Moglie sequestrata: chiesti nove anni
Accuse pesanti dal pm Secci per l’ex secondo violino del Teatro lirico di Cagliari
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CAGLIARI. Nove anni di carcere: è la richiesta avanzata dal pm Emanuele Secci per l’ex secondo violino dell’orchestra del teatro lirico Valentin Furtuna (63 anni), accusato di aver segregato la moglie ottantenne Franca Porcu, scomparsa il 18 febbraio del 2015, per impadronirsi del suo patrimonio. Per il magistrato il musicista è colpevole di estorsione aggravata, maltrattamenti, lesioni gravi e sequestro di persona, imputazioni condivise con diversi livelli di responsabilità con la compagna Marina Pilloni, per la quale l’accusa ha chiesto la condanna a quattro anni e mezzo di reclusione. Il pm Secci ha ricostruito la vicenda davanti al tribunale attraverso i verbali delle testimonianze di familiari, amici e conoscenti, in parte anche sui documenti. Stando alla ricostruzione accusatoria, sempre respinta da Furtuna, nell’appartamento di Franca Porcu la situazione era diventata insostenibile: il musicista aveva portato a casa l’amante, che viveva con loro. E quando la moglie ottantenne provava a ribellarsi – è sempre l’accusa – e a chiedere la separazione, il risultato era di finire segregata: chiusa in casa, vietato l’uso del telefono, soprattutto una cura tremenda a base di psicofarmaci di cui la donna non aveva alcun bisogno. Familiari e amici: nessuno la vedeva più, le cure della donna erano affidate a una badante che diventa la sua salvezza: è lei infatti che denuncia quanto avviene in quella casa – siamo ai primi mesi del 2013 - e si trasforma in un testimone d’accusa fondamentale quando un giorno la donna accusa una crisi respiratoria e un’ambulanza del 118 la trasporta al Santissima Trinità. La voce gira, Franca viene raggiunta da parenti e amici, può sfogarsi, raccontare. I familiari si rivolgono al giudice civile, che dispone l’allontanamento da casa del marito e della sua nuova fiamma. Poi, valutato lo stato di salute della donna, il magistrato nomina un amministratore di sostegno. Davanti a un altro giudice parte la causa di separazione legale, cui lui ribatte chiedendo gli alimenti. La giustizia civile fa il suo corso, ma familiari e amici vogliono tagliare corto: la sorella va in Procura, gli altri parlano con la polizia giudiziaria e raccontano degli psicofarmaci, delle presunte iniziative di Furtuna per appropriarsi di quanto la moglie possiede, compreso un testamento firmato forse in stato di incoscienza. Il 22 settembre difesa e sentenza. (m.l)
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