La Nuova Sardegna

Il soccorso alle imprese arriverà solo in autunno

di Umberto Aime
Il soccorso alle imprese arriverà solo in autunno

La Salva Sardegna in dirittura d’arrivo, ma la procedura sarà ancora lunga

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CAGLIARI. La legge ammiraglia anticrisi della Regione sarà approvata forse oggi, o al più tardi domani. È possibile persino che stabilisca un inaspettato record di velocità: due giorni appena per licenziare 30 articoli. Attenzione, però, prima che la Salva Sardegna possa dare lo sperato scossone all’economia travolta dal coronavirus, potrebbero servire un altro bel po’ di mesi. Quando saranno pubblicati i bandi per i prestiti a tasso zero a favore delle imprese? Quando gli stagionali potranno incassare i bonus, dai 600 ai mille euro, per non essere stati riassunti in quest’estate disgraziata? Non prima di ottobre, bene che vada alla fine di settembre. Sono stati proprio questi tempi lunghi – ancora presunti, ma purli – a spaventare più di qualuntroppo possibique altra incognita il Consiglio regionale, che ha cominciato a discutere la super legge. Perché tutto il resto dovrebbe esserci. A cominciare dai soldi, 161 milioni, anche se per le opposizioni continuano a essere troppo pochi: «Forse c’è la cornice, manca completamente il quadro». Ma la maggioranza di centrodestra ha replicato seduta stante: «Questa legge è solo un punto di partenza». Ancora: lo stesso contenitore anti Covid sembra essere stato costruito come una scialuppa di salvataggio per accogliere tutti, o quasi tutti, addirittura forse troppi. Lo hanno denunciato sempre le opposizioni: «La vostra smania di accontentare anche questo o quello, compresi gli intrusi, toglie risorse a chi oggi sta peggio, i lavoratori». La risposta della maggioranza è stata: «Abbiamo lasciato indietro meno gente possibile». Il confronto sulla quantità di risorse e su chi saranno i beneficiari entrerà oggi nel vivo, mentre quello sui tempi lumaca ha occupato sin da subito gran parte della prima giornata. Fino al punto che la Giunta ha fatto intravedere questa possibilità: «Nascerà una cabina di regia trasversale fra gli assessorati».

Le contestazioni. «C’è un peccato originale – ha detto Piero Comandini, Pd, relatore di minoranza – Avete bloccato la legge per quasi tre mesi: un’eternità». Ha aggiunto Desirè Manca, M5s: «Il Governo è stato di sicuro molto più veloce». Massimo Zedda, Progressisti, a ruota: «Mi aguro che la Giunta abbia in mente quello che dovrà fare dopo il voto del Consiglio. Se invece non lo sa ancora, questa legge entrerà a regime chissà quando». Cesare Moriconi, Pd, ha rincarato la dose: «Effetti ed efficacia rimangono un mistero irrisolto». Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, lo ha ribadito: «Non c’è traccia di come vogliate abbattere gli ostacoli burocratici». Francesco Agus, Progressisti, a ruota: «Non avete preparato la macchina Regione per fare questo: dare risposte veloci, certe e semplici». Con Eugenio Lai e Daniele Cocco, Leu, che hanno gettato sul tavolo una prova concreta: «Del mezzo miliardo anti-Covid, annunciato dalla Giunta, finora ai lavoratori e alle imprese è arrivato solo qualche milione». I Progressisti Laura Caddeo e Gian Franco Satta, e anche Giuseppe Meloni, Pd, hanno proseguito nella requisitoria: «La Salva Sardegna è di per sé illogica e ingiusta. Se poi dovesse essere operativa solo in autunno, potrebbe rischiare di essere una goccia in un nuovo deserto».

Le repliche. L’assessora al lavoro, Alessandra Zedda, ha detto: «Abbiamo dovuto aspettare i tempi del Governo, che sono stati lunghi, per evitare doppioni fra tre decreti legge e i nostri interventi. Alla fine siamo riusciti a evitare cortocircuiti e sosterremo anche chi è stato dimenticato da Roma». Stefano Schirru, Psd’Az, e Pierluigi Saiu, Lega, sono stati fra i più duri nella risposta: «Il Sole 24ore ha riconosciuto alla Sardegna di essere stata la più tempestiva nelle decisioni e aver messo più soldi propri per l’emergenza. Questi sono fatti». Alfonso Marras dei Riformatori, relatore di maggioranza, ha aggiunto: «In commissione, abbiamo bruciato le tappe e licenziato la legge». Dario Giagoni, capogruppo del Carroccio, ha aggiunto: «È un ottimo testo. Per risolvere i problemi di tutti, che purtroppo sono tanti, sarebbero state necessarie tre finanziarie regionali. Oggi abbiamo fatto il meglio possibile nell’immediato e poi ci stiamo preparando ad affrontare con decisione la grande crisi di ottobre». Francesco Mura, Fdi, e Michele Cossa, Riformatori, hanno aggiunto: «Affrontiamo l’immediato, perché è questo che la gente ci chiede di fare quindi dobbiamo tagliare il più possibile i tempi delle procedure». Stefano Tunis, Sardegna 20.Venti, ha confermato che «l’efficacia della legge dipenderà da quanto saremo bravi ad attuarla nelle prossime settimane». Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, lo ha ammesso: «Da oggi in poi il Sistema Regione deve pensare solo a come far arrivare il più in fretta possibile questa montagna di risorse al modo economico e ai lavoratori. Servirà una mobilitazione straordinaria di tutti gli uffici, nessuno escluso». È stato dopo l’intervento di Mula che l’assessora Alessandra Zedda ha annunciato: «Presenteremo un emendamento, è pronto, per costituire una task force di pronto intervento proprio destinata ad accelerare la Salva Sardegna». Infine, c’è stato il primo voto sul passaggio agli articoli: 30 favorevoli, il centrodestra compatto, 20 astenuti, le opposizioni. Oggi andrà in scena la seconda puntata: sarà tutta incentrata sulla quantità di milioni e sui beneficiari.

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