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Il personaggio 

L’idea di due soci cominciata nel 2016 tra mille incognite

NUORO. Laurea in Economia e Gestione dei servizi turistici all’università di Economia e commercio di Firenze, Francesco Murru, 42 anni, nuorese, è il titolare assieme al socio e amico Alessandro...

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NUORO. Laurea in Economia e Gestione dei servizi turistici all’università di Economia e commercio di Firenze, Francesco Murru, 42 anni, nuorese, è il titolare assieme al socio e amico Alessandro Farina della società Essenza. Dalla coltivazione, alla vendita delle piantine, al ritiro del prodotto finito dai coltivatori sardi pagandolo alla migliore quotazione di mercato, alle consulenze con il proprio agronomo ma con altre iniziative in fieri. «Abbiamo iniziato nel 2016 quando ancora non esisteva un mercato di riferimento e le incognite – soprattutto non si sapeva se il prodotto poteva avere successo in Italia e quali fossero le genetiche più adatte al clima sardo – erano tante», spiega l’imprenditore della canapa. «Alla fine abbiamo abbiamo selezionato la pianta con la genetica più valida riconosciuta tra le 52 varietà che lo Stato ti permette di coltivare e che vada bene nel clima barbaricino e siamo partiti».

Un percorso in costante ascesa fatto comunque di molta applicazione sul campo per acquisire conoscenze e competenze. «Il prodotto ha una quotazione di mercato con una forbice di valutazione molto ampia (si va dai 20 ai 400 euro al chilo)», spiega Murru che rimarca come la qualità paghi sempre e un prodotto eccellente viene venduto bene e subito. Il target della canapa light è particolare. Il consumatore ha tra i 40 e 60 anni è molto esigente per quanto riguarda l’aspetto estetico, il profumo, il cbd (cannabidiolo che non produce effetti psicotropi) e le altre proprietà mediche. Il covid, con le persone costrette a stare a casa, ha dato un’ulteriore spinta al mercato. «Molti che acquistavano il prodotto illegale si sono rivolti a noi coltivatori di canapa light. La domanda rimane in crescita in tutta Europa. Possiamo, con il nostro clima, essere volano della canapa, che è un po’ come il maiale: non si butta nulla. Il busto lo si impiega per la bioedilizia, per passare poi al farmaceutico, al tessile, alla erboristeria e biocosmesi».

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