Pil e gettito fiscale, si teme un crollo
I sardi erano già in fondo alla classifica Ue ma il Covid ha peggiorato la situazione
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CAGLIARI. L’Europa lo ha scritto quasi due anni fa: la Sardegna è diventata più povera. Per uscire dalla crisi, quella precedente alla pandemia, avrà bisogno di maggiori finanziamenti: è stata retrocessa da regione in transizione a territorio meno sviluppato. Le prime stime fanno sapere che i contributi in arrivo da Bruxelles aumenteranno del 30 per cento, passando da 2,8 miliardi a quasi 3,5. Nella prossima distribuzione dei fondi europei 2021-2026, sono quelli classici, la Sardegna salirà di sicuro nella graduatoria delle regioni che dipenderanno dall’Europa per uscire dalla crisi. Però, nel frattempo, è arrivato il ciclone coronavirus e – come sottolineato dai report annuali della Banca d’Italia e dell’istituto Crenos – la situazione è peggiorata. I timidi segnali di ripresa del 2019 sono stati spazzati via dal Covid-19. Stando a una prima stima, alla fine del 2020, la ricchezza della Sardegna potrebbe finire in picchiata. Fra effetti negativi, durante e all’indomani della lunga quarantena, produzione stagnante e consumi azzerati, il prodotto interno lordo dovrebbe scivolare da 34,5 miliardi a 30,9, nell’ipotesi migliore, con un calo superiore ai 10 punti in percentuale. Ma se lo scenario fosse ancora più fosco – ed è possibile che lo sia – la perdita secca sarebbe di 4 miliardi e il Prodotto interno lordo i attesterebbe appena sopra la soglia dei 30 miliardi. Il coronavirus è stato peggio di un terremoto, radendo al suolo un sistema economico già fragile seppure impegnato a risalire la china. Gli stessi effetti devastanti sono stati annunciati anche sul gettito fiscale – sono i trasferimenti dallo Stato alla Regione – con un calo non ancora quantificato ma di sicuro preoccupante su tutte le poste: dall’Iva all’Irpef. All’uscita dall’ultimo vertice di maggioranza, la settimana scorsa, il governatore Christian Solinas ha annunciato però una svolta: «È a buon punto la trattativa con il Governo per compensare la diminuzione delle entrate». La firma dell’intesa dovrebbe essere vicina e quindi potrebbero essere in arrivo un altro bel po’ di soldi per fronteggiare la crisi. Non è finita. Dopo aver approvato, pochi giorni fa, la Salva Sardegna, 186 milioni, e chiuso l’accordo con la Banca europea degli investimenti, 200 milioni in tutto, la Regione aspetta dal Governo, attraverso la Cassa depositi e prestiti, anche un anticipo del miliardo e 600 milioni previsto dal contratto di novembre sugli accantonamenti. Tirate le somme: fra fondi europei, classici e straordinari, e finanziamenti nazionali, vecchi e nuovi, ben presto le casse della Regione saranno piene. Una montagna di soldi in arrivo, ma non c’è ancora traccia di come sarà spesa. (ua)
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