Crollo degli stranieri l’isola spera negli italiani
di Alessandro Pirina
Prevista una ripresa ad agosto ma prevalgono le prenotazioni last minute
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SASSARI. Le ultime stagioni erano state quelle del sorpasso. La Sardegna era ormai diventata più meta per stranieri che per italiani. Soprattutto nel nord si era registrato un boom di presenze da oltre confine. Non solo tedeschi e francesi, ma anche russi, americani, arabi. Numeri cancellati dal Covid. Basta scorrere i dati degli arrivi nei primi 15 giorni di luglio per capire che quest’anno in Sardegna non si parleranno o quasi lingue straniere. All’aeroporto di Olbia c’è stato un crollo, in certe giornate addirittura meno 99 per cento. Situazione simile anche ad Alghero e a Cagliari, dove il calo dei passeggeri stranieri - a seconda dei giorni - varia tra il meno 57 e il meno 94 per cento. Uno scenario prevedibile, visto che alcuni mercati sono ancora chiusi, ma forse senza il caos sul passaporto sanitario avrebbe potuto avere cifre meno catastrofiche. In calo anche gli italiani, ma il crollo è più contenuto. Ed è proprio partendo da questo dato che gli operatori confidano sul mese di agosto. Luglio, infatti, ormai è considerato perso, al di sotto delle aspettative post Covid, ma agosto può segnare la ripartenza dell’isola. Anche se con il freno a mano tirato, visto che comunque i più ottimisti parlano di un 30 per cento del fatturato rispetto allo scorso anno, ma c’è anche chi prospetta un bilancio molto più in rosso.
Last second. Archiviata la pratica stranieri - anche se qualcosa inizia a muoversi con tedeschi e svizzeri - la strategia degli operatori è concentrarsi su agosto, il mese delle ferie degli italiani. Ma per riuscire ad attrarre il maggior numero di turisti occorre aggirare un altro ostacolo. Ormai, infatti, quasi tutte le prenotazioni vengono fatte all’ultimo minuto. «O forse all’ultimo secondo, più che di last minute parlerei di last second – dice Carlo Gallino, fondatore e manager della società Mycomp che si occupa di booking, ovvero gestisce e raccoglie tutti gli aspetti delle prenotazioni on line in modo diretto –. La situazione è ancora molto incerta, prima di fare una prenotazione ci si vuole accertare che non ci siano problemi legati alla pandemia e dunque si aspetta l’ultimo secondo. Purtroppo questo modo di operare non è compatibile con il nostro sistema di trasporti. Per raggiungere la Sardegna bisogna prendere la nave o l’aereo e questo ci penalizza, mentre altre regioni ne sono avvantaggiate». Gallino fa l’esempio della Puglia. «Un bel mare raggiungibile in macchina».
Ferragosto. Il mercato italiano deve essere l’obiettivo a breve termine anche secondo Nicola Monello, responsabile turismo di Confindustria del Nord Sardegna. «La settimana centrale di agosto è l’unica su cui si registrano numeri importanti, quasi da tutto esaurito, ma il resto del mese è ancora ballerino. E a settembre sarà tutto last minute». Monello racconta che «il grosso degli arrivi è italiano, ma ora iniziano a riaffacciarsi gli stranieri: svizzeri, tedeschi, austriaci, anche qualche inglese. Ma scordiamoci americani, russi e arabi».
Comunicazione. Insomma, nelle prossime settimane si cercherà di salvare il salvabile, ma gli operatori sono tutti concordi che occorra cambiare strategia. «La comunicazione e il marketing sono fondamentali in un periodo di crisi, soprattutto ora che tutti cercano italiano – aggiunge Gallino –. Ancora stiamo pagando il caos creato dalla Regione con il passaporto sanitario. E anche in questi mesi è mancata una vera campagna di promozione per attrarre i mercati. Siamo tra le regioni più sicure insieme alle Baleari ma non siamo riusciti a comunicarlo. Anzi, abbiamo fatto un clamoroso autogol che ha terrorizzato i turisti». Anche Monello è dello stesso avviso. «Luglio e agosto stavano tenendo ma quando Solinas ha parlato di passaporto sanitario c’è stata una forte battuta d’arresto – dice –. Ora comunque preferisco pensare al futuro. E come Confindustria ribadisco i quattro pilastri su cui bisogna lavorare con largo anticipo: trasporti, legge urbanistica, politiche del lavoro e soprattutto marketing territoriale. La Sardegna dovrebbe fare come il Trentino: istituire una cabina di regia con all’interno tutte le associazioni di categoria, un organismo che non cambi a ogni elezione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Last second. Archiviata la pratica stranieri - anche se qualcosa inizia a muoversi con tedeschi e svizzeri - la strategia degli operatori è concentrarsi su agosto, il mese delle ferie degli italiani. Ma per riuscire ad attrarre il maggior numero di turisti occorre aggirare un altro ostacolo. Ormai, infatti, quasi tutte le prenotazioni vengono fatte all’ultimo minuto. «O forse all’ultimo secondo, più che di last minute parlerei di last second – dice Carlo Gallino, fondatore e manager della società Mycomp che si occupa di booking, ovvero gestisce e raccoglie tutti gli aspetti delle prenotazioni on line in modo diretto –. La situazione è ancora molto incerta, prima di fare una prenotazione ci si vuole accertare che non ci siano problemi legati alla pandemia e dunque si aspetta l’ultimo secondo. Purtroppo questo modo di operare non è compatibile con il nostro sistema di trasporti. Per raggiungere la Sardegna bisogna prendere la nave o l’aereo e questo ci penalizza, mentre altre regioni ne sono avvantaggiate». Gallino fa l’esempio della Puglia. «Un bel mare raggiungibile in macchina».
Ferragosto. Il mercato italiano deve essere l’obiettivo a breve termine anche secondo Nicola Monello, responsabile turismo di Confindustria del Nord Sardegna. «La settimana centrale di agosto è l’unica su cui si registrano numeri importanti, quasi da tutto esaurito, ma il resto del mese è ancora ballerino. E a settembre sarà tutto last minute». Monello racconta che «il grosso degli arrivi è italiano, ma ora iniziano a riaffacciarsi gli stranieri: svizzeri, tedeschi, austriaci, anche qualche inglese. Ma scordiamoci americani, russi e arabi».
Comunicazione. Insomma, nelle prossime settimane si cercherà di salvare il salvabile, ma gli operatori sono tutti concordi che occorra cambiare strategia. «La comunicazione e il marketing sono fondamentali in un periodo di crisi, soprattutto ora che tutti cercano italiano – aggiunge Gallino –. Ancora stiamo pagando il caos creato dalla Regione con il passaporto sanitario. E anche in questi mesi è mancata una vera campagna di promozione per attrarre i mercati. Siamo tra le regioni più sicure insieme alle Baleari ma non siamo riusciti a comunicarlo. Anzi, abbiamo fatto un clamoroso autogol che ha terrorizzato i turisti». Anche Monello è dello stesso avviso. «Luglio e agosto stavano tenendo ma quando Solinas ha parlato di passaporto sanitario c’è stata una forte battuta d’arresto – dice –. Ora comunque preferisco pensare al futuro. E come Confindustria ribadisco i quattro pilastri su cui bisogna lavorare con largo anticipo: trasporti, legge urbanistica, politiche del lavoro e soprattutto marketing territoriale. La Sardegna dovrebbe fare come il Trentino: istituire una cabina di regia con all’interno tutte le associazioni di categoria, un organismo che non cambi a ogni elezione».
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