La Nuova Sardegna

C’è l’accordo sull’energia ora l’ex Alcoa può ripartire

di Antonello Palmas
C’è l’accordo sull’energia ora l’ex Alcoa può ripartire

Portovesme, firma tra i proprietari di Sider Alloys e l’Enel. Prossimo passo il piano industriale Per oltre 500 lavoratori c’è un futuro. Todde, sottosegretaria Mise: «Per me era una priorità assoluta»

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PORTOVESME. Il rumore dei caschetti sbattuti sui sanpietrini nelle manifestazioni di Roma risuona ancora mentre il tassello che mancava per tornare a sperare scivola al suo posto. Ieri è arrivata l’attesa firma sull'accordo per il prezzo dell'energia tra Sider Alloys e Enel, da cui dipendeva lo sblocco degli investimenti per la ristrutturazione dello stabilimento di produzione di alluminio di Portovesme e quindi per poter pensare a un piano industriale. Si può davvero parlare di svolta storica per un pezzo importante della disastrata industria sarda. Sono 5-600 i lavoratori, tra quelli diretti e quelli legati agli appalti, che finalmente possono guardare al futuro con ottimismo dopo anni di lotta e disperazione.

L'intesa prevede che Enel riconosca alla Sider Alloys, che ha rilevato l’ex Alcoa, un contratto di fornitura energetica di 5 anni più altri 5 ad un prezzo definito dal Mise «competitivo». Le parti tendono a tenere riservato l’ammontare della cifra, ma si parla di circa 25 euro a megawatt con le decurtazioni, comunque molto più bassa di quella di mercato che si aggira intorno ai 53 euro. Un passaggio considerato essenziale: dà il via libera al gruppo elvetico per definire e presentare al più presto il piano industriale e sbloccare 150 milioni di investimento per arrivare al riavvio.

Il ministero per lo sviluppo economico si è impegnato a convocare al più presto il tavolo sulla vertenza per definire i prossimi obiettivi industriali per garantire la ripartenza: «È stato superato uno stallo che durava da otto anni, è un risultato molto importante» dice il ministro Stefano Patuanelli. Alla sua sottosegretaria sarda con deleghe all'energia Alessandra Todde viene riconosciuto un ruolo decisivo nella soluzione positiva della vertenza, di cui lei dice di aver fatto «una mia assoluta priorità»: «I lavoratori di Sider Alloys – commenta l’esponente M5s – hanno vissuto in questi anni una situazione difficilissima, compiendo sforzi enormi. Per questo ho sempre fatto presente all'azienda e a Invitalia che tali sforzi dovevano essere concretizzati nel più breve tempo possibile, così da chiudere finalmente una vertenza lunga e complessa». La Todde esalta «il lavoro costante portato avanti in questi mesi dal Governo e in particolare dal Mise. È stato possibile siglare il contratto di fornitura «dopo aver sciolto il nodo della garanzia sul prezzo dell'energia. A questo si aggiunge la proroga dei lavoratori a termine e la mobilità in deroga». In queste ore i sindacati convocheranno l'assemblea dei lavoratori in presidio permanente da quasi un mese davanti ai cancelli di Portovesme. E secondo Mirco Rota, responsabile Fiom per Sider Alloys, è stata decisiva proprio «la mobilitazione dei lavoratori che in 12 anni non hanno mai smesso di lottare, facendo rimbombare il suono dei caschetti sull'asfalto in tutti i palazzi delle Istituzioni». Valerio D'Alò, segretario nazionale Fim Cisl: «Un segnale positivo per i lavoratori in cassa integrazione da tanto tempo che, sebbene a lungo termine, potranno finalmente intravedere una speranza in più». E Per Renato Tocco, Uilm, «è una giornata importante che i lavoratori attendevano da anni. Ora puntiamo sui tempi certi per il rientro in fabbrica, credo che dai primi mesi del 2022 sarà possibile vedere l’ex Alcoa di nuovo in grado di produrre alluminio primario».



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