Il Cannonau è in pericolo «Vogliono scipparcelo»

Per adeguarsi a una normativa Ue il Mipaaf toglie la blindatura ad alcune Dop Cinque riguardano vini sardi che potrebbero essere prodotti fuori dall’isola 

SASSARI. Aiuto, ci vogliono scippare il Cannonau. Ma anche il Nuragus di Cagliari, il Nasco, il Semidano e il Girò. Colpa di una norma europea che, se venisse accettata, consentirebbe ad altre regioni d'Italia di utilizzare i nomi di alcuni vitigni tipici della Sardegna. A partire dal Cannonau. Il grido d'allarme è stato lanciato dall'Assoenologi Sardegna e sta mobilitando tutto il mondo del vino isolano. Il danno, si capisce immediatamente, non sarebbe solo economico ma andrebbe a colpire al cuore i simboli storici della vitivinicoltura isolana.

Per fare il punto sulla situazione, l'associazione degli enologi e degli enotecnici della Sardegna ha organizzato una tavola rotonda via web, per oggi pomeriggio, con il titolo “Adeguamento normative comunitarie e possibili ricadute sui vini a denominazione di origine protetta della Sardegna”. All'incontro parteciperanno alcuni degli esperti italiani più autorevoli in campo legislativo, l’ assessorato regionale all’Agricoltura, i consorzi di tutela, il dipartimento di Agraria dell'università di Sassari, con i docenti del corso di viticoltura ed enologia, gli enti regionali di ricerca e formazione, Agris e Laore, associazioni di categoria, sommelier e la stampa specializzata.

L'obbiettivo, spiega l'Assoenologi, è quello di «mettere in evidenza e portare a conoscenza del comparto e dell’opinione pubblica, i rischi ai quali la nostra regione potrebbe andare in contro se le nuove regole di adeguamento alle norme comunitarie, venissero applicate senza tenere conto della specificità del nostro patrimonio viticolo, della storia e delle tradizioni che contraddistinguono la nostra isola».

«Nello specifico – spiega Mariano Murru, presidente dell'Assoenologi sarda – l’adeguamento del decreto ministeriale del 13 agosto 2012, al nuovo regolamento Ue 33/2019 e alla legge 238/2016 comporta in particolare la modifica dell’allegato 1 contenente l’elenco delle varietà di vite o sinonimi distintivi costituenti una Dop, il quale prevedeva la dicitura “La protezione si applica al nome intero, compresi i suoi elementi costitutivi, purché siano di per sé distintivi. Non sono protetti gli elementi non distintivi o generici di una Dop o di una Igp”. Il nuovo regolamento non prevede più questa frase e quindi il ministero delle politiche agricole ha ritenuto di eliminare dall’elenco 11 Dop tra le quali 5 sarde: Cannonau di Sardegna, Nuragus di Cagliari, Nasco di Cagliari, Girò di Cagliari, Sardegna Semidano».

Tradotto in parole semplici vuol dire che quelle Dop non saranno più blindate, ma i vitigni che ne fanno parte potranno essere utilizzati in altri territori e nelle indicazioni in etichetta dei vini prodotti in questi territori al di fuori della nostra isola.

«Tra questi vitigni più esposti – precisa Murru – ci sarà sicuramente il Cannonau, diffuso e commercializzato in altre regioni con altri sinonimi e che gode di grande interesse da parte dei Consorzi di tutela e dei produttori, per la maggiore notorietà e quindi appetibilità commerciale rispetto ai sinonimi equivalenti (Tocai rosso, Alicante, Gamay del Trasimeno). Riflettendo sulla modifica, inoltre, non possiamo non soffermarci sulla frase “carattere distintivo”: «Credo vivamente – conclude Murru – che in particolare il Cannonau rappresenti per la Sardegna una bandiera, un elemento fortemente distintivo tale da non poter essere tralasciato quando si parla delle tradizioni e della cultura dell’isola, e viceversa».



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