La Nuova Sardegna

Ma sui mezzi pubblici si viaggia a pieno carico

di Silvia Sanna
Ma sui mezzi pubblici si viaggia a pieno carico

Autorizzato il riempimento al 100% su autobus e treni, salta la regola dei posti alternati

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SASSARI. A un metro di distanza – anzi meglio se sono due – mentre si balla sotto le stelle in discoteca, e seduti fianco a fianco sull’autobus o sul treno. Sì alla sagre e alle feste paesane, purché all’aperto, niente brindisi se non da lontano e niente fila al buffet: c’è il rischio di assembramenti, da evitare come la peste. Non sempre però: la regola vale quasi dappertutto e salta sui mezzi di trasporto pubblico. Addio ai posti alternati e agli accessi contingentati, l’ordinanza della Regione autorizza il riempimento al 100% dei posti a sedere. Stranezze, contraddizioni contenute in due documenti emanati non in momenti differenti e dunque relativi a un diverso indice di contagio, ma pubblicati esattamente nello stesso istante. Ed è scontato chiedersi perché i due provvedimenti siano così diversi. Molto rigida l’ordinanza numero 34, quella che stabilisce il vademecum per le discoteche (già aperte in mezza Italia da una ventina di giorni) e per le sagre. Assolutamente morbida invece la numero 35, quella sui trasporti, che conferma anche l’obbligo per chi arriva in Sardegna di registrarsi sul sito o attraverso l’app Sardegna sicura. Tutte le prescrizioni sono valide sino al 31 luglio: alla scadenza il governatore Christian Solinas deciderà se confermarle o attuare nuove disposizioni, come sempre dipenderà dall’andamento della curva di diffusione del Covid. È l’articolo 2 dell’ordinanza 34 a dettare le regole per le sagre: il via libera è stato accolto tiepidamente dagli addetti ai lavori, perché i limiti stabiliti creano molti problemi di tipo organizzativo e fanno venire meno il senso della festa, cioè la condivisione, lo stare insieme. L’ordinanza stabilisce l’obbligo delle distanze interpersonali, invita all’utilizzo della mascherina e alla misurazione della temperatura. E avvisa gli organizzatori: sono loro i responsabili, se le regole non saranno rispettate saranno loro a risponderne. Stessa cosa per le discoteche, di cui si parla all’articolo 3: la distanza di due metri mentre si balla fa spuntare un sorriso amaro ai gestori, chiamati a vigilare perché non ci creino assembramenti, anche creando percorsi separati in ingresso e in uscita. Non solo: il personale dovrà controllare che chi va al bagno o si sposta in qualunque spazio interno del locale indossi la mascherina. La rigidità si dissolve all’ordinanza successiva, la numero 35. L’articolo più importante è il 7: stabilisce il ripristino su tutto il territorio regionale della programmazione ordinaria dei servizi di linea e non di linea erogati dalle aziende di trasporto pubblico locale su gomma, ad esclusione di quelli scolastici, idem per quanto riguarda il trasporto ferroviario e quello verso le isole minori. E con decorrenza immediata e sino al 31 luglio è consentita l’occupazione del 100% dei posti a sedere, previsti dalle carte di circolazione o dai documenti corrispondenti e dalle eventuali autorizzazioni regionali, “a bordo dei mezzi del trasporto automobilistico (bus) extraurbano, ferroviario e metrotranviario nonché a bordo dei mezzi utilizzati per servizi di trasporto non di linea compresi i noleggi con conducente, taxi e quelli svolti mediante autobus”. Tutto come prima, insomma. Nessuna distanza sui mezzi pubblici, nessun limite neanche in quelli affollatissimi che viaggiano verso le spiagge. Una decisione in controtendenza, evidentemente dettata dalla richiesta di potenziamento del servizio. Ma forse per soddisfare la domanda sarebbe stato preferibile disporre soltanto l’aumento delle corse.

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