invece la scuderia. «Nessun cavallo morto all’Isola Bianca – dice lapidario il comandante del porto Maurizio Trogu, cioè l’autorità marittima – a noi risulta che gli animali sono sbarcati dalla nave vivi e che, sempre in salute, hanno lasciato il porto. Del resto nessuno ha denunciato o segnalato nulla in porto».
Resta il fatto che i quattro cavalli, tutti di tre anni – sono “Benenidu Dezamaglia”, nato a Ozieri e di proprietà di un allevatore locale, “Bortus”, “Bometeor” e “Bomodel Da Clodia” – sono stati comunque trovati morti dalla squadra che li accompagnava. Nel gruppo anche “Conan by Luelle”, apparso all’arrivo molto affaticato ma curato in tempo e ora in buona salute.
Complessivamente erano nove i cavalli imbarcati dalla scuderia romana domenica sera, alle 22.30, a bordo della Mobi Aki in partenza per Olbia. La compagnia di navigazione ha confermato che gli animali e le attrezzature (due van, uno da 12 posti e un altro più piccolo) erano stati imbarcati per ultimi sul traghetto e collocati proprio sotto gli impianti di refrigerazione della stiva. Tutto secondo le autorizzazioni e le procedure previste per l’imbarco di animali.
Cosa è accaduto sulla nave è scritto nel giornale di bordo. Tutti i cavalli erano in perfette condizioni al momento dell’imbarco e durante la navigazione. Una donna che li accompagnava – nel giornale di bordo identificata come Lucie Bardin, presumibilmente membro della scuderia romana – per ben tre volte è stata accompagnata nella stiva dai marittimi di servizio a verificare le condizioni dei cavalli. Una prima volta all’una meno 20 del mattino, una seconda volta alle 2 e la terza alle 4.30. Tutto a posto, evidentemente, se non sarebbe accaduto il finimondo. «Ma nella stiva c’era molto caldo, più caldo del previsto», racconta Massimiliano Narduzzi, allenatore della scuderia. Sempre secondo il giornale di bordo, un quarto controllo sui van con dentro i cavalli è stato effettuato alle 6 e 15 del mattino, cioè poco prima dello sbarco all’Isola Bianca. Ancora Lucie Bardin e ancora insieme al personale di bordo. Poi, dopo lo sbarco, i van sono partiti per Chilivani e all’autorità marittima non risultano segnalazioni o denunce di cavalli morti nella stiva.
Sempre Narduzzi riferisce invece che il personale della scuderia che accompagnava i purosangue ha constatato il decesso qualche minuto dopo lo sbarco, durante una sosta per il controllo degli animali in una piazzola di sosta. All’apertura del portellone del van più grande la macabra scoperta: quattro cavalli giacevano sul pavimento morti e uno di loro respirava a fatica. Ancora Narduzzi racconta che intorno alle 7.15 sono stati allertati i medici del servizio veterinario mentre già i due van verso l’ippodromo di Chilivani, molto vicino alla sede Assl di San Nicola, a Ozieri. Sul posto i medici (il responsabile del distretto Vincenzo Floris e quello dell’ippodromo Antonio Satta) non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dei purosangue («che presentavano evidenti segnali che fanno pensare al caldo eccessivo», ha riferito il direttore del servizio veterinario, Franco Sgarangella). Tutti gli altri cavalli sono stati ricoverati nei box dell’ippodromo dove hanno trascorso la notte, in attesa di imbarcarsi nuovamente oggi per tornare a casa. La scuderia Clodia già dalla mattina aveva comunque ritirato l’intera squadra dalle gare. La sensazione è che la vicenda finirà in tribunale per accertare le cause della morte dei cavalli ma anche l’eventuale calunnia nei confronti della compagnia di navigazione.
Resta il fatto che i quattro cavalli, tutti di tre anni – sono “Benenidu Dezamaglia”, nato a Ozieri e di proprietà di un allevatore locale, “Bortus”, “Bometeor” e “Bomodel Da Clodia” – sono stati comunque trovati morti dalla squadra che li accompagnava. Nel gruppo anche “Conan by Luelle”, apparso all’arrivo molto affaticato ma curato in tempo e ora in buona salute.
Complessivamente erano nove i cavalli imbarcati dalla scuderia romana domenica sera, alle 22.30, a bordo della Mobi Aki in partenza per Olbia. La compagnia di navigazione ha confermato che gli animali e le attrezzature (due van, uno da 12 posti e un altro più piccolo) erano stati imbarcati per ultimi sul traghetto e collocati proprio sotto gli impianti di refrigerazione della stiva. Tutto secondo le autorizzazioni e le procedure previste per l’imbarco di animali.
Cosa è accaduto sulla nave è scritto nel giornale di bordo. Tutti i cavalli erano in perfette condizioni al momento dell’imbarco e durante la navigazione. Una donna che li accompagnava – nel giornale di bordo identificata come Lucie Bardin, presumibilmente membro della scuderia romana – per ben tre volte è stata accompagnata nella stiva dai marittimi di servizio a verificare le condizioni dei cavalli. Una prima volta all’una meno 20 del mattino, una seconda volta alle 2 e la terza alle 4.30. Tutto a posto, evidentemente, se non sarebbe accaduto il finimondo. «Ma nella stiva c’era molto caldo, più caldo del previsto», racconta Massimiliano Narduzzi, allenatore della scuderia. Sempre secondo il giornale di bordo, un quarto controllo sui van con dentro i cavalli è stato effettuato alle 6 e 15 del mattino, cioè poco prima dello sbarco all’Isola Bianca. Ancora Lucie Bardin e ancora insieme al personale di bordo. Poi, dopo lo sbarco, i van sono partiti per Chilivani e all’autorità marittima non risultano segnalazioni o denunce di cavalli morti nella stiva.
Sempre Narduzzi riferisce invece che il personale della scuderia che accompagnava i purosangue ha constatato il decesso qualche minuto dopo lo sbarco, durante una sosta per il controllo degli animali in una piazzola di sosta. All’apertura del portellone del van più grande la macabra scoperta: quattro cavalli giacevano sul pavimento morti e uno di loro respirava a fatica. Ancora Narduzzi racconta che intorno alle 7.15 sono stati allertati i medici del servizio veterinario mentre già i due van verso l’ippodromo di Chilivani, molto vicino alla sede Assl di San Nicola, a Ozieri. Sul posto i medici (il responsabile del distretto Vincenzo Floris e quello dell’ippodromo Antonio Satta) non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dei purosangue («che presentavano evidenti segnali che fanno pensare al caldo eccessivo», ha riferito il direttore del servizio veterinario, Franco Sgarangella). Tutti gli altri cavalli sono stati ricoverati nei box dell’ippodromo dove hanno trascorso la notte, in attesa di imbarcarsi nuovamente oggi per tornare a casa. La scuderia Clodia già dalla mattina aveva comunque ritirato l’intera squadra dalle gare. La sensazione è che la vicenda finirà in tribunale per accertare le cause della morte dei cavalli ma anche l’eventuale calunnia nei confronti della compagnia di navigazione.
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