Maturità ai tempi del covid: tutti promossi e voti alti, ma nell’isola è record di 60
di Alessandro Pirina
Nell’esame rivoluzionato crescono i diplomati con punteggio superiore all’80. In Sardegna 226 studenti hanno ottenuto 100 e lode. I più bravi al liceo classico
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SASSARI. Sono stati 226 gli studenti sardi che hanno ottenuto la lode all’esame di maturità. L’isola ha sfornato l’1,8 per cento dei giovani più bravi d’Italia su un totale di 12.129. Numeri non altissimi, soprattutto se paragonati alla Puglia che di super studenti ne ha contato 1.833, oltre il 15 per cento del totale nazionale. Più o meno il doppio della Lombardia, che però conta 6 milioni di abitanti in più. Ma in generale i voti di quest’anno sono stati molto più alti dello scorso anno. Il Covid ha sicuramente influito sul risultato finale, visto che prima ha costretto gli studenti alla didattica a distanza, poi ha comportato la rivoluzione dell’esame, senza scritti e con un maxi orale di un’ora. Una formula che ha anche ridotto al minimo il numero dei bocciati. Appena lo 0,5 per cento. Il 99,5 dei maturandi infatti ha superato l’esame. E visto che, a differenza degli anni scorsi, tutti indistintamente sono stati ammessi alla prova finale, si può dire che a non avere ottenuto il diploma siano stati solo coloro che hanno deciso di non sostenere l’esame.
Commissari più buoni. In Sardegna i candidati alla maturità erano 13.191, di cui la maggior parte interni e poco più di 400 i privatisti. I dati sui voti riferiscono ai candidati interni. Gli esterni sosterranno l’esame di Stato nella sessione straordinaria, che inizierà il 9 settembre. Più della metà ha ottenuto un voto medio-basso, tra il 60 e l’80: per l’esattezza il 53,7 per cento del totale. Lo scorso anno erano stati il 68,5 per cento dei maturandi. Il che dimostra che in questo esame targato Covid i commissari sono stati di manica più larga. Anche se la Sardegna detiene il record di 60: il 7,4 per cento degli studenti ha superato l’esame con il voto più basso. In questa particolare classifica al secondo posto ci sono Lazio e Sicilia, dove però i 60 sono stati il 5,6 per cento del totale. E la media nazionale si ferma al 5,1 (mentre lo scorso anno era il 7 per cento). Gli studenti che hanno ottenuto un voto tra l’81 e il 99 sono di numero inferiore, ma in percentuale più numerosi allo scorso anno: 35,4 per cento contro il 25,7 del 2019. E anche il numero dei 100 è lievitato: dal 5,6 per cento all’8,9, ma sempre al di sotto della media nazionale, che quest’anno sfiora il 10 per cento. E anche le lodi, nonostante l’isola, sia in fondo alla classifica, sono passate dall’1,2 al 2.
Il primato dei licei. A livello nazionale aumentano dunque complessivamente i diplomati con voti superiori a 80, dal 32,8 per cento al 49,6. I 91-99 sono il 15,9 (erano il 9,7). I punteggi 81-90 sono il 21,2 (il 16 un anno fa). Il 50,4 per cento degli studenti si colloca nella fascia di votazione 60-80, erano il 67,1 per cento un anno fa. I 60 passano dal 7 del 2019 al 5,1 di quest'anno. I voti 71-80 passano dal 28,7 al 24,9, i 61-70 dal 31,4 al 20,4. Come segnala il Ministero, la media dei voti più alta si conferma nei licei, dove il 4,1 cento ha conseguito la lode, il 13 ha avuto 100, il 18,6 tra 91 e 99, il 22,8 tra 81 e 90. È ancora il Classico a primeggiare nella fascia di voto 81-100, con circa il 70 per cento degli studenti promossi con un voto medio alto. Quanto a voti di fascia alta, seguono gli indirizzi tecnici, in cui ha conseguito la lode l'1,5 per cento dei ragazzi, il 7,3 ha avuto 100, il 13,4 un voto tra 91 e 99, il 19,1% 81-90. Negli istituti professionali, invece, lode solo per lo 0,6 per cento dei maturandi, 100 per il 5,3, 91-99 per il 12,8, 81-90 per il 20,3.
Commissari più buoni. In Sardegna i candidati alla maturità erano 13.191, di cui la maggior parte interni e poco più di 400 i privatisti. I dati sui voti riferiscono ai candidati interni. Gli esterni sosterranno l’esame di Stato nella sessione straordinaria, che inizierà il 9 settembre. Più della metà ha ottenuto un voto medio-basso, tra il 60 e l’80: per l’esattezza il 53,7 per cento del totale. Lo scorso anno erano stati il 68,5 per cento dei maturandi. Il che dimostra che in questo esame targato Covid i commissari sono stati di manica più larga. Anche se la Sardegna detiene il record di 60: il 7,4 per cento degli studenti ha superato l’esame con il voto più basso. In questa particolare classifica al secondo posto ci sono Lazio e Sicilia, dove però i 60 sono stati il 5,6 per cento del totale. E la media nazionale si ferma al 5,1 (mentre lo scorso anno era il 7 per cento). Gli studenti che hanno ottenuto un voto tra l’81 e il 99 sono di numero inferiore, ma in percentuale più numerosi allo scorso anno: 35,4 per cento contro il 25,7 del 2019. E anche il numero dei 100 è lievitato: dal 5,6 per cento all’8,9, ma sempre al di sotto della media nazionale, che quest’anno sfiora il 10 per cento. E anche le lodi, nonostante l’isola, sia in fondo alla classifica, sono passate dall’1,2 al 2.
Il primato dei licei. A livello nazionale aumentano dunque complessivamente i diplomati con voti superiori a 80, dal 32,8 per cento al 49,6. I 91-99 sono il 15,9 (erano il 9,7). I punteggi 81-90 sono il 21,2 (il 16 un anno fa). Il 50,4 per cento degli studenti si colloca nella fascia di votazione 60-80, erano il 67,1 per cento un anno fa. I 60 passano dal 7 del 2019 al 5,1 di quest'anno. I voti 71-80 passano dal 28,7 al 24,9, i 61-70 dal 31,4 al 20,4. Come segnala il Ministero, la media dei voti più alta si conferma nei licei, dove il 4,1 cento ha conseguito la lode, il 13 ha avuto 100, il 18,6 tra 91 e 99, il 22,8 tra 81 e 90. È ancora il Classico a primeggiare nella fascia di voto 81-100, con circa il 70 per cento degli studenti promossi con un voto medio alto. Quanto a voti di fascia alta, seguono gli indirizzi tecnici, in cui ha conseguito la lode l'1,5 per cento dei ragazzi, il 7,3 ha avuto 100, il 13,4 un voto tra 91 e 99, il 19,1% 81-90. Negli istituti professionali, invece, lode solo per lo 0,6 per cento dei maturandi, 100 per il 5,3, 91-99 per il 12,8, 81-90 per il 20,3.
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