La Nuova Sardegna

Soccorso per l’economia: iniezione da 186 milioni

di Umberto Aime
Soccorso per l’economia: iniezione da 186 milioni

La legge approvata ieri sera dal consiglio regionale con i voti del centrodestra

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CAGLIARI. La Salva Sardegna è legge. Per dare una spallata alla crisi, la Regione potrà spendere 186,5 milioni. Ad approvare i 30 articoli è stata solo la maggioranza di centrodestra, le opposizioni si sono astenute. Non è stata una cavalcata, anzi, questa tre giorni full time. Con più di un brivido per la Giunta, o meglio il Consiglio. All’inizio dell’ultima seduta, un faretto è crollato dal soffitto, piombando fra i banchi dopo aver sfiorato Daniele Cocco di Leu. Lo spavento è stato grande, però nessuno s’è fatto male. Neanche la maggioranza, nonostante – durante il tumultuoso dibattito – troppo spesso si sia complicata la vita da sola, rischiando grosso. Alla fine, comunque, ha portato a casa la legge. Il commento a caldo dell’assessora al lavoro, Alessandra Zedda, è stato: «La Salva Sardegna accoglie tutti: imprese, lavoratori, stagionali, disoccupati, licenziati. Interveniamo con decisione nei settori più colpiti dagli effetti devastanti del coronavirus. Da oggi in poi, faremo il più in fretta possibile per rendere efficaci gli interventi». Le opposizioni si sono affidate a Piero Comandini, il relatore di minoranza: «Con grande responsabilità, ci siamo astenuti. Ma non abbiamo certo cambiato giudizio: è una legge confusa e ingiusta, con i soldi spalmati dappertutto, mentre per risolvere i problemi, quelli veri, sono davvero pochi».

Lavoratori: 30,5 milioni. Più della metà, 18, sarà utilizzata per garantire uno o più bonus – dai 600 ai mille euro fino a 2 o 3 mesi – agli stagionali non riassunti quest’estate, compresi quelli che lavoravano all’estero. Un’altra fetta consistente, 7,5 milioni, controbilancerà eventuali licenziamenti collettivi. Il resto sarà diviso fra lavoratori in utilizzo, cantieri verdi ed ex cassa integrati.

Imprese: 95 milioni. Le aziende che se non licenzieranno da agosto in poi, potranno sfruttare il fondo Resisto – 67 milioni – per abbattere il costo del lavoro. Due milioni saranno riservati alle Partite Iva. I prestiti a tasso zero per la filiera del turismo avranno un budget complessivo di 15 milioni. Due milioni andranno a una platea molto ampia: ambulanti, giostrai, librai, lavoratori dello spettacolo e agenti di viaggio. La formazione professionale avrà 5 milioni, altrettanti le aziende di trasporto.

Agricoltori: 36,7 milioni. L’accesso al credito sarà garantito da un fondo di 6 milioni. Più 3 milioni di sovvenzioni dirette. Con altri 6 saranno acquistate le giacenze di formaggi freschi e prodotti della panificazione per destinarle alle famiglie indigenti. Quindici milioni è il pacchetto fra cambio generazionale, fattorie didattiche, vitivinicolo e aziende suinicole e tonnare. Con un milione saranno accelerate le pratiche per i danni del 2017.

Turismo, sport e scuola: 21,3 milioni. In questo capitolo c’è un po’ di tutto. Dai 5 milioni per la destagionalizzazione turistica al milione per le piscine. Poi 8 milioni fra società sportive, eventi e corsi. Sono 3 i milioni per contrastare la dispersione scolastica e 300mila quelli destinati al bilinguismo. Poi un milione per i matrimoni e altri 6 milioni in carico alla Continuità aerea.

Scivoloni. Giunta e maggioranza hanno rischiato più volte di andare sotto. Con qualche patema, si sono salvate. Comunque, in aula, una vittima c’è stata. È stato il fuoco amico, quello del centrodestra, a sconfessare l’assessora all’agricoltura Gabriella Murgia. La sua scelta autonoma di accogliere un emendamento del centrosinistra, che cancellava diverse consulenze, non è piaciuta alla maggioranza. Poco dopo da quei banchi è arrivato un no secco a «un’iniziativa non concordata dell’assessora», ha detto il capogruppo del Psd’Az Franco Mula. In un altro frangente, fra mille polemiche, è stato approvato un contributo all’Hermaea Olbia, A2 femminile di pallavolo. Il perché dello scontro l’ha spiegato Francesco Agus dei Progressisti: «Consiglierei al governatore Solinas, ancora assente, di non occuparsi degli amici suoi». Chi sarebbe l’amico? «Gianni Sarti – hanno insistito le opposizioni – È patron dell’Hermaea ma anche segretario del Psd’Az in Gallura». L’accusa è stata respinta al mittente dai sardisti: «Essere iscritti a questo o quel partito non può essere una discriminante nello sport». Alla fine l’emendamento è passato. Stessa sorte favorevole, sempre col brivido, hanno strappato altre due correzioni dell’ultim’ora: 5 milioni per la destagionalizzazione turistica e i quasi 2 a favore della «TuristSardegna», che dovrà favorire l’organizzazione di 12 manifestazioni sportive. L’Udc, partito di maggioranza, s’è astenuto e il resto del centrodestra ha avuto la meglio per soli due voti. Ha rischiato ancora, la coalizione, sul contributo – dai 340 ai 480 euro per cavallo – destinato a proprietari e allevatori di purosangue. A scrutinio segreto, l’emendamento è passato per un voto. Viste le troppe nubi all’orizzonte, la Giunta non ha insistito su un milione, spalmato fino al 2022, per favorire i viaggi fra Sardegna e Russia. Sarebbe stato un balzo troppo rischioso, meglio rimanere con i piedi per terra.

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