La Nuova Sardegna

la replica dell’anas 

«Siamo consapevoli dei disagi ma abbiamo applicato il decreto»

di Alessandro Pirina
«Siamo consapevoli dei disagi ma abbiamo applicato il decreto»

SASSARI. Tutti contro l’Anas, ma l’Anas non può fare altrimenti. Le gallerie Chighizzu alle porte di Sassari, nonché le quattro sul tratto della 131 dcn tra San Teodoro e Siniscola, devono essere...

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SASSARI. Tutti contro l’Anas, ma l’Anas non può fare altrimenti. Le gallerie Chighizzu alle porte di Sassari, nonché le quattro sul tratto della 131 dcn tra San Teodoro e Siniscola, devono essere messe a norma. Così prevedono due decreti legislativi. In attesa dei lavori - sulla cui durata si prospettano tempi lunghi - l’Anas è costretta a prendere provvedimenti cautelativi. In questo caso lo stop ai mezzi pesanti che trasportano merci pericolose, costretti ad aggirare le gallerie passando dentro i centri abitati. Il provvedimento ha ovviamente fatto scendere tutti sul piede di guerra: autotrasportatori, sindacati, imprenditori, istituzioni, cittadini. Tutti chiedono all’Anas di fare marcia indietro, ma la società delle strada non può, perché deve dare seguito alle direttive del ministero.

«Noi gestiamo 5 gallerie interessate da questi provvedimenti – spiega Salvo Campione, dirigente dell’Anas Nord Sardegna –. Innanzitutto, quella di Chighizzu, classificata nella rete Tern, deve essere adeguata al decreto legislativo 264 del 2006 che prevede tutta una serie di dotazioni impiantistiche, dall’antincendio all’estrazione fumi. Un investimento pari a 15 milioni di euro. Lo stesso discorso vale per le gallerie della 131 dcn - Cuponeddi, Berruiles, S’iscala, San Francesco -, che invece sono inserite nella rete Ten-t, che devono essere adeguate a un decreto del 2013, contenente simili prescrizioni». A verificare le condizioni di sicurezza è la Commissione permanente gallerie, che dipende dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. «Tutti i gestori, che siano pubblici o privati, sono sottoposti al controllo del ministero – dice ancora Campione –. Ebbene, nei primi mesi di quest’anno la commissione ha inviato una disposizione a cui tutti i gestori devono attenersi. Per le gallerie che non sono conformi ai decreti ha prescritto l’esercizio provvisorio fino al loro adeguamento». Insomma, ha fissato tutta una serie di paletti fino a quando non verranno eseguiti i lavori. «Sono investimenti importanti e complicati, lavori di elevatissima specializzazione – mette le mani avanti Campione –. Per la galleria Chighizzu il progetto è in fase di verifica. L’apertura del cantiere non potrà avvenire prima di un anno e poi saranno necessari almeno due anni di lavori». Insomma, fino al 2023 gli automobilisti dovranno armarsi di pazienza, mentre i mezzi pesanti saranno costretti a passare da Scala di giocca ed entrare a Sassari (e sulla 131 dcn attraversare Posada e Budoni), a meno che non riescano a dotarsi di una scorta per superare le gallerie. Così infatti ha deciso l’Anas. «Noi dobbiamo inderogabilmente attenerci a quanto stabilito dalla commissione – spiega ancora il dirigente Anas –. E così abbiamo abbassato il limite di velocità, stabilito il distanziamento tra veicoli, le gallerie sono dotate di telecamere h24 e sono presenti due agenti 24 ore su 24. Quanto al divieto per chi trasporta merci pericolose abbiamo optato per la soluzione che desse il minore disagio, quella della scorta. Pensiamo sia la soluzione migliore e lo ribadiremo oggi nell’incontro con il prefetto. Quello che deve essere chiaro – conclude – è che noi siamo al servizio del cittadino e vogliamo creare meno disagi possibili».

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