La Nuova Sardegna

L’isola dei treni lumaca l’alta velocità è un sogno

di Silvia Sanna
L’isola dei treni lumaca l’alta velocità è un sogno

Gli Atr non pendolano, gli Swing fermi a Pisa. E i lavori nella rete sono fermi

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. I pendolini non pendolano e i nuovi treni – più veloci e a bassissimo impatto ambientale – non sono mai arrivati. Ci si è messo anche il Covid a complicare la vita già difficile del sistema trasporti nell’isola: l’emergenza sanitaria ha ritardato il completamento di lavori avviati sulla rete e bloccato nella Penisola i primi 4 dei 10 Swing attesi in Sardegna: sono fermi da circa cinque mesi a Pisa, nel piazzale della stazione ferroviaria. Il calendario è completamento saltato: il cronoprogramma prevedeva lo sbarco entro la fine del 2021 di tutti i treni, con i primi 4 già in esercizio dalla primavera 2020. Invece è arrivato il Covid e la conseguente paralisi. Che ha congelato anche la partenza, con destinazione Sardegna, di ulteriori 11 treni “ibridi” marca Hitachi a inquinamento zero. Tutto resta fermo. E mentre il governatore Solinas batte i pugni sui tavoli del Governo sottolineando le enormi differenze «a Roma si parla di alta velocità e in Sardegna non abbiamo neanche il doppio binario», la verità amarissima è che nell’isola si continua a viaggiare in treno come 40 anni fa, con tempi di percorrenza inaccettabili. Al punto che mentre da una parte la Sardegna si candida a diventare laboratorio green per la sperimentazione dei treni a idrogeno (con il patto Snam-Alstom), chi per lavoro o altre ragioni viaggia da Sassari a Cagliari descrive un’esperienza “forte” a bordo degli attuali treni: il viaggio è interminabile, i ritardi sono frequenti e le cancellazioni pure. E in una situazione così complessa, l’esclusione della Sardegna dalla rete dell’alta velocità è uno schiaffo: anche nell’ultimo piano nazionale di interventi per 200 miliardi, ribattezzato “Italia veloce”, per la nostra isola ci sono soltanto briciole.

Gli Atr non pendolano. Otto treni modello Atr 65 costati 76 milioni di euro. Con un solo obiettivo: ridurre i tempi di percorrenza, rendere il viaggio da Sassari a Cagliari e viceversa più veloce oltre che comodo di quello in auto. Perché ciò accadesse i treni dovevano pendolare, sfrecciando sui binari a 180 chilometri orari. Non è mai accaduto perché la rete – quasi interamente caratterizzata dal binario unico – non è stata adeguata. Dice Arnaldo Boeddu, segretario regionale Filt-Cgil: «Da tempo è arrivato nel deposito FS di Cagliari l’ottavo treno Atr 365, ovvero l’ultimo di quelli voluti dall’allora governatore Renato Soru ed acquistati con risorse di noi sardi ma, abbiamo ancora fermo in Toscana il quarto modulo che avrebbe trasformato l’Atr 365 in un Atr 465. Tale modulo è essenziale per poter iniziare l’omologazione – che dovrebbe avere una durata di 3-4 mesi – direttamente qui in Sardegna». Purtroppo però il piano di adeguamento della rete si è fermato: il processo di installazione del sistema Scmt (sistema controllo marcia treno), che fa arrestare automaticamente la marcia del treno in caso di problemi alla rete oppure al personale di macchina ed è indispensabile per far viaggiare i treni a 160/180 chilometri orari, è stato portato avanti a macchia di leopardo. «Il sistema è stato installato solo in parte. Rimangono ancora le tratte da Enas – Olbia – Golfo Aranci, San Gavino – Cagliari e l’intera parte del Sulcis», dice Boeddu. Questo significa che gli Atr vengono utilizzati come tutti gli altri treni: forse sono più comodi, ma di certo non più veloci.

L’altro problema. L’emergenza sanitaria, con il lockdown e lo stop obbligato del sistema dei trasporti, interno ed esterno, oltre ai progetti di infrastrutturazione ha bloccato anche gli interventi di manutenzione. Al punto che se anche i nuovi treni dovessero arrivare domani, non si saprebbe dove farli sbarcare: infatti il ponte mobile in ferro nell’ex scalo merci di Golfo Aranci è stato smontato e attende di essere rimesso a nuovo da una ditta specializzata per poi ritornare al suo posto e consentire lo sbarco dei treni swing. L’emergenza Covid e il conseguente lockdown sono passati, ma la manutenzione non è iniziata. E sinché non si farà, i nuovi treni continueranno a prendere polvere e a invecchiare nella stazione di Pisa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative