Otto anni fa l’inizio della fine Nel 2014 lo stop
È il 25 agosto 2014 quando la società americana Alcoa comunica la chiusura dello “smelter”, la fonderia cuore della fabbrica di alluminio di Portovesme, epilogo di un processo iniziato già nella...
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È il 25 agosto 2014 quando la società americana Alcoa comunica la chiusura dello “smelter”, la fonderia cuore della fabbrica di alluminio di Portovesme, epilogo di un processo iniziato già nella prima metà del 2012, nel quadro di un piano di ristrutturazione globale dell'azienda, come si paventava da qualche anno. Iniziano tempi di dure lotte, portate anche nelle piazze di Roma, poi uno spiraglio di luce e nel 2018 la cessione alla svizzera Side rAlloys che appronta un piano di rilancio, poi blocca tutto a causa di svariate problematiche, non ultima proprio quella del costo dei megawatt, fondamentale per un’industria tanto energivora. Gli operai lavorano a rotazione, a piccoli gruppi, per mantenere vivi gli impianti in attesa del via al previsto ammodernamento con tecnologie cinesi di ultima generazione. Dal 31 dicembre 2019 però non ricevono più un euro di ammortizzatori sociali e sale la tensione. Lo scorso maggio la firma delle fideiussioni fa capire che c’è speranza, ieri l’altra attesa firma che riporta il sorriso nella case di oltre 500 famiglie.
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