Un grido d’aiuto dal palco: la musica non deve morire
di Roberto Petretto
Progetto Oses chiede alla politica misure per salvare un settore in ginocchio Il portavoce Parodi: «Necessario salvare gli artisti e soprattutto l’indotto»
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SASSARI. «La Musica non deve morire e soprattutto non deve morire l’enorme indotto che vive grazie ad essa»: è una richiesta d’aiuto drammatica quella di Luca Parodi, portavoce del movimento lavoratori dello spettacolo. Musicisti, attori, cantanti, organizzatori di eventi, tecnici, fonici, addetti alle luci, operai cercano di fare fronte comune per uscire da una crisi mai vista.
A Ghilarza, nei giorni scorsi, si è costituito il progetto Operatori spettacolo eventi Sardegna”. Sono state discusse le esigenze di un movimento che nell’isola è vasto e vivace. Il prossimo passo sarà quello di coinvolgere l’amministrazione regionale per avere ascolto , soprattutto, azioni concrete.
Il blocco di tre mesi di qualsiasi attività ha messo in ginocchio molti settori, ma quello dello spettacolo è forse tra i più a rischio in prospettiva futura. Le incertezze su come e quando riprendere la normale attività stanno vacendo vacillare la stabilità di aziende e singoli artisti.
«Il problema più grave che si è evidenziato nel nostro primo incontro - dice ancora Luca Parodi - è sicuramente che, salvo repentini cambiamenti dei regolamenti per i pubblici eventi, la stagione 2020 non si farà e questo, per tutto il settore significherà non avere risorse fino ad aprile 2021».
Un anno perso, un anno senza reddito: questa è la prospettiva concreta per molte persone. Ecco perché artisti e organizzatori della Sardegna cercano di organizzarsi e cercano aiuto. L’assemblea di Ghilarza ha dato vita a un progetto che ha un nome suggestivo: Oses (Operatori spettacolo eventi Sardegna): «Un acronimo che, è veramente il caso di dire, “suona” deicisanente bene e richiama quasi il termine “oches”, proprio come a dare voce a questo settore che, più di molti altri, si trova a risentire delle conseguenze del Covid-19», dice ancora Parodi.
Difficile avere una stima precisa del numero di persone che lavora nel settore dello spettacolo e degli eventi in Sardegna. A livello nazionale l’impatto del Covid sul settore è stato devastante: si parla di un danno di 8 miliardi dio euro per ogni mese di blocco. Ma lo stop delle attività è alle spalle e ora bisogna pensare alla ripresa.
Ecco perhé i lavoratori del settore cercano di darsi un’organizzazione che sia in grado di trattare con la Regione: «Il direttivo appena eletto ha iniziato a definire i punti critici di questa difficile emergenza - dice Parodi -. Nel primo appuntamento di Ghilarza si era ritenuto di dover limitare il tutto a un preliminare incontro, volto solo al costituirsi di un gruppo di lavoro e successivamente invitare, con una comunicazione ufficiale, il presidente della Regione e gli assessori alla Cultura e al Turismo, ad un tavolo di discussione».
A Ghilarza, nei giorni scorsi, si è costituito il progetto Operatori spettacolo eventi Sardegna”. Sono state discusse le esigenze di un movimento che nell’isola è vasto e vivace. Il prossimo passo sarà quello di coinvolgere l’amministrazione regionale per avere ascolto , soprattutto, azioni concrete.
Il blocco di tre mesi di qualsiasi attività ha messo in ginocchio molti settori, ma quello dello spettacolo è forse tra i più a rischio in prospettiva futura. Le incertezze su come e quando riprendere la normale attività stanno vacendo vacillare la stabilità di aziende e singoli artisti.
«Il problema più grave che si è evidenziato nel nostro primo incontro - dice ancora Luca Parodi - è sicuramente che, salvo repentini cambiamenti dei regolamenti per i pubblici eventi, la stagione 2020 non si farà e questo, per tutto il settore significherà non avere risorse fino ad aprile 2021».
Un anno perso, un anno senza reddito: questa è la prospettiva concreta per molte persone. Ecco perché artisti e organizzatori della Sardegna cercano di organizzarsi e cercano aiuto. L’assemblea di Ghilarza ha dato vita a un progetto che ha un nome suggestivo: Oses (Operatori spettacolo eventi Sardegna): «Un acronimo che, è veramente il caso di dire, “suona” deicisanente bene e richiama quasi il termine “oches”, proprio come a dare voce a questo settore che, più di molti altri, si trova a risentire delle conseguenze del Covid-19», dice ancora Parodi.
Difficile avere una stima precisa del numero di persone che lavora nel settore dello spettacolo e degli eventi in Sardegna. A livello nazionale l’impatto del Covid sul settore è stato devastante: si parla di un danno di 8 miliardi dio euro per ogni mese di blocco. Ma lo stop delle attività è alle spalle e ora bisogna pensare alla ripresa.
Ecco perhé i lavoratori del settore cercano di darsi un’organizzazione che sia in grado di trattare con la Regione: «Il direttivo appena eletto ha iniziato a definire i punti critici di questa difficile emergenza - dice Parodi -. Nel primo appuntamento di Ghilarza si era ritenuto di dover limitare il tutto a un preliminare incontro, volto solo al costituirsi di un gruppo di lavoro e successivamente invitare, con una comunicazione ufficiale, il presidente della Regione e gli assessori alla Cultura e al Turismo, ad un tavolo di discussione».
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