Altri 24 milioni di aiuti C’è anche l’incentivo nozze
di Umberto Aime
Consiglio impegnato nell’esame di 230 emendamenti. Oggi il voto finale
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CAGLIARI. La Salva Sardegna è ancora più ricca. In un battibaleno, dopo un’altra gestazione molto complicata, è lievitata da 162 milioni e 835mila euro a poco più di 186 milioni grazie a un filotto di emendamenti della Giunta. Altro che scialuppa anti-Covid, la Salva Sardegna è diventata davvero un’ammiraglia.
Avanti tutti. Ci sarà posto anche per le future coppie sarde (uomo-donna) che, nella loro terra natale, si uniranno in matrimonio entro il 28 febbraio. Dalla Regione riceveranno un contributo fino a 4mila euro per abiti da cerimonia, banchetti e addobbi floreali previa presentazione di regolare fattura. È tutto scritto nell’emendamento 199, ispirato dalla Lega e proposto in aula dall’assessora al lavoro Alessandra Zedda. La spesa complessiva autorizzata – testuale – è «di euro un milione per l’anno 2020 e 500mila nel 2021». Poi, per fortuna, l’emendamento wedding planner – così ribattezzato – è stato corretto, inserendo in corsa oltre al matrimonio anche le unioni civili, precisando che uno dei futuri sposi potrà anche non essere sardo e spostando l’ultima data utile al 30 giugno 2021. È stata proprio questa modifica dell’ultim’ora a riportare in carreggiata un emendamento spinto da una giusta motivazione, quella di ridare fiato alla filiera delle cerimonie nuziali, travolta in primavera dal ciclone coronavirus, ma era scritto male. Daniele Cocco di Leu è stato fra i primi a denunciare: «Se non lo riscrivete per bene, quello che proponete è robaccia da Medioevo». Pierlugi Saiu della Lega, l’emendamento era suo, ha replicato: «La nostra è solo una proposta finanziaria. Non fate dietrologia». Lo scontro opposizione-maggioranza è andato avanti per quasi due ore. Alla fine, grazie alla mediazione del presidente del Consiglio Michele Pais, il compromesso è stato trovato sull’ultima e definitiva versione quella che mette sullo stesso livello i matrimoni e le unioni civili. A tarda sera il voto trasversale è arrivato ed è stato favorevole: 42 sì, sei astenuti. Comunque sarà la Giunta a stabilire i criteri per assegnare il bonus sposini. Lo farà con una delibera chiarificatrice, ma dovrà chiarire anche un’altra infinità di articoli e commi all’indomani dell’ultima rivoluzione in aula. Fatti un po’ di conti, se la Salva Sardegna dovesse essere approvata oggi, come sarà, serviranno almeno altre due settimane per rifarla quadrare dall’inizio alla fine. È proprio questa una delle prove alla base dell’allarme lanciato in questi giorni da più parti: contributi, prestiti e bonus alle imprese e ai lavoratori non arriveranno prima di ottobre.
Le conferme. Le opposizioni non sono riuscite a far aumentare il fondo per compensare gli stagionali del turismo e di altri settori che non sono stati riassunti quest’estate. I milioni a disposizione continueranno a essere 18 e – secondo la minoranza – alla fine a ricevere gli assegni da 600 euro a mille euro per due o tre mesi saranno solo in 12mila su 65mila precari. La Giunta, però, ha fatto sapere: «Siamo pronti a rifinanziare questo capitolo» in cui sono compresi anche le badanti e altri lavoratori domestici. Sono stati poi confermati i 9 milioni che potranno essere utilizzati come scudo in caso di non auspicabili licenziamenti collettivi: ad agosto scadrà il blocco. Fra gli operai in cassa integrazione protetti da questo articolo ci sono quelli dell’ex Sittel, della Legler, dell’ex Cartiera di Arbatax e dell’Unilever. Il mondo della formazione professionale avrà a disposizione 5 milioni fra abbattimento del costo del lavoro e una tantum per riprendersi dalla batosta coronavirus.
Le novità. Il fondo per gli interventi omnibus è stato invece aumentato: da uno a due milioni. Oltre ai settori che erano compresi nell’elenco originale, editoria libraria, ambulanti e giostrai, sono stati aggiunti anche le agenzie di viaggio e i lavoratori degli spettacoli dal vivo, di teatro, cinema e discoteche. Mentre sono state escluse le scuole d’infanzia, ma solo perché, nei giorni scorsi, la Giunta ha approvato una delibera dedicata proprio ai servizi socio-educativi da 0 a 3 anni. A proposito di giostrai, che in questi giorni hanno protestato più volte in Consiglio, le concessioni comunali sono state prorogate fino a ottobre. Nello stesso articolo, riveduto e corretto più volte, sono stati aumentati i finanziamenti per le donne in difficoltà (ora sono 1,2 milioni) e inseriti 1,5 milioni per compensare la chiusura subita durante il lockdown da tonnare, aziende dell’itticoltura e produttori di miele. Con un altro milione, il settore vitivinicolo potrà ammortizzare i mancati guadagni.
