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Il centrodestra accelera: secondo sì per le otto Asl

La sede dell'Azienda unica a Sassari sarà spazzata via dalla Asl
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La sede dell'Azienda unica a Sassari sarà spazzata via dalla Asl

La legge della Giunta ha ottenuto il via libera anche dalla commissione bilancio La maggioranza: i costi non aumenteranno. Le opposizioni: è solo uno spreco

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CAGLIARI. La riforma della sanità ha superato un altro ostacolo. La commissione bilancio del Consiglio regionale ha definito congruo il costo del ritorno delle Asl. La maggioranza di centrodestra, che ha votato a favore, non l’ha quantificato, sostenendo che il vero traguardo da raggiungere è «riportare la sanità vicino alla gente dopo l’esperienza negativa dell’Azienda unica, che ha accentrato e svuotato di servizi i territori». Le opposizioni, che hanno votato contro, una stima di massima invece l’hanno fatta: «Gli incarichi di vertice fra manager, direttori sanitari e direttori amministrativi lieviteranno come non mai e il già pesante bilancio della sanità, oggi ben oltre i 3,2 miliardi, potrebbe crescere di altri 2,5-3 milioni». Contestazioni ribadite da Cesare Moriconi del Pd: «Continuano a essere forti e molti i nostri dubbi sul reale prezzo di questa riforma. E lo dico senza entrare nel merito della legge». Un giudizio negativo condiviso anche da Eugenio Lai, LeU: «Non vedo risparmi. Anzi, proprio a causa della scarsa trasparenza nei conti a saltare in aria per primi saranno i bilanci delle Asl».

Il parere. La maggioranza ha fatto quadrato intorno alla riforma, a cominciare dal presidente della commissione bilancio, Valerio De Giorgi di Sardegna Forte. Anche se un’osservazione comunque c’è stata: «È indispensabile – si legge – un’integrazione da parte della Giunta specialmente nelle parti che prevedono risparmi di spesa oppure maggiori costi legati all’istituzione di organi monocratici e collegiali nelle future Aziende sanitarie». Il che vuol dire, fuori dal linguaggio della politica: la conta dei soldi in più comunque dovrà essere fatta. Con un certa urgenza, tra l’altro, perché la maggioranza ha confermato: «Nella seconda settimana di agosto, vogliamo votare la legge in aula».

Le contrapposizioni. Dal 5 agosto e fino alla vigilia di Ferragosto sarà battaglia. Sin dal primo via libera, in commissione sanità, le opposizioni si sono schierate compatte contro la riforma. Il no secco è stato confermato, durante la discussione sui conti, da Massimo Zedda dei Progressisti: «Invito la maggioranza – ha detto – a ripensarci. Con l’emergenza coronavirus ancora in corso, di sicuro sarebbe meglio evitare l’ennesimo stress a un sistema uscito malconcio dalla pandemia». Non ci saranno, però, passi indietro: «Una volta che arriverà il parere del Consiglio delle autonomie locali, andremo avanti come un treno», è stata la replica del centrodestra.

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