La Nuova Sardegna

Tra lusso, golf e sicurezza lontano dalla vita smeralda

di Marco Bittau
Tra lusso, golf e sicurezza lontano dalla vita smeralda

San Teodoro: il modello di Puntaldìa per superare la crisi post-Covid Gli eredi dell’impero Candy guidano un resort esclusivo per chi vuole tranquillità

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SAN TEODORO. L’ospitalità al tempo del Covid è fatta di interminabili silenzi, distanziamenti misurati, percorsi differenziati, gel igienizzanti e mascherine come se non ci fosse un domani. Una gimkana di prescrizioni capace di trasformare qualunque vacanza nell’incubo peggiore. Eppure al Due lune, storico resort di Puntaldìa, a San Teodoro, l’aria non è quella della clinica svizzera per turisti moribondi di paura da contagio, semmai il buen retiro di una certa borghesia italiana figlia d’altri tempi e fedele alla buona pratica dell’understatement. Cioè industriali, finanzieri, manager e professionisti che neppure sotto tortura ostentano il loro benessere sgomitando per apparire sotto i riflettori. L’esatto contrario di Porto Cervo e dintorni. Alcuni di loro ci sono già, altri arriveranno ad agosto. Relax allora, un tuffo in piscina e lunghe partite a golf con un incredibile putting green affacciato sul mare blu davanti a Tavolara.

Così, in questa estate che più nera non si può, il Due lune non arretra di un passo: tutto aperto e garantiti i servizi d’eccellenza che fanno del resort un luogo di culto. «È la nostra scommessa – dice Giampaolo Fumagalli, imprenditore comasco titolare della gestione del resort da quasi un quarto di secolo – i danni sono evidenti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Per agosto aumentano le prenotazioni, ma il bilancio è comunque negativo. Nonostante ciò non abbassiamo la soglia della qualità, perché la nostra filosofia è quella della conservazione dei nostri clienti che vengono a Puntaldìa magari da vent’anni e ad attenderli trovano sempre la loro stanza e un servizio su misura. Qui si sentono a casa, anche al tempo del Covid. Abbiamo visto crescere i loro figli, saranno loro i nostri ospiti nei decenni a venire».

«Golf e mare, in casa», annuncia il web marketing del resort, quattro stelle superiore con standard di qualità che nulla invidiano ai blasonati hotel della Costa Smeralda. Prezzi da capogiro, naturalmente (500 euro a notte, ma si può arrivare anche molto oltre) e poco importa il fastidio della mascherina o del gel. E pazienza anche se al buffet un cameriere mascherato segue l’ospite come un ombra per ricevere l’ordinazione e servire le portate al tavolo. Lusso? Sì, ma qui si chiama accoglienza “in casa”.

Il Due lune è perfettamente integrato nel sistema Puntaldìa, insediamento turistico nato nel 1982 per mano del cavalier Peppino Fumagalli, industriale brianzolo proprietario della Candy, colosso degli elettrodomestici. Il resort invece è stato costruito nel 1983 e ultimato l’anno dopo. L’intero compendio (hotel e ville) è organizzato in un consorzio presieduto da Luigi Gallazzini. Il direttore invece è l’americano Markus Dickey, maestro di golf, un volto noto in Gallura con trascorsi in Costa Smeralda e a Porto Rafael.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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