Gli annunci. Oggi nell’ultima e decisiva terza giornata si sa che la Giunta proporrà fra gli altri emendamenti anche quello che prevede quasi 7 milioni per «favorire la destagionalizzazione della stagione turistica». Sarà un’altra scialuppa di salvataggio visto che il resto della stagione, quella regolare, ormai è stata bruciata purtroppo dalla pandemia.
Avanti tutti. Ci sarà posto anche per le future coppie sarde (uomo-donna) che, nella loro terra natale, si uniranno in matrimonio entro il 28 febbraio. Dalla Regione riceveranno un contributo fino a 4mila euro per abiti da cerimonia, banchetti e addobbi floreali previa presentazione di regolare fattura. È tutto scritto nell’emendamento 199, ispirato dalla Lega e proposto in aula dall’assessora al lavoro Alessandra Zedda. La spesa complessiva autorizzata – testuale – è «di euro un milione per l’anno 2020 e 500mila nel 2021». Poi, per fortuna, l’emendamento wedding planner – così ribattezzato – è stato corretto, inserendo in corsa oltre al matrimonio anche le unioni civili, precisando che uno dei futuri sposi potrà anche non essere sardo e spostando l’ultima data utile al 30 giugno 2021. È stata proprio questa modifica dell’ultim’ora a riportare in carreggiata un emendamento spinto da una giusta motivazione, quella di ridare fiato alla filiera delle cerimonie nuziali, travolta in primavera dal ciclone coronavirus, ma era scritto male. Daniele Cocco di Leu è stato fra i primi a denunciare: «Se non lo riscrivete per bene, quello che proponete è robaccia da Medioevo». Pierlugi Saiu della Lega, l’emendamento era suo, ha replicato: «La nostra è solo una proposta finanziaria. Non fate dietrologia». Lo scontro opposizione-maggioranza è andato avanti per quasi due ore. Alla fine, grazie alla mediazione del presidente del Consiglio Michele Pais, il compromesso è stato trovato sull’ultima e definitiva versione quella che mette sullo stesso livello i matrimoni e le unioni civili. A tarda sera il voto trasversale è arrivato ed è stato favorevole: 42 sì, sei astenuti. Comunque sarà la Giunta a stabilire i criteri per assegnare il bonus sposini. Lo farà con una delibera chiarificatrice, ma dovrà chiarire anche un’altra infinità di articoli e commi all’indomani dell’ultima rivoluzione in aula. Fatti un po’ di conti, se la Salva Sardegna dovesse essere approvata oggi, come sarà, serviranno almeno altre due settimane per rifarla quadrare dall’inizio alla fine. È proprio questa una delle prove alla base dell’allarme lanciato in questi giorni da più parti: contributi, prestiti e bonus alle imprese e ai lavoratori non arriveranno prima di ottobre.
Le conferme. Le opposizioni non sono riuscite a far aumentare il fondo per compensare gli stagionali del turismo e di altri settori che non sono stati riassunti quest’estate. I milioni a disposizione continueranno a essere 18 e – secondo la minoranza – alla fine a ricevere gli assegni da 600 euro a mille euro per due o tre mesi saranno solo in 12mila su 65mila precari. La Giunta, però, ha fatto sapere: «Siamo pronti a rifinanziare questo capitolo» in cui sono compresi anche le badanti e altri lavoratori domestici. Sono stati poi confermati i 9 milioni che potranno essere utilizzati come scudo in caso di non auspicabili licenziamenti collettivi: ad agosto scadrà il blocco. Fra gli operai in cassa integrazione protetti da questo articolo ci sono quelli dell’ex Sittel, della Legler, dell’ex Cartiera di Arbatax e dell’Unilever. Il mondo della formazione professionale avrà a disposizione 5 milioni fra abbattimento del costo del lavoro e una tantum per riprendersi dalla batosta coronavirus.
Le novità. Il fondo per gli interventi omnibus è stato invece aumentato: da uno a due milioni. Oltre ai settori che erano compresi nell’elenco originale, editoria libraria, ambulanti e giostrai, sono stati aggiunti anche le agenzie di viaggio e i lavoratori degli spettacoli dal vivo, di teatro, cinema e discoteche. Mentre sono state escluse le scuole d’infanzia, ma solo perché, nei giorni scorsi, la Giunta ha approvato una delibera dedicata proprio ai servizi socio-educativi da 0 a 3 anni. A proposito di giostrai, che in questi giorni hanno protestato più volte in Consiglio, le concessioni comunali sono state prorogate fino a ottobre. Nello stesso articolo, riveduto e corretto più volte, sono stati aumentati i finanziamenti per le donne in difficoltà (ora sono 1,2 milioni) e inseriti 1,5 milioni per compensare la chiusura subita durante il lockdown da tonnare, aziende dell’itticoltura e produttori di miele. Con un altro milione, il settore vitivinicolo potrà ammortizzare i mancati guadagni.
Gli annunci. Oggi nell’ultima e decisiva terza giornata si sa che la Giunta proporrà fra gli altri emendamenti anche quello che prevede quasi 7 milioni per «favorire la destagionalizzazione della stagione turistica». Sarà un’altra scialuppa di salvataggio visto che il resto della stagione, quella regolare, ormai è stata bruciata purtroppo dalla pandemia.
